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COME Uber, Airbnb, e Etsy HANNO OTTENUTO I LORO PRIMI 1000 CLIENTI
21 settembre 2016|Marketing BasicMarketing TrendPMI Eccellenti

COME Uber, Airbnb, e Etsy HANNO OTTENUTO I LORO PRIMI 1000 CLIENTI

COME Uber, Airbnb, e Etsy HANNO OTTENUTO I LORO PRIMI 1000 CLIENTI

Qualche settimana fa ho notato un articolo HBR di Thales Teixeira, segnalato da Paolo Ruggeri. Effettivamente è, nella sua semplicità, illuminante. Questo articolo, che voglio riportarti qui in italiano, studia tre dei più riusciti start-up per capire come vincere la sfida in un’azienda che vuole trovare clienti.

Infatti, vale in tutto il mondo: le nuove imprese spesso hanno difficoltà a trovare i loro primi clienti. La sfida è ancora più difficile per le start-up che rendono disponibili servizi non loro, ma collegando diversi fornitori attraverso una piattaforma internet in comune.

Di chi stiamo parlando?

Iniziamo a vere il primo caso: Uber. La sua piattaforma collega le persone che hanno bisogno di uno “strappo” in auto con le persone che hanno dei posti liberi da offrire sulla loro automobile (in fondo la stessa idea di Airbnb, che connette le persone che hanno bisogno di camere con i proprietari di casa). Quindi, per lanciare un servizio su piattaforma, le aziende hanno bisogno di trovare utenti ai due lati, cioè sia la domanda che l’offerta.

Portar via i clienti è qualcosa che tutti i concorrenti fanno in qualche modo

Secondo Thales, professoressa di economia aziendale della HBS, “Quando si dispone di una piattaforma domanda-offerta, è necessario acquisire sia i clienti sia i servizi“. “E ‘il classico dilemma dell’uovo e la gallina – dice – non si può avere l’uno senza l’altro, ma quale si trova prima l’uovo o la gallina, il cliente o il servizio?“.

Come ovvio risultato, una piccola azienda non può permettersi di concentrarsi su entrambi con la stessa quantità di sforzo. Potrebbe essere necessario dare la priorità a una delle due. Questo articolo vuole darti proprio questa risposta che potrebbe servire da ispirazione anche per la tua azienda. Lo studio parte dai tre famosissime start-up: Uber, Etsy, e Airbnb, con la speranza di trovare alcuni punti in comune nel modo in cui le imprese hanno risolto il dilemma.

Allarme spoiler: è l’uovo che ha bisogno di incubazione.

Come Teixeira riporta in un nuovo caso HBS, “Airbnb, Etsy, Uber: Ottenere i primi mille Clienti“, tutte e tre le piattaforme si sono concentrati sull’ottenere il “lato servizio” dell’equazione prima e i clienti dopo. Ma c’è un problema: “Non è solo il dilemma dell’uovo e la gallina, devi anche selezionare le giuste uova – spiega Teixeira – se si acquistano le uova sbagliate e viene fuori uno struzzo, allora sei nei guai. Le galline, nel frattempo, scapperanno per le colline”.

 

LEZIONE UNO: PENSA COME UN CLIENTE

pensieri playmarketingFin dall’inizio, era chiaro ai fondatori del sito di Apartments-sharing Airbnb che avevano bisogno di trovare persone disposte ad affittare le loro case prima di trovare clienti interessanti a trasferirsi da loro.

Se non si dispone di una fornitura di case e appartamenti, le persone non verranno” dice Teixeira. Il problema era trovare persone disposte a lasciare che degli estranei vivessero nella loro casa. Non è che potevano andare in giro per San Francisco a bussare a tutte le porte.

In realtà, invece di bussare, i fondatori Brian Chesky e Joe Gebbia hanno pensato come se fossero loro i clienti, cercando di capire dove sarebbero andati se Airbnb non esistesse. La risposta (americana) era una: Craigslist. Gli imprenditori, quindi, hanno pensato come potevano fare un lavoro migliore rendendo più accattivanti gli appartamenti rispetto a quello che fa il sito di Craiglist, puntando a portargli via i clienti. Per fare questo, Chesky e Gebbia hanno creato un software di hack per Craigslist che gli ha permesso di estrarre le informazioni di contatto dei proprietari di case, per poi invitarli a comparire anche su Airbnb.

Portare via i clienti è qualcosa che tutti i concorrenti fanno in un modo o l’altro –  dice Teixeira – Se siete un sito web e state fornendo contenuti agli utenti pubblicamente, anche i concorrenti possono afferrare queste informazioni”.

Non è certo sufficiente prendere i clienti di qualcun altro, ovviamente devi fare in modo di offrire qualcosa di meglio di quello che avevano prima.

 

 LEZIONE DUE: CREARE UNA MIGLIORE ESPERIENZA

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Una volta che avevano agganciato i proprietari degli appartamenti, i fondatori Airbnb hanno capito che avevano un problema. Le foto che i proprietari stavano caricando per Craigslist con il proprio iPhone non avrebbero mai funzionato per i clienti che cercavano un’alternativa ad un hotel.

La prima volta che una persona va su Airbnb, sta confrontando la qualità delle foto tra alberghi che scelgono immagini di un certo glamour –  dice Teixeira – Avevano bisogno di competere a quel livello“.

 

Per fare questo, Chesky e Gebbia hanno fatto qualcosa che difficilmente si poteva ampliare all’infinito: assumere fotografi professionisti per andare a casa dei proprietari a scattare foto di alta qualità. La strategia ha funzionato, rendendo il sito molto più attraente rispetto alla concorrenza e stabilendo uno standard elevato per le foto. Questo ha anche fatto aumentare i proprietari degli immobili che volevano comparire, proprio per distinguersi dalle altre case pubblicate in rete.

Il principio è aiutare prima di tutto i fornitori, in modo che siano rappresentati nel miglior modo possibile sul web, anche se questo si non può ampliare più di tanto – conclude Teixeira – in fondo, se non si dispone di clienti, non c’è niente da ampliare“.

L’app di car-sharing Uber ha perseguito una strategia simile. Invece di partire con Uber Pool o Uber X, in cui i conducenti utilizzano la propria auto, la Società ha iniziato con delle auto nere guidate da professionisti. In questo modo, si può garantire che i clienti avranno una grande esperienza praticamente ogni volta che useranno il servizio, contando così su un passaparola positivo sull’esperienza vissuta. “Ecco perché ci si concentra prima sul lato dell’offerta, così se si ottengono i fornitori giusti, i clienti sperimenteranno un servizio di alta qualità e quindi faranno marketing per voi“, dice Teixeira.

Anche Etsy ha perseguito una “strategia difficilmente ampliabile“, non cercando solo le uova giuste per lanciare l’attività. Infatti, la piattaforma studiata per il mercato online di artigianato negli USA, ha iniziato la sua attività con una strategia chiara: cercare le fiere d’artigianato in tutto il paese per individuare i migliori fornitori. Successivamente, a ciascuno di loro, è stato mandato un invito ad aprire un negozio online sul sito Etsy.

In primo luogo hanno portato i loro clienti, e poi hanno portato altri artigiani che hanno seguito i clienti“. Una volta che Etsy ha avuto gli artigiani di primo livello sul sito, altri in via quasi naturale hanno seguito il loro esempio, creando il successo del portale internet.

 

LEZIONE TRE: LA SEQUENZA E’ TUTTO

conseguenze marketingUber e Airbnb sono stati anche intelligenti su come hanno scelto di espandersi, raccogliendo le città giuste al momento giusto per massimizzare il loro successo.

Dal momento che la concorrenza principale di Uber erano le compagnie di taxi, hanno ricercato quale era la città con la più grande discrepanza tra domanda e offerta per i taxi. Quindi hanno lanciato il servizio proprio durante i periodi in cui la domanda era più alta, ad esempio durante le vacanze o quando le persone tendono a rimanere fuori fino a tardi dopo una festa. Inoltre facevano promozioni durante gli eventi sportivi o grandi concerti, cioè quando c’era una vera folle di persone aveva bisogno di un taxi e quindi il cliente poteva essere più propenso a dare un’opportunità anche ad una società sconosciuta come Uber.

In questo modo, l’azienda ha acquisito un grande numero di nuovi clienti in un colpo solo. “In primo luogo, hanno capito come ottenere tantissimi clienti in una sola notte, quando la domanda era alta. Poi, hanno fatto in modo questo primo gruppo di utenti abbia avuto una grande esperienza e portato la prossima ondata di clienti tramite il passaparola – dice Teixeira – l’azienda ha puntato sul fatto che una volta che gli utenti avessero capito quanto fosse facile, era solo una questione di tempo prima di iniziare ad usarlo per andare a lavorare, a fare shopping, e così via”.

Airbnb ha seguito una strategia simile con il suo lancio a Denver nel 2008, fatto proprio in concomitanza con la carenza di hotel durante la Convention Nazionale Democratica. Così come aveva sceltonuove città proprio in corrispondenza di grandi convegni o altri eventi.

Oltre a cavalcare la domanda, questa strategia ha avuto un altro vantaggio: “I tuoi concorrenti non ti vedono come una vera minaccia, dal momento che non diminuiscono le loro prenotazioni – conferma Teixeira – Con il tempo, quando avete raggiunto un punto d’appoggio nel mercato, è già troppo tardi per loro per contrastarvi”.

L’avvio in situazioni di forte domanda e l’offerta bassa aiuta anche start-up ad acquisire il giusto tipo di clienti, i primi sperimentatori saranno anche più indulgenti su piccole inefficienze. Dopo tutto, se sei alla ricerca disperata di una stanza per assistere ad una conferenza, non ti formalizzerai troppo sulla mancanza di asciugamani. Questo perché l’ultima cosa che un’azienda vuole durante le sue prime fasi è un passaparola negativo.

Sei ancora una startup – afferma Teixeira – Bisogna trovare persone disposte ad accettare i tuoi difetti e che ti aiutino. Soddisfare a pieno tutti i loro bisogni e desideri non è fattibile in questa fase iniziale“.

 

PROSSIMA LEZIONE: DA 1.000 A 100.000.000

marketing espansioneCon i primi risultati ottenuti, un’azienda può iniziare a pensare a come espandere la propria base di clienti attraverso i mezzi più tradizionali di marketing.

Per affrontare questo punto, Teixeira si è preso del tempo per lavorarci, sta attualmente lavorando proprio su questo una terzo capitolo della trilogia, che esaminerà come una piattaforma è in grado di passare anche da un milione a svariati milioni di clienti.

In ogni situazione in effetti le strategie sono diverse. Mentre il passaparola potrebbe funzionare per i primi mille clienti, non è sufficiente per arrivare a un milione. “Devi essere più proattivo e controllare il processo di acquisizione clienti, cioè quello che il passaparola non consente“.

E’ a questo punto che il marketing digitale può aiutare, consentendo alle aziende di raggiungere i clienti specifici attraverso annunci di ricerca o social media a basso costo.

E’ estremamente tangibile e lo si può fare a buon mercato – aggiunge Teixeira – il marketing digitale rende anche più facile per le aziende far arrivare più rapidamente il suo messaggio pubblicitario, comprendendo quello che funziona meglio”.

E aggiunge: “Solo dopo aver superato il milionesimo cliente, allora si può andare sui media tradizionali. Quello è il momento in cui si ha bisogno arrivare ad un vastissimo numero di clienti, quindi si inizia a fare marketing di massa“.

Quando l’azienda cresce, si deve considerare lo scopo specifico di ogni canale pubblicitario per ottenere i migliori risultati nell’acquisizione di nuovi clienti.

Alcuni strumenti sono migliori per l’inizio, alcuni sono migliori quando si cresce – dice Teixeira – Non si tratta di dover utilizzare il marketing digitale, la passaparola o lo spot televisivo. La domanda ha senso solo quando si dice, ‘Io sono in questa fase, quale approccio dovrei prendere? Solo quando si risponde a questa domanda si sa quale strumento è più appropriato“.

In altre parole, seguendo l’esempio delle uova… “Hai bisogno della giusta dimensione di uova per ogni fase del tuo nido“.

 

Grazie a Michael Blanding per questo articolo molto interessante. Vuoi avere un confronto nella la tua azienda e su come possa trovare nuovi clienti? Contatta pLAYmARKETING qui!

Paul Fernandez, pLAYmARKETING by osm1816.

 

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Semplifica, semplifica, semplifica!
30 giugno 2015|Non solo MarketingPMI Eccellenti

Semplifica, semplifica, semplifica!

Semplifica, semplifica, semplifica!

Hai sicuramente un tuo metodo per essere produttivo (e organizzato). Probabilmente lo hai anche automatizzato in modo che venga eseguito senza pensarci troppo.

Finita qui? In realtà no! Siamo certi che nel sistema che hai creato, guardandoci bene, avrai anche notato degli aspetti che possono essere migliorati e meritano un’attenzione particolare. Si tratta di quei processi aziendali che utilizzi e che, per quanto automatizzati, ti suonano male e sono come quel sassolino nella scarpa mentre cammini.

Sono dei dettagli, insomma, e forse potresti anche non farci caso per un certo periodo di tempo. Tuttavia rimangono lì a rendere meno efficiente la tua azienda. Quindi è il momento di dare un taglio alle inefficienze organizzative!

Per fare questo vogliamo darti un consiglio che arriva dalla filosofia giapponese che prende il nome di Kaizen. Il termine Kaizen in giapponese significa “miglioramento” o “cambiamento per il meglio”. Quando segui questa filosofia ti prendi cura di piccoli, significativi cambiamenti.

Nel tempo, questi piccoli cambiamenti si sommano tra loro, fino ad ottenere dei grandi cambiamenti senza nemmeno renderti conto quando questi siano iniziati.

Per iniziare il processo di semplificazione, prendi un aspetto che ti procura i problemi più significativi nella tua gestione. Su questo punto chiedi a te stesso:

  •  Posso eliminarlo completamente? Non potrai avere una risposta a questa domanda fino a che non l’avrai eliminato dalla tua organizzazione. Se scopri che puoi farne a meno o addirittura che la tua produttività aumenta, abbandonalo in modo definitivo. Altrimenti, procedi con la prossima domanda;
  •  Qual è lo scopo di quel comportamento? Posso raggiungere quello scopo in modo più semplice? Prova a pensare ad altri modi (più di uno!) per raggiungere l’obiettivo. Per esempio, alcune tecniche consigliano di utilizzare un timer vicino alla tua postazione di lavoro. Mentre senti il ticchettio, dedichi tutta l’attenzione all’attività che stai completando. Allo stesso tempo, disattiva internet (o i social!) dal tuo computer per evitare distrazioni. Quindi, se il timer ti stressa, potresti iniziare con il rimuovere le distrazioni?
  •  Qual è la causa del problema? Conoscere la causa del problema ti può aiutare a creare dei miglioramenti. Per esempio, se dimentichi sempre il dispositivo per registrare i tuoi appunti, puoi semplificare le cose integrandolo nella tua giacca. Anche qui l’esempio è banale, il modo di ragionare… no;
  • Posso combinare questo aspetto con altri comportamenti? Per esempio, ipotizziamo che tu crei una “to do list[1]”. Allo stesso tempo utilizzi una tecnica per la gestione della to do list (per esempio la “tecnica Pomodoro[2]”). Bene, si possono combinare le due cose ricreando una lista modificata in base al sistema di gestione del tempo che utilizzi?

Siamo certi che se applichi questo approccio alle diverse difficoltà di gestione in azienda, un passo alla volta, otterrai un sistema organizzativo molto semplice, che calzerà perfettamente le tue esigenze.

Vuoi un esempio? Rimaniamo in Giappone ed esploriamo brevemente il sistema “Personal Kanban[3]”.

Si tratta di un sistema sviluppato nella produzione di automobili firmate Toyota. É uno strumento visivo utile per capire il lavoro che deve essere fatto e quello che rimane da completare (non a caso Toyota è stata l’azienda che ha reso popolare l’applicazione del kaizen nel business).

Il Personal Kanban è un sistema che crea uno schema grafico dei “lavori in corso” e in più ti permette di vedere cosa hai ottenuto fino a quel momento, mantenendo uno spirto positivo sul lavoro.

Puoi creare il tuo Personal Kanban nel modo che più ti piace, anche facendo dei disegni. In pratica, ogni compito da portare a termine viene riportato in un post-it. Subito dopo, i singoli post-it sono organizzati e suddivisi in una tabella a tre colonne che rappresenta:

  •  Colonna 1: Arretrati
  • Colonna 2: Cose da fare
  • Colonna 3: Cose fatte

Tutto qui! Ovviamente puoi cambiare le colonne o implementare il sistema come più ti aggrada. Se poi vuoi saperne di più, cerca su internet il “Personal Kanban” o altri sistemi (per esempio potresti cercare i termini “big rocks”, “Zen to Done”, ecc.) e scoprirai come adattarli, integrarli ed ottenere il meglio per le tue necessità specifiche.

Non dimenticare, il sistema migliore è quello più semplice!

Vuoi semplificare dei processi in azienda? Contatta un marketing designer, contatta Gianni Vacca



[1] Definizione inglese che descrive un elenco di cose da fare.

[2] Sviluppata alla fine degli anni ’80 dallo studente italiano Francesco Cirillo (The Pomodoro Technique), è una semplice strategia di gestione del tempo che favorisce l’esecuzione dei compiti e la concentrazione. Per approfondimenti, http://pomodorotechnique.com/

[3] Modalità di gestione della propria produttività e riduzione dello stress collegata alle attività operative, soprattutto quelle effettuate per la prima volta. Generalmente, è un modo di approcciare alla propria giornata in modo organizzato ed efficace.

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Ci penso io….
23 giugno 2015|Non solo MarketingPMI Eccellenti

Ci penso io….

  Oggi ti scrivo nelle vesti di marketing designer. Tuttavia, non è un articolo dedicato al trovare clienti; non direttamente e non oggi. Ti scrivo perchè spesso nella mia attività o notato che molti imprenditori e manager hanno un atteggiamento che potremmo riassumere nel “ci penso io”. In realtà, tutti noi, abbiamo bisogno di un appoggio, a  volte di un consiglio. Per questo è importante crearti un gruppo di supporto in azienda.

Parlaimo di crescita, di quello che serve per veder prosperare la propria azienda.

Infatti, se vuoi che la tua impresa cresca, è fondamentale avere un “comitato consultivo” composto da persone di tua fiducia, che magari sono in azienda da tempo e che hanno ottenuto dei successi per come intendi tu la parola “successo”. Potrebbero anche essere clienti fidelizzati o amici imprenditori di settori completamente diversi dal tuo.

Organizza con loro un pranzo trimestralmente, fai domande scomode e insisti per avere risposte obiettive. Sembra banale, eppure è efficace!  Tutti hanno bisogno di stimoli, è impossibile far crescere un business in una campana di vetro.

Vuoi uscire dall’isolamento? Contatta Gianni Vacca

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PRATICO e VELOCE: BUSINESS CSI
10 marzo 2015|Casi pratici di MarketingPMI Eccellenti

PRATICO e VELOCE: BUSINESS CSI

  Tornare sul luogo del delitto ha un doppio significato oggi. Torno sul mio blog per parlare del motivo per cui non ho condiviso con voi altre esperienze in azienda. Insomma… cose per imprenditori.

Il motivo è semplice, per Natale, a un anno di distanza, ho scritto insieme alla super professionale Simona Lodolo un nuovo libro, BUSINESS CSI, il seguito di “Chi ha Ucciso il tuo cliente?“.

Lo stile, quindi, è sempre il giallo. Siamo partiti questa volta da un racconto di Sir Arthur Conan Doyle, esplorando sei aree aziendali che qualcunque start up o nuovo progetto “nuvo” dovrebbero considerare. Idee semplici, pratiche e che ti toglieranno un pò di pensieri la notte.

Tutto qui? Certo, semplice e veloce da leggere, basta scaricarlo da itunes Store qui http://bit.ly/1Da17xu , oppure da Amazon qui http://amzn.to/1GsPTI6. L’editore è Engage, il prezzo solo 2,99€ che sono certo saranno ben spesi.

Ultima nota… nel frattempo il libro è già primo nella classifica di iTunes business!

 

Vuoi saperne di più? Contatta Gianni Vacca

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MARKETING… IN OUTSOURCING!
10 giugno 2014|Marketing BasicMarketing TrendPMI Eccellenti

MARKETING… IN OUTSOURCING!

Oggi lascio la tastiera ad Antonella Fossati, con cui condivido varie sfide nella nostra attività di marketing designer. Progetti, analisi, comunicazioni… tra tutte queste attività per aiutare le imprese a trovare clienti, oggi ti scriviamo del marketing in outsourcing. Ne hai mai sentito parlare?

La tasteriera ad Antonella…

“Hai mai pensato di esternalizzare l’ufficio marketing? Sempre più aziende ampliano o affiancano lo staff esistente per scopi strategici che tattici finalizzati a trovare clienti. Hai mai preso in considerazione questa opportunità?

In passato le aziende tendevano a esternalizzare qualsiasi attività che non fosse ritenuta così fondamentale per il loro business. Tra queste il marketing è sempre stato un punto di domanda. Da un lato è difficile trovare un vero e proprio ufficio marketing interno (o magari è relegato alla doppia funzione commerciale), dall’altro si pensa che sia sufficiente un’agenzia grafica o un webmaster competnete…

Nel fratempo, le aziende si trovano davanti alla necessità di nuove idee su un nuovo progetto o anche sull’esigenza di rilanciarsi. Insomma, sempre più spesso nasce l’esigenza di marketing “vero” e carico di esperienza sul campo. Ecco che nasce, anche nel marketing, l’idea di affiancarlo… in outsourcing!

 

Scopi strategici o tattici?

Facciamo un po’ di esempi. Sviluppando una strategia di posizionamento può essere fondamentale per la società la scrittura di un comunicato stampa che finora non era stato necessario. A livello tattico, le aziende si trovano spesso a corto di risorse di marketing per rispondere a un rapido cambiamento o a una forma di business inattesa o ancora un aumento del volume delle campagne marketing.

Nella tua azienda come ti comporti? Cercherò di darti alcuni punti guida per aiutare a capire se hai più necessità di una funzione di marketing completa o semplicemente legata a progetto specifico, vediamo insieme…

 

Di cosa si tratta?

Innanzitutto è necessario definire cosa intendiamo per marketing in outsourcing. Un ufficio marketing in outsourcing studia il mercato attuale potenziale e concorrente per pianificare una serie di azioni marketing volte a valorizzare punti di forza dell’azienda in questione sui target. Come? Le possibilità sono molteplici secondo la tipologia di offerta, il tipo di mercato e anche la stagionalità. Sappiano tutti che marketing vuol dire tutto e niente… comprende analisi del marcato, i sondaggi, la comunicazione promozionale, istituzionale, l’immagine e i rapporti con la stampa (ormai sempre più web 2.0), azioni guerriglia ed eventi più tradizionali…

 

Due tipi di outsourcing

Semplifichiamo iniziando a definire due tipi di outsourcing: da un lato si intende la fornitura di un servizio di marketing specifiche e completo (normalmente in assenza completa di un ufficio interno strutturato o in via di formazione). Dall’altro ci può essere la gestione di una funzione specifica di marketing (a gestione di database, telemarketing, …) affiancandosi a una figura interna o gestendo completamente in outsourcing la funzione. Entriamo più nello specifico…

 

Ti manca una competenza?

Un ufficio marketing efficace richiede una vasta gamma di competenze. Un gruppo tipico può includere strateghi, analisti, revisori contabili, tecnici, specialisti di prodotto, professionisti della comunicazione, creativi, brand manager, organizzatori di eventi, esperti di e-commerce, specialisti pubblicità, telemarketing, copywriter, …

Il tuo ufficio marketing ha tutte queste competenze? Ammettiamolo: è difficile avere in azienda tutte queste competenze e tanto più è difficile averle disponibili al cosiddetto ‘momento del bisogno’…

 

Ti manca una tecnologia specifica?

La soluzione migliore è spesso di esternalizzare funzioni di marketing specifiche a specialisti che utilizzano tecnologie all’avanguardia. Nel lungo periodo, questo funziona in modo più efficace quando il personale di marketing ha accesso diretto alla tecnologia in modo che possano sviluppare le loro abilità…
in questo caso in pLAYmARKETING parliamo di ‘trasferimento di competenze’. Certo le competenze vanno coltivate e aggiornate continuamente, ma è senz’altro un buon punto di inizio!

 

Vorresti gestire più costi come spese variabili?

I costi fissi di persone, sistemi e strutture spesso rappresentano la parte più grande di un budget di marketing. Organizzazioni di marketing hanno bisogno di adattarsi rapidamente ai repentini cambiamenti demografici e dei mercati dei clienti, nonché di sfruttare le opportunità immediate. Come tale, tali funzioni o progetti che possono essere esternalizzate creano una maggiore flessibilità.

Difatti, nonostante i costi di esternalizzazione potrebbero sembrare superiori rispetto a una gestione interna, ci sono costi nascosti nel mantenere le attività di marketing interno ‘fisso’. Con un outsourcer invece si potrebbe pagare di più per una qualsiasi unità di lavoro, ma ci si assorbe anche il rischio di un cambio di strategia e della chiusura anticipata del progetto.

 

Hai bisogno di crescere più rapidamente?

Durante una fase di forte crescita, di solito è più veloce esternalizzare il personale. Come arrivare rapidamente sul mercato con un nuovo prodotto o su un nuovo mercato? L’outsourcing dovrebbe garantire un livello di trasferimento di conoscenze. Questo può avvenire con l’accesso dei dipendenti ai sistemi in outsourcing e con incontri frequenti per identificare e condividere le strategie sviluppate. Un approccio ibrido insourcing / esternalizzazione potrebbe essere un buon modo per sfruttare i benefici dell’outsourcing mentre ancora questo è in via di sviluppo.

 

State soffrendo… la ripresa?

Quando le entrate o il profitto cadono, le aziende tagliano subito i costi. Gli investimenti di marketing sono spesso i primi a essere tagliati. Poi quando il mercato o gli ingressi migliorano, di solito, inizia un nuovo ciclo di investimenti con costi molto alti sia per il personale che per l’aggiornamento delle competenze che in un’era web 2.0 cambia….quasi giornalmente!

 

Fusioni o spin out?

Un numero crescente di acquisizioni societarie, fusioni e spin out sono stati un fatto di vita per molti anni e continuerà ad essere così ancora per un po’. Mentre queste combinazioni e dismissioni creano nuove opportunità di marketing, provocano anche una proliferazione di sistemi incompatibili, database, ecc. Ecco che pulizia, duplicazione o unire i dati per creare un database di marketing coerente sono competenze richieste da molti committenti. Alcuni si concentrano su soluzioni di marketing livello aziendale in grado di rispondere rapidamente ai cambiamenti. Altri preferiscono affidare questa responsabilità a una realtà esterna super partes…

 

Vuoi diversificare la produzione?

Approcciarsi a un nuovo target o aggredire un nuovo mercato è in qualche modo analogo alla gestione di un processo di acquisizione. Ogni variazione crea nuove opportunità e nuove sfide. Ecco che campagne multi target che si estendono punto di vendita, pubblicità, PR, direct mail, e-mail e Internet richiedono particolare attenzione. Non esistono solo differenze culturali, linguistiche o aree geografiche, ma anche differenti canali di comunicazione da scegliere. L’implementazione di un nuovo canale di marketing richiede un livello di esperienza che molte, forse la maggior parte, delle aziende semplicemente non hanno. In questo caso è fondamentale l’appoggio a un outsourcing che abbia già affrontato questi casistica e abbia la competenza per affrontare questa nuova sfida!”.

 

E tu, in che caso ti ritrovi? Ti sei mai affidato a professionisti di marketing in outsorcing? Per saperne di più contatta Gianni Vacca

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Ciao! Il mio nome è Gianni. Sono un progettista di Marketing e questo è il mio blog.
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Avere un sogno a cui tendere e dei precisi obiettivi da raggiungere è fondamentale, in particolar modo per un imprenditore. Per citare H.D. Thoreau: "Non conosco fatto più incoraggiante dell'incontestabile capacità dell'uomo di elevare la propria vita con uno sforzo cosciente." #osm1816 #pLAYmARKETING

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