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EVENTO? IL SUCCESSO DI ZAFRA MARMI!
10 ottobre 2011|Casi pratici di MarketingEventiPMI Eccellenti

EVENTO? IL SUCCESSO DI ZAFRA MARMI!

Questa sera ho il piacere di ospitare Flavio Sartori, esperto di marketing con cui condividiamo diversi progetti legati a Open Source Management. E se hai un’azienda nel Veneto e dintorni e vuoi sapere come promuoverla… beh, facci quattro chiacchere assieme, vedrai che serve!

Questo suo articolo è dedicato a un caso pratico di successo, ossia come con un evento è possibile trovare clienti. Anche in nicchie molto specifiche, come può essere la fornitura di semilavorati in marmo.

Ecco l’articolo di Flavio!

“Ci sono molti settori in cui il prodotto sta al centro delle comunicazioni con cui le aziende si rapportano con i loro clienti. Questo succede soprattutto quando si vogliono evidenziare marcate differenze tecnologiche, rispetto ai prodotti della concorrenza e i dettagli sono quelli che fanno la differenza. Oppure quando….manca la fantasia!

Alcuni settori però presentano forti similitudini tra i prodotti proposti e quindi per potersi distinguere le aziende devono puntare su qualcos’altro, come ad esempio un servizio di eccellenza. Questo succede anche nel mercato dei semilavorati del marmo. Ma come comunicare al proprio cliente un servizio di qualità? Si può scrivere nel proprio sito internet e nelle brochures, ma chi non può scriverlo? Lo fanno tutti!

Meglio cercare quindi una soluzione diversa, come abbiamo fatto con Marmi Zafra. Con Fiorenzo e Ornella Zanola, i titolari, abbiamo incentrato la comunicazione su qualcosa di alternativo: un servizio di qualità non della pietra, ma dei vini e delle prelibatezze gastronomiche del territorio proposti come aperitivo alla più importante fiera del settore: il Marmomacc.

Questo approccio, inoltre, ci ha permesso di creare un momento di convivialità evitando l’allontanamento dagli stand che avviene solitamente per il pranzo; e soprattutto è servito a rompere il ghiaccio con i potenziali clienti.

Il Marmomacc riempie tutta la zona fiera di Verona, che è davvero grande. Con un po’ di stupore però ho trovato i padiglioni un po’ vuoti, non ho fatto un secondo di fila all’ingresso e ho pure trovato un posto da parcheggiare gratuito non molto lontano dall’ingresso.

Quando ho iniziato a cercare lo stand di Zafra speravo di non aver fatto un buco nell’acqua con l’aperitivo, tuttavia mentre mi aggiravo tra gli stand e cercavo quello giusto, il timore era sempre più giustificato dal numero delle persone negli altri stand. Finché ad un certo punto sono arrivato al C7 e con mia grande gioia…erano tutti lì con il Franciacorta in mano!

Fiorenzo ed Ornella di Zafra sono stati molto soddisfatti e quest’anno sono riusciti a compilare 70 nuove schede clienti (+ 14% rispetto al 2010) ,ma cosa ancora più importante, a chiudere molti nuovi contratti di fornitura come conseguenza del loro incontro nello stand.”

Che scrivere di tutto questo? Grazie Flavio, questi sono casi pratici di marketing, ed evidenze di come le idee possono cambiare (in meglio) le azioni promozionali di una piccola e media impresa.

Al prossimo evento, prova a portare qualcosa di originale… come fare? Parti da quello che farebbe piacere ai tuoi clienti!

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L’importanza di chiamarsi….Omomorto!
22 agosto 2011|Casi pratici di MarketingMarketing Basic

L’importanza di chiamarsi….Omomorto!

Questa sera voleva dare il benvenuto nel mio blog al mio amico e collega Flavio Sartori. E’ il responsabile marketing dell’area triveneto e fa parte del team marketing di Open Source Management. Ed è anche un appassionato di un settore in particolare: il vino. Questo settore ha avuto importanti sfide e passi in avanti proprio sugli aspetti comunicativi, così come allo stesso tempo per sua natura è antico, un bene curato dall’uomo da migliaia di anni.

Beh, con queste premesse lascio il topic a Flavio, che riporta un caso pratico di marketing che credo sia illuminante su come una piccola e media impresa possa trasformare (con il marketing!) dei problemi in opportunità. E trovare clienti, realmente! Beh, a lui la tastiera, ci scrive su un vino chiamato… Omomorto!

Dare il nome giusto al proprio prodotto o servizio è sicuramente il modo migliore per iniziare il “suo business”.

Tra l’altro si tratta di un investimento a lungo termine, in quanto una volta dato, sono poche le motivazioni che possono giustificare il cambio del nome ad un prodotto, senza che gli si apportino cambiamenti significativi.

Quindi chiamare il proprio vino spumante “Omomorto”, perché proveniente dall’omonima zona, può essere una mossa curiosa, ma molto azzardata: sicuramente il produttore in quel momento avrà pensato che con un nome così il suo vino avrebbe suscitato simpatia in chi l’avesse visto, magari portando a sceglierlo tra i molti vini in carta nei ristoranti. Trattandosi di uno spumante, però, non si è tenuto conto del fatto che normalmente il suo consumo è strettamente legato ai momenti di festa, come pure ai  pacchi regalo natalizi che le aziende offrono ai loro clienti: in questo caso la simpatia del nome va messa  in secondo piano rispetto ad altri fattori decisionali.

Cosa pensi se il tuo fornitore ti regalasse a un Omomorto per Natale? Probabilmente, dopo aver toccato ferro, inizi a chiederti se c’è sotto qualcosa: per quale motivo tra tutti i vini è stato scelto proprio quello con quel nome allusivo? C’era forse l’intenzione, più o meno freudiana, di comunicare qualcosa di poco piacevole?

Così, grazie a quel nome così particolare, la qualità del vino  e l’eleganza della bottiglia, che di certo non mancano, finiscono per non essere presi nemmeno in considerazione.

Quindi, cosa fare quando ci si trova davanti situazioni di questo tipo? E’ giustificabile la scelta di cambiare il nome al prodotto? A primo acchito potrebbe sembrare la soluzione migliore, ma bisogna considerare molti altri aspetti: in fin dei conti si tratta di un vino a tiratura limitata, così limitata che forse anche solo cambiando la sua motivazione d’acquisto le sue sorti possono cambiare, senza tradire quei clienti che, a quel vino dal nome originale, si sono ormai affezionati.  Anzi, magari con un nome così, da punto di debolezza, si può cercare di trarne un punto di forza.

L’Omomorto nello scorso anno è stato il soggetto di una campagna di marketing che ha portato a legare il suo nome ad un fenomeno che stava, e sta tuttora avendo, un successo crescente in tutta la penisola: le “cene con delitto” e i “week end col morto”. Grazie proprio a quel suo nome “funesto”, alcune tra le più famose compagnie teatrali che portano in scena questo tipo di spettacoli in tutta Italia, hanno accettato di utilizzarlo come premio per chi scopre l’assassino e di inserire  banner nei loro siti internet senza chiedere niente in cambio.

Inoltre sono diversi gli articoli di giornali che hanno seguito questa campagna marketing in modo perlopiù spontaneo e, cosa ancora più importante, totalmente gratuito.

E così proprio quel nome da fattore di crisi per il vino e il suo produttore, si è trasformato in una grande opportunità”.

Niente male, grazie Flavio! Decisamente un modo originale e direi unico per trovare clienti. Ma ora tocca a voi: che nome hanno i vostri prodotti o i vostri servizi?

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Ciao! Il mio nome è Gianni. Sono un progettista di Marketing e questo è il mio blog.
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