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LA CRISI NELLE IDEE: COSA C’è DI TE SUI SOCIAL?
10 novembre 2011|Marketing BasicMarketing TrendWeb Marketing

LA CRISI NELLE IDEE: COSA C’è DI TE SUI SOCIAL?

  In questi giorni in italia (facciamo anche in questi mesi), l’argomento è uno solo: crisi economica. Al limite si parla di default per rallegrarsi. Bello spasso!

Tuttavia il rischio (per me) è di perdersi la propria attività e quello che la propria attività può rappresentare per ognuno di noi.

Poco conta se hai un’impresa o se ne sei parte: il tuo “essere indispensabile” è quello che ti protegge dalla crisi. Ti protegge dall svlutzione, dlle crisi di mercato e dall’aumento del prezzo del petrolio. O qualsiasi ansia economica tu stia vivendo.

Sarà un pò fuori dal coro di questi tempi, tuttavia proprio mentre siamo all’orlo del baratro (o nel baratro per dirla all Emma) ho fatto una ricerca assieme a Fabrizio Pedrazzini. Una ricerca sul mondo dei social, che è uno degli argomenti del prossimo manuale MBS.

Insomma, mentre si parla di crisi, cosa stai facendo per la tua azienda?

Siamo partiti da uno studio condotto dall’Osservatorio Business Intelligence, che raccolto alcuni dati su come le imprese italiane utilizzino strumenti come Facebook e Twitter per le loro strategie aziendali. Dallo studio commissionato da Alcatel-Lucent Enterprise si è evidenziato che questi strumenti sono reputati di fondamentale importanza per intraprendere uno scambio diretto con i propri clienti. E in generale, quidni prioprio per mantenere e trovare clienti.

I risultati ottenuti dalla ricerca danno una visione molto interessante delle realtà aziendali italiane ed estere gestite da un management tricolore:

  • 31% – intervistati che reputano i Social Network utili per ottenere dati e commenti reali e non filtrati.
  • 38% – intervistati che riconosce l’utilità dei Social Network nonostante l’impegno richiesto per monitorarli.
  • 20% – intervistati che non considera i Social Network utili per fare e sviluppare il business.

leggendo la ricerca, abbiamo notato come Andrea Albanese, ricercatore del team dell’Osservatorio sulla Business Intelligence, giustifica questo ultimo dato considerando lo scetticismo sull’efficacia dei Social Network nella gestione dei rapporti con i clienti.

Per Moreno Ciboldi, Vece President Central Mediterranean Countries di Alcatel-Lucent, è ormai evidente la necessità di integrare strumenti come i Social Network a quel pacchetto che comprende tutte le attività rivolte al “customer care”.

In merito a questo ultimo aspetto, il servizio al cliente, sono interessanti le seguenti percentuali su alcune considerazioni degli intervistati, imprese che si occupano di rapporti business to business:

  • 25% – pensano che l’integrazione fornisca agli operatori una visione più corretta e completa delle opinioni dei clienti.
  • 12% – pensano che in questo modo gli operatori possano risolvere i problemi più velocemente.
  • 17% – reputa i Social Network come mezzo per rispondere direttamente alle richieste dei clienti.

Più del 20% degli intervistati, inoltre, si considera titubante e preoccupato vedendo nei Social un canale che possa catalizzare commenti negativi e lamentele sui disservizi. Anche di questo dato ne abbiamo già discusso su PlayMarketing, basta che provi a leggere l’articolo sull’offerta di valore unico. Se non ne hai un idea e non hai fatto un sondaggio per scoprirlo… beh, il mercato non vorrà a premiarti!

Per Andrea Albanese questa realtà rappresenta il futuro dei prossimi anni per le imprese italiane. I Social Network verranno fortemente presi in considerazione per le attività promozionali di marketing.

Un altro aspetto curioso da sottolineare è che i clienti non sarebbero tentati ad utilizzare i Social Network per consolidare una possibile “amicizia” con l’azienda, ma che considererebbero questi come il mezzo ideale per esprimere le proprie necessità e i propri punti di vista.

Da questo articolo (grazie Fabrizio!) si possono ricavare tante “ispirazioni”. partendo dalla prima: la tua azienda (o tu!) ti stai facendo conoscere dal mercato per quello che vali? I Social Network non sono la cura di tutti i mali, ma un canale di comunicazione da sfruttare a pieno! Insomma, diventa veramente social!

Se vuoi saperne di più, contattami qui!

 

 

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Un “vecchio” marketing torna di moda: Groupon!
17 giugno 2011|Marketing TrendWeb Marketing

Un “vecchio” marketing torna di moda: Groupon!

Questo topic di oggi ospita il Dott. Fabrizio Pedrazzini, il referente marketing di Open Source Management per la Lombardia. E’ come sempre un piacere ospitare su playmarketing professionisti al servizio dei clienti e discutere con loro di come evolve il mercato e di come oggi sia possibile trovare i clienti per le proprie aziende. In fondo il marketing non serve (anche) a questo?

Lascio il topic a Fabrizio che ha esplorato un argomento intrigante… groupon è realmente così innovativo? Fabrizio ha trovato in rete un interessante articolo di emarketer su questo tema… a lui la tastiera!

“Nel mercato americano, mentre ancora oggi molti coupon sono spillati al quotidiano della domenica, i coupon digitali stanno diventando una realtà sempre più importante. Una previsione di emarketer ci dice che nel 2011, quasi la metà di coloro che effettueranno acquisti su internet utilizzeranno i coupon digitali presso i negozi convenzionati. Questo costante sviluppo è supportato dalla facilità d’utilizzo e dalla grande disponibilità dei commercianti ad accettare i coupon digitali come nuova forma di scambio.

Secondo Jeffrey Grau, autore dell’articolo “Coupon to Groupon: New Channels for an Old Tradition”, questa caccia all’affare online è direttamente legata alla crescente fedeltà degli utenti nell’utilizzare internet per i propri acquisti o per le proprie ricerche e all’immensa popolarità dei siti come Groupon e LivingSocial.

È stato stimato che negli Stati Uniti sono più di 88 milioni gli adulti che quest’anno utilizzeranno almeno una volta i coupon digitali per i loro acquisti, di cui la maggior parte provengono da formule estremamente vantaggiose.

Secondo Morpace, nota società di ricerche di mercato, il 32,5% degli internauti hanno scaricato coupon digitali. In media, la clientela di Groupon ha un’età compresa tra i 18 e i 34 anni, possiede un reddito medio-alto, è sposata e risulta essere composta maggiormente da un pubblico femminile.

da notare come l’età di chi usa Groupon, piano a piano si sposterà “in alto”, come un analisi di Experian Hitwise ha dimostrato. Considerando solo gennaio 2011, infatti, le persone oltre i 55 anni erano il 37,5% degli utenti.

“Ad oggi i siti tipo groupon o LivingSocial di sicuro si legano alle piccole e medie imprese”, tuttavia Grau nella sua intervista fa notare come “anche i grandi marchi siano interessati. E infatti molti di loro hanno già iniziato a lanciare le offerte su internet”.

Ma c’è un’ottimo consiglio di Grau: prima di lanciarsi su questa strada, le aziende devono sapere che i “siti dell’offerta del giorno” e i costanti coupon online sono rivolti a specifici gruppi di persone e soddisfano bisogni altrettanto specifici. E spingono l’azienda a sposare un diverso “modello di business”.

Concretamente cosa significa? Significa che prima di tutto devi conoscere chi sono i tuoi clienti, e che cosa vogliono. E poi offrirglielo. Per avere successo, insomma, non dimenticare mai il concetto di “target“, anche quando “rispolveri” un vecchio strumento di marketing come il coupon!

Grazie per il tuo topic Fabrizio! Sono certo che è uno spunto interessantissimo per chi oggi vuole trovare clienti online!

Se vuoi saperne di più… contattami!

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Ciao! Il mio nome è Gianni. Sono un progettista di Marketing e questo è il mio blog.
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