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Un nuovo, vecchio blog
5 dicembre 2015|Casi pratici di Marketing

Un nuovo, vecchio blog

Un nuovo, vecchio blog

Ci sono momenti in cui, dopo 5 anni, le cose devono cambiare.

Dovresti aver cambiato il ruolo in azienda, le tecnologie a cui ti appoggi, le procedure, i progetti e tanto altro. E’ un buon segno: stai innovando nel tuo lavoro. E’ un principio di marketing forse? No, vale per qualsiasi attività imprenditoriale tu stia pensando in questo momento.

Tra le cose che cambiano, dopo 5 anni, c’è anche questo blog di marketing. Nel tempo le tecnologie si sono innovate, i software idem, i criteri di webmarketing… sempre più avanti. Quindi è giusto che gli oltre 200 articoli di marketing, presentazioni, video, eventi, case history reali ecc. – che si trovano su questo blog –  abbiano una veste nuova.

Spunti per trovare clienti, aggiornarsi sui marketing trend, nuovi mercati, video e tanto altro ancora. Un Marketing Designer – come il sottoscritto – non potrebbe che rispettare il suo impegno “open source” e mettere tutto questo a tua disposizione. Basta usare il tasto “cerca” in alto a sinistra.

Niente di più, niente di meno. Buona lettura!

.. quasi dimenticavo (bugia). Vuoi saperne di più sui temi trattati o hai un grande progetto per la tua azienda? Basta contattare qui Gianni Vacca

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Cina: quando nulla è certo…
19 ottobre 2015|Marketing Trend

Cina: quando nulla è certo…

Cina: quando nulla è certo…

Giusto nelle 14 ore di volo di rientro da Hong Kong è stato quasi facile pensare a un breve resoconto sull’ultimo viaggio che ha portato osm1816 e pLAYmARKETING ad andare dall’altra parte del mondo: Cina; Shanghai per essere precisi.

Non ti rimane che mettere di sottofondo adiemus e sali in volo con me, questo è l’inizio di un progetto per una nuova Branch aziendale con sede a Shanghai. Non una cosa da poco… forse!

Alt! Ma in questo blog non si parlava di marketing? Ed allora perché questo articolo su nuovi mercati? E’ semplice: perché scrivere di marketing – per me – significa scrivere di clienti; e di clienti, tra oltre 1 miliardo e 300.000 persone in Cina, sono certo che ce ne siano anche per la tua azienda. Per qualunque tipo di business tu stia seguendo…

Partiamo da qui? Ecco le mie note di viaggio Open Source che volevo condividere con te. In fondo anche tu, come noi, potresti avere il progetto (quindi il problema) di un viaggio nel (very) far east

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Solo uno strumento?
15 luglio 2015|Non solo Marketing

Solo uno strumento?

  La vita è tutta un compromesso: qualità verso quantità, tempo o denaro, costi rispetto alle prestazioni. Come fare a scegliere? Quando sarà il momento di acquistare le attrezzature che permetteranno a te ed ai tuoi colleghi di completare il lavoro, è importante valutare al meglio l’investimento giusto rispetto a quanto questi strumenti aiuteranno la tua capacità di gestione.

Per spiegarci meglio, prendi ad esempio uno studio di architettura che voglia affermarsi sul mercato.

Ecco una scelta che dovrebbero affrontare: un computer in genere può costare tra i 500 ed i 1000€, mentre quelle che si chiamano workstation[1] hanno un prezzo tra i 1500 e i 3000€. Le maggiori prestazioni che queste ultime offrono, valgono l’investimento?

La domanda è: quanto tempo costeranno le pause e i blocchi derivanti da utilizzare un computer con prestazioni più basse? Se la workstation permette di accorciare i tempi di 30 minuti a settimana per 3 anni, significa un totale di 26 ore uomo. Se attribuisci un valore di 50€ per ora, le 26 ore risparmiate corrispondono a 1300€. Inoltre, non trascurare che il tuo team sarà più soddisfatto e produttivo potendo lavorare su strumenti più affidabili.

Sembra una piccola decisione su un piccolo problema di gestione, tuttavia prova ad estendere questo modo di ragionare anche a situazioni più grandi: magari un macchinario di produzione o il nuovo gestionale.

Spesso le scelte che dovrai fare non saranno nette, proprio per questo ti serve un approccio quasi olistico[2] nella valutazione delle opzioni a tua disposizione.

Vuoi valutare meglio le tue opzioni? Contatta un marketing designer, contatta Gianni Vacca



[1] Stazione di lavoro, sostanzialmente si tratta di una postazione lavorativa organizzata attorno ad un computer monoutente. Qualcosa di più evoluto che un computer “da casa”.

[2] Dal greco “olos” che letteralmente significa “Tutto o il Tutto”. L’aggettivo Olistico è riferito all’attitudine di considerare l’aspetto fisico, mentale e spirituale dei fenomeni come un tutt’uno.

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Semplifica, semplifica, semplifica!
30 giugno 2015|Non solo MarketingPMI Eccellenti

Semplifica, semplifica, semplifica!

Semplifica, semplifica, semplifica!

Hai sicuramente un tuo metodo per essere produttivo (e organizzato). Probabilmente lo hai anche automatizzato in modo che venga eseguito senza pensarci troppo.

Finita qui? In realtà no! Siamo certi che nel sistema che hai creato, guardandoci bene, avrai anche notato degli aspetti che possono essere migliorati e meritano un’attenzione particolare. Si tratta di quei processi aziendali che utilizzi e che, per quanto automatizzati, ti suonano male e sono come quel sassolino nella scarpa mentre cammini.

Sono dei dettagli, insomma, e forse potresti anche non farci caso per un certo periodo di tempo. Tuttavia rimangono lì a rendere meno efficiente la tua azienda. Quindi è il momento di dare un taglio alle inefficienze organizzative!

Per fare questo vogliamo darti un consiglio che arriva dalla filosofia giapponese che prende il nome di Kaizen. Il termine Kaizen in giapponese significa “miglioramento” o “cambiamento per il meglio”. Quando segui questa filosofia ti prendi cura di piccoli, significativi cambiamenti.

Nel tempo, questi piccoli cambiamenti si sommano tra loro, fino ad ottenere dei grandi cambiamenti senza nemmeno renderti conto quando questi siano iniziati.

Per iniziare il processo di semplificazione, prendi un aspetto che ti procura i problemi più significativi nella tua gestione. Su questo punto chiedi a te stesso:

  •  Posso eliminarlo completamente? Non potrai avere una risposta a questa domanda fino a che non l’avrai eliminato dalla tua organizzazione. Se scopri che puoi farne a meno o addirittura che la tua produttività aumenta, abbandonalo in modo definitivo. Altrimenti, procedi con la prossima domanda;
  •  Qual è lo scopo di quel comportamento? Posso raggiungere quello scopo in modo più semplice? Prova a pensare ad altri modi (più di uno!) per raggiungere l’obiettivo. Per esempio, alcune tecniche consigliano di utilizzare un timer vicino alla tua postazione di lavoro. Mentre senti il ticchettio, dedichi tutta l’attenzione all’attività che stai completando. Allo stesso tempo, disattiva internet (o i social!) dal tuo computer per evitare distrazioni. Quindi, se il timer ti stressa, potresti iniziare con il rimuovere le distrazioni?
  •  Qual è la causa del problema? Conoscere la causa del problema ti può aiutare a creare dei miglioramenti. Per esempio, se dimentichi sempre il dispositivo per registrare i tuoi appunti, puoi semplificare le cose integrandolo nella tua giacca. Anche qui l’esempio è banale, il modo di ragionare… no;
  • Posso combinare questo aspetto con altri comportamenti? Per esempio, ipotizziamo che tu crei una “to do list[1]”. Allo stesso tempo utilizzi una tecnica per la gestione della to do list (per esempio la “tecnica Pomodoro[2]”). Bene, si possono combinare le due cose ricreando una lista modificata in base al sistema di gestione del tempo che utilizzi?

Siamo certi che se applichi questo approccio alle diverse difficoltà di gestione in azienda, un passo alla volta, otterrai un sistema organizzativo molto semplice, che calzerà perfettamente le tue esigenze.

Vuoi un esempio? Rimaniamo in Giappone ed esploriamo brevemente il sistema “Personal Kanban[3]”.

Si tratta di un sistema sviluppato nella produzione di automobili firmate Toyota. É uno strumento visivo utile per capire il lavoro che deve essere fatto e quello che rimane da completare (non a caso Toyota è stata l’azienda che ha reso popolare l’applicazione del kaizen nel business).

Il Personal Kanban è un sistema che crea uno schema grafico dei “lavori in corso” e in più ti permette di vedere cosa hai ottenuto fino a quel momento, mantenendo uno spirto positivo sul lavoro.

Puoi creare il tuo Personal Kanban nel modo che più ti piace, anche facendo dei disegni. In pratica, ogni compito da portare a termine viene riportato in un post-it. Subito dopo, i singoli post-it sono organizzati e suddivisi in una tabella a tre colonne che rappresenta:

  •  Colonna 1: Arretrati
  • Colonna 2: Cose da fare
  • Colonna 3: Cose fatte

Tutto qui! Ovviamente puoi cambiare le colonne o implementare il sistema come più ti aggrada. Se poi vuoi saperne di più, cerca su internet il “Personal Kanban” o altri sistemi (per esempio potresti cercare i termini “big rocks”, “Zen to Done”, ecc.) e scoprirai come adattarli, integrarli ed ottenere il meglio per le tue necessità specifiche.

Non dimenticare, il sistema migliore è quello più semplice!

Vuoi semplificare dei processi in azienda? Contatta un marketing designer, contatta Gianni Vacca



[1] Definizione inglese che descrive un elenco di cose da fare.

[2] Sviluppata alla fine degli anni ’80 dallo studente italiano Francesco Cirillo (The Pomodoro Technique), è una semplice strategia di gestione del tempo che favorisce l’esecuzione dei compiti e la concentrazione. Per approfondimenti, http://pomodorotechnique.com/

[3] Modalità di gestione della propria produttività e riduzione dello stress collegata alle attività operative, soprattutto quelle effettuate per la prima volta. Generalmente, è un modo di approcciare alla propria giornata in modo organizzato ed efficace.

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Ci penso io….
23 giugno 2015|Non solo MarketingPMI Eccellenti

Ci penso io….

  Oggi ti scrivo nelle vesti di marketing designer. Tuttavia, non è un articolo dedicato al trovare clienti; non direttamente e non oggi. Ti scrivo perchè spesso nella mia attività o notato che molti imprenditori e manager hanno un atteggiamento che potremmo riassumere nel “ci penso io”. In realtà, tutti noi, abbiamo bisogno di un appoggio, a  volte di un consiglio. Per questo è importante crearti un gruppo di supporto in azienda.

Parlaimo di crescita, di quello che serve per veder prosperare la propria azienda.

Infatti, se vuoi che la tua impresa cresca, è fondamentale avere un “comitato consultivo” composto da persone di tua fiducia, che magari sono in azienda da tempo e che hanno ottenuto dei successi per come intendi tu la parola “successo”. Potrebbero anche essere clienti fidelizzati o amici imprenditori di settori completamente diversi dal tuo.

Organizza con loro un pranzo trimestralmente, fai domande scomode e insisti per avere risposte obiettive. Sembra banale, eppure è efficace!  Tutti hanno bisogno di stimoli, è impossibile far crescere un business in una campana di vetro.

Vuoi uscire dall’isolamento? Contatta Gianni Vacca

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