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CHI VUOLE INIZIARE UNA STARTUP?
2 agosto 2016|Marketing TrendNon solo Marketing

CHI VUOLE INIZIARE UNA STARTUP?

CHI VUOLE INIZIARE UNA STARTUP?

Giusto l’altro giorno parlavamo insieme a Paul di pLAYmARKETING di startup dopo che una giovane imprenditrice ci aveva coinvolto proprio in questo tipo di progetto. In pratica startup è creare un’azienda da zero. Non una sfida da poco insomma.

Guarda caso, era spuntato il primo ostacolo per chi vuole iniziare una startup: il capitale da investire; tuttavia, i soldi non sono l’unico problema che avrai di fronte se sei un’imprenditore con voglia di creare una nuova azienda.

Quali consigli condividere? Voglio condividere questa utilissima infografica, dedicata proprio a 7 punti essenziali per una startup:

playmarketing INFOGRAFICA startup

Se dopo questa infografica hai ancora la forza necessaria per iniziare la tua startup, se non ti abbiamo scoraggiato… direi che sei pronto! Non mollare, siamo con te!

E se volessi una mano con la spinta iniziale, contattami ai link di  Gianni Vacca

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SEO: COME OTTIMIZZARE IL TUO SITO WEB
25 luglio 2016|Marketing BasicMarketing TrendNon solo MarketingWeb Marketing

SEO: COME OTTIMIZZARE IL TUO SITO WEB

SEO: COME OTTIMIZZARE IL TUO SITO WEB

Oggi leggevo un articolo interessante su http://blog.hubspot.com di Lindsay Kolowich, che parlava di come ottimizzare le parti più critiche di un  sito web e ho deciso di tradurlo per avvicinarlo al pubblico italiano.

Per i non addetti ai lavori, il SEO a volte può apparire estremamente criptico. Per i professionisti del marketing è però fondamentale comprenderne le dinamiche al fine di far apparire il nome della propria impresa nella prima pagina di Google. E per farlo, la soluzione è una soltanto:

Ottimizzare il proprio sito con parole chiave pertinenti.

Solo facendo questo potrai iniziare a vedere risultati quali il miglioramento della qualità dei visitatori, tassi di conversione più elevati e, di conseguenza, più clienti.

Come? Per cominciare, occorre imparare ciò che è on-page SEO, dove aggiungere tali parole chiave al tuo sito web e come evitare le sanzioni di ricerca.

Qual è SEO On-Page? Il SEO, o l’ottimizzazione dei motori di ricerca, comprende la creazione dei contenuti, la loro ottimizzazione, e la loro promozione. Quando si parla di SEO, spesso si fa riferimento a “SEO on-page” e “off-page SEO”.

Qual è la differenza?

On-Page SEO è quello che il tuo sito “dice di sé ad un motore di ricerca”, e implica ottimizzare non solo il contenuto delle sue singole pagine, ma anche il loro codice sorgente HTML.

Il SEO Off-Page riguarda invece quello che gli “altri siti esterni dicono” del proprio sito.

Migliorare il tuo SEO on-page influisci direttamente sul cosiddetto inbound marketing, che aiuta ad attirare gli utenti direttamente sul proprio sito web, e questo grazie all’ottimizzazione delle pagine in modo che i motori di ricerca possano capire chi sei, quello che fai, e quello che stai scrivendo.

Anche in questo caso, migliorare il tuo SEO on-page, contribuirà ad aumentare l’efficacia e la pertinenza del posizionamento organico del tuo sito web nei vai motori di ricerca (SERP).

Consigli “On-Page SEO” per aiutarti a migliorare il webpage rank nella ricerca.

 

  1. REVISIONA IL SEO

Ogni volta che si aggiungono nuovi contenuti sul sito, conviene inserire anche delle parole chiave specifiche degli argomenti trattati sotto forma di TAG. E se si dispone già di un buon numero di pagine ed articoli nel proprio sito, conviene anche far fare loro una piccola revisione SEO seguendo la stessa logica.

Una revisione di questo tipo ti darà un’idea di quando il sito della tua azienda sia effettivamente “SEO Friendly”. In questo modo, è possibile aggiornare e ottimizzare i contenuti per la ricerca corrente, cominciando delle pagine web di traffico più alto. La revisione ti aiuterà anche a risolvere altri problemi che puoi avere, come i contenuti duplicati, in modo da poterli affrontare immediatamente e iniziare ad aver un miglior posizionamento in ricerca.

Dovrai controllare anche se il tuo sito è stato bloccato o penalizzato dai motori di ricerca, assicurarti che la SITE MAP XML stia lavorando come si deve, monitorare e migliorare le prestazioni generali del sito e verificarne la popolarità e l’affidabilità.

Ecco come:

  1. Esporta tutte le pagine del sito su un foglio di calcolo Excel.
  2. Ordinale in base alle visite.
  3. Decidi quale parola chiave assegnare ad ognuna, e aggiungi quella categoria in una colonna accanto al nome della pagina.
  4. Aggiungere un’altra colonna nel foglio di calcolo per tenere nota delle parole chiave più specifiche che desideri aggiungere ad ogni pagina.

 

Una volta completato questo processo per tutte le pagine (o perlomeno per quelle più importanti), allora si può passare ad aggiungerle direttamente al tuo sito. Qui ci sono alcune altre risorse utili per l’esecuzione del controllo del SEO:

  1. AGGIUNGI PAROLE CHIAVE NEI PUNTI STRATEGICI DEL SITO

Al fine di ottimizzare le pagine per parole chiave, occorre prima di tutto aggiungerle al tuo sito. Occorre però farlo seguendo delle regole specifiche, in quanto ci sono alcuni posti sul tuo sito web che sono più ottimali di altri per SEO on-page.

Ecco un elenco delle zone più importanti:

  • Titoli
  • Descrizioni
  • Titoli e contenuti
  • Immagini Titoli & Alt Text
  • URL

Se non hai ancora ottimizzato questi punti strategici, hai un po’ di lavoro da fare. E’ un po’ scomodo, ma vedrai si tratta di un compito up-front che si ripagherà alla grande nel lungo periodo. Per ottenere il maggior successo, inizia con le pagine che ottengono la maggior parte del traffico.
Titoli  I titoli sono l’elemento HTML usato per descrivere il tema di un sito web. Li troverai nel titolo di una pagina di risultati dei motori di ricerca e nella barra in alto di un browser.
I titoli hanno un impatto diretto su entrambe le percentuali di clic (di ricerca e di posizionamento). Per rendere il vostro titolo ricerca -friendly e click -friendly, è necessario mantenerlo al di sotto dei 65 caratteri (in modo da non essere tagliati nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca). Una nota tecnica: in realtà Google non misura tanto il numero di caratteri, quanto la larghezza del titolo in pixel.

Includi una delle parole chiave o frasi di destinazione metti queste parole chiave nella parte anteriore del titolo per ridurre il rischio di essere sempre tagliate sul SERP.

 

Descrizioni

Le descrizioni vengono visualizzate nei risultati di ricerca sotto titolo e URL, come nell’esempio:

 

Le descrizioni possono contribuire ad aumentare il CTR, ma dal punto di vista pratico non hanno un impatto diretto sulla classifica. Sono lì per gli esseri umani, non per i “crawler” dei motori di ricerca, e il loro scopo è invogliare l’utente a cliccare. Per utilizzarle al meglio, conviene inserire al loro interno non solo delle parole chiave strategiche per la pagina, ma anche dei loro sinonimi.  Titoli e contenuti E’ molto importante utilizzare le parole chiave nei tuoi titoli e contenuti: i visitatori sono infatti molto più propensi a rimanere su una pagina se ad un primo sguardo riescono a vedere subito i termini che avevano effettivamente ricercato. Inoltre, l’utilizzo di parole chiave nel sito web è usato da Google come un fattore di ranking, così puoi contribuire in modo sostanziale a migliorare il posizionamento SERP. Ogni volta che crei il contenuto, concentrati sulla sua leggibilità senza comprometterla con una densità eccessiva di parole chiave “strategiche”, anche perché nel secondo caso l’algoritmo di Google potrebbe far addirittura retrocedere le tue pagine web nei risultati di ricerca (e questo perché il motore di ricerca punta a fornire contenuti di qualità per gli utenti).

Immagine Alt Text & Titoli

 

Si possono includere anche le parole chiave in modo naturale nei vostri “testo alt e titoli”, che sono attributi che possono essere aggiunti a un tag di immagine in formato HTML. Ecco a cosa potrebbe assomigliare un TAG di un’immagine completa:

 

<img class=”alignCenter shadow” src=”image.jpg” alt=”image-description” title=”image tooltip”/>

L’ALT TEXT di un’immagine aiuta la sua individuazione in fase di ricerca. Non solo infatti rimane visibile all’interno del “contenitore” dell’immagine quando questa non viene caricata o trovata, ma ne migliora anche l’accessibilità per le persone che si affidano ad uno screen reader per leggere i contenuti web.

 

Un TAG TITLE dell’immagine appare quando un utente passa il mouse sopra l’elemento – come una sorta di pop-up, e non viene mostrato all’utente quando un’immagine non può essere visualizzata.

 

L’aggiunta di parole chiave per questi attributi di immagine può sembrare minore, ed effettivamente non incide sui risultati di ricerca quanto altri fattori, ma fidati: vale assolutamente la pena spendere quel minuto in più necessario per cambiarne il nome da “IMG23940” a qualcosa di più descrittivo.

 

Ad esempio, se si dovesse scrivere il testo alternativo per l’immagine qui sotto:

 

  • Assolutamente no: alt = “”
  • Evitare: alt=”cucciolo-cane-bambino-cane-cucciolo-cuccioli-cani-retriever-labrador-wolfhound-setter-pointer-container-erba-verde-nature”
  • Già meglio: alt = “cuccioli”
  • Meglio ancora: alt = “golden-retriever-cuccioli “

imatra1

 

 

 

 

L’URL

 

E’ una buona idea includere parole chiave nel tuo URL se sono in grado di descrivere con precisione il contenuto della pagina. Ciò è particolarmente importante per le aziende che puntano sul blogging per potenziare il proprio content marketing.

 

Ma attenzione: I motori di ricerca penalizzano i domini saturati di parole chiave. Quindi, se per caso stavi pensando di pensando di aprire una pagina arizonerealestaterealtorsinarizona.com … ripensaci! Sarebbe meglio usare “businessname.com/topic-topic”.

 

Come sempre, quando si crea un’URL fallo sempre con un’ottica user-friendly. Gli URL devono avere un senso per le persone, e si dovrebbero separare le parole con trattini e rimuovere tutti gli articoli extra (il-a-un-ecc.).

 

 

 

3) EVITA LE SANZIONI DI RICERCA

 

Ci sono un paio di cose che si dovrebbero anche evitare quando ottimizzi il tuo sito con le parole chiave:

 

  1. Non nascondere le parole chiave.
    Evita mezzucci per riempire la pagina di parole chiave nascoste, come l’utilizzo dello stesso colore di sfondo per il testo, il suo posizionamento tattico dietro le immagini o il suo “camuffamento laterale” tramite CSS: i motori di ricerca lo vedono, e provvedono (negativamente)…

 

  1. Evita il keyword stuffing
    Ovvero la ripetizione massiccia delle parole chiave nel testo, nei titoli, nelle descrizioni… si tratta del vecchio trucco SEO da manuale, ma al giorno d’oggi i motori di ricerca lo beccano al volo, e rispondono sanzionando il sito.

 

  1. Non forzare le parole chiave
    Se fatichi a trovare un posto per una parola chiave all’interno di un testo, probabilmente significa che il contenuto non è ben allineato con quello che hai da raccontare. Ricorda che il SEO non è sinonimo di inserimento spasmodico di parole chiave, ma implica raccogliere argomenti e contenuti rilevanti per i lettori.

 

  1. Promuovi una buona user experience
    La cosa più importante da considerare è l’esperienza del visitatore: l’obiettivo dei motori di ricerca è riuscire a fornire la migliore esperienza possibile ai propri utenti. La regola d’oro è quindi: prima gli utenti, poi i motori di ricerca.

 

Sappiamo che come imprenditore o esperto marketing avrai sicuramente un sacco di pensieri e problematiche impellenti da risolvere, ma è importante che il SEO del tuo sito rappresenta la voce della tua attività su internet… e se smetterai di parlare ai tuoi potenziali clienti, probabilmente ci sarà qualcun altro che comincerà a farlo al posto tuo!

 

E quindi… felice ottimizzazione SEO!
Per maggiori informazioni sull’argomento,visita giannivacca.it

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SUCCESSO: NON SOLO ZEITGEIST*
29 giugno 2016|Marketing BasicMarketing TrendNon solo Marketing

SUCCESSO: NON SOLO ZEITGEIST*

SUCCESSO: NON SOLO ZEITGEIST*

Oggi leggevo un articolo interessante di Sunstain, parlava del successo partendo da… Guerre Stellari! Questa serie di film è diventata una delle saghe più importanti del nostro tempo. Giusto per capirci quanto non sia solo materia da cinefili, ha guadagnato più di 30 miliardi di dollari. Nessuno aveva previsto un successo così grande. Anzi, la maggior parte delle persone pensava che il primo film delle Guerre Stellari sarebbe stato un fallimento.

Twentieth Century Fox aveva avuto poca fiducia nel progetto. George Lucas, il suo scrittore e regista, aveva detto “nessuno pensava che sarebbe stato un grande successo”. Quando il film “Una nuova speranza è stato lanciato, la maggior parte degli addetti ai lavori aveva previsto un disastro.

l’obiettivo dell’articolo che ho letto è interessante: rifiutare le spiegazioni comuni su Guerre Stellari,  quindi esplorare le vere ragioni del successo e  e di aziende, prodotti e idee in generale.

La spiegazione è che ciò che conta è il rapporto tra cultura e prodotto al momento in cui viene lanciato. Alcuni prodotti, artisti e film sono favolosi, ma la cultura non è pronta per loro o il loro tempo è passato. Quello che serve – in definitiva – è la risonanza culturale.

Il problema è che di solito non ci sono prove immediate per questo tipo di spiegazione, ci sfuggono per un tipo di ragionamento che i nostri cervelli – non affidabili – fanno continuamente.

E’ facile capire il perché la“risonanza culturale” ha funzionato con Guerre Stellari, l’ iPhone e molte altre cose.

In questa prospettiva, il film di Lucas ha centrato il bersaglio. La prima versione di Guerre Stellari non è stata chiamata “Una Nuova Speranza” (era semplicemente “Guerre Stellari”), tuttavia tutti lo hanno inteso esattamente in questo modo e questo perché si trattava esattamente di quello. Dopo i tumulti del 1960 – gli assassinii dei due Kennedy, Martin Luther King e Malcolm X – una nuova speranza era quello che la gente voleva, Lucas gliel’ha fornita in una nave spaziale.

Per alcuni, ha contribuito il fatto che l’Impero –  il principale antagonista di “Una nuova speranza”, era possibile assimilarlo agli Stati Uniti, o almeno all’amministrazione Nixon (come lo stesso Lucas aveva suggerito).

Per altri, ha aiutato anche il fatto che il film sia uscito nel periodo finale della guerra fredda, cioè l’Impero potrebbe facilmente essere letto come l’Unione Sovietica (è stata una coincidenza che nel 1983 Ronald Reagan abbia chiamato l’Unione Sovietica “l’impero del male”)?

Nello stesso modo, non è un caso che Harry Potter e “The Hunger Games” abbiano avuto successo nella prima e seconda decade del ventunesimo secolo.

Dopo l’11 settembre le persone erano alla ricerca di intrattenimento attorno al diffuso senso di ansia in merito al diavolo (Voldemort come Osama Bin Laden?) o che suscitasse i sogni di eroici combattenti per la libertà. Quindi Una nuova speranza, i film di Harry Potter e The Hunger Games hanno una cosa in comune: si adattano al Zeitgeist*.

Harry Potter spiega che con un po’ di magia, i buoni possono trionfare. The Hunger Games combina fantascienza e avventura (cose convenzionali da ragazzi), con un forte senso di romanticismo (cose convenzionali da ragazze) e le indirizza sulle nostre ansie legate a tecnologia e di controllo.

Dunque si tratta di storie di successo – con tanti prodotti associati – che potevano andare alla grande o fallire, quello che ha veramente fatto la differenza è come hanno risuonato.

Qui c’è qualcosa di sbagliato in queste spiegazioni: è troppo semplice creare storie su fatti che sono già accaduti. in realtà quanto scritto è decisamente speculativo.

Per esempio, dire che che il mondo era pronto per “Guerre Stellari” dopo 1960, che Harry Potter è stato il perfetto come “post 11 Settembre”, che L’amore bugiardo (Gone Girl) è stato destinato a diventare un best seller dopo la crisi finanziaria o che Mad Max doveva essere un remake di successo… troppo facile.

È vero, questi ultimi due non hanno alcun senso, tuttavia questo è esattamente il punto che volevo condividere. Possiamo trovare sempre qualche motivo per cui tutto quello che è successo doveva succedere; ma come fai a sapere se sei nel giusto?

Per aiutarti a vedere il problema, prova a riempire lo spazio vuoto alla fine di questa frase:

Alla luce della situazione unica negli Stati Uniti nel maggio del 1977, “Una nuova speranza” era destinato ad avere successo perché… [inserisci qui il tuo motivo].

Si potrebbe puntare all’economia (il mercato azionario, il tasso di inflazione, il tasso di disoccupazione). Si potrebbe puntare alla situazione internazionale (la guerra fredda, l’Unione Sovietica, Cina, Cuba). Si potrebbe puntare al Watergate e le sue conseguenze. Si potrebbe puntare al movimento per i diritti civili. Si potrebbe puntare a qualcosa sulla tecnologia e come – allo stesso tempo – susciti entusiasmo o i timori.

Una Nuova Speranza era destinato al successo perché parlava di tutti questi temi insieme, in un’unica storia.

Infatti, nessuna di queste spiegazioni si può dimostrare come sbagliata. E nessuna si può dimostrare come corretta. Per capire perché, prova lo stesso test cambiando la data a dicembre 2015 e cambia il film per “Il Risveglio della Forza(l’ultimo film di Guerre Stellari fatto da Disney).

Sarebbe facile per riempire il vuoto nella frase con le conseguenze della grande recessione, l’aumento di ISIS, nuove preoccupazioni circa la tecnologia, o polarizzazione politica. La gente ha bisogno di una scorciatoia. E “Il Risveglio della Forza ne ha fornita una.

Ma è questa la giusta spiegazione o solo una favola?

Per capire il problema, supponiamo che “Una Nuova Speranza” fosse stato rilasciato nel 1957, 1967, 1987, 1997, 2007, 2017, o 2027. Sarebbe stato un successo o un vero disastro? Sarebbe stato un successo!

le persone intelligenti avrebbero completato lo stesso il test anche con questi spazi vuoti: Alla luce della situazione unica negli Stati membri nel maggio [inserisci qui l’anno], “Una Nuova Speranza” era destinata ad avere successo perché [inserisci qui il tuo motivo].

Qualunque sia il zeeitgeist, anche per una sola ragione, Una Nuova Speranza potrebbe avere facilmente un successo favoloso in un anno.

Ogni volta che diciamo che un prodotto ha successo perché uscito “nel momento giusto“, potremmo avere ragione, ma potremmo non aver spiegato nulla.

Il rischio del “perfect timing” è accentuata per i libri, la musica e i film, per i quali non abbiamo studi prima del lancio. E quindi – dopo – attribuire il successo è stato a causa di una recessione economica, o un ripresa economica, o una protesta per i diritti civili, o un attacco terroristico. E’ facile, ma è anche corretto? Probabilmente no.

Certo, il timing spesso conta, ed a volte è davvero cruciale. Ma la migliore spiegazione per il successo economico di solito ha a che fare con l’interazione tra due fattori:

  1. Influenze sociali (chi ama cosa, e quanto lo fa sentire agli altri).
  2. Merito intrinseco (se il prodotto in realtà è buono).

A piena difesa di questa conclusione – e una spiegazione del suo rapporto con la questione di timing – richiederebbe molto più spazio, quindi finirò con un motivo.

Ogni volta che senti di qualcosa che ha successo perché è in risonanza con la cultura e l’umore dei tempi, attenzione: probabilmente si tratta di una favola.

Hai un dubbio in più adesso? Se sei appassionato di marketing, infatti, avrai trovato degli spunti su come si costruisce un brand e il suo “immaginario” o – per rimanere nell’articolo – scorciatoia per arrivare alle persone. E in definitiva avere una successo sul mercato.

Vuoi approfondirlo per il brand della tua azienda? Contatta direttamente qui Gianni Vacca

*ZEITGEIST il complesso credenze, idee, e lo spirito di un tempo e di luogo

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Cina: quando nulla è certo…
19 ottobre 2015|Marketing Trend

Cina: quando nulla è certo…

Cina: quando nulla è certo…

Giusto nelle 14 ore di volo di rientro da Hong Kong è stato quasi facile pensare a un breve resoconto sull’ultimo viaggio che ha portato osm1816 e pLAYmARKETING ad andare dall’altra parte del mondo: Cina; Shanghai per essere precisi.

Non ti rimane che mettere di sottofondo adiemus e sali in volo con me, questo è l’inizio di un progetto per una nuova Branch aziendale con sede a Shanghai. Non una cosa da poco… forse!

Alt! Ma in questo blog non si parlava di marketing? Ed allora perché questo articolo su nuovi mercati? E’ semplice: perché scrivere di marketing – per me – significa scrivere di clienti; e di clienti, tra oltre 1 miliardo e 300.000 persone in Cina, sono certo che ce ne siano anche per la tua azienda. Per qualunque tipo di business tu stia seguendo…

Partiamo da qui? Ecco le mie note di viaggio Open Source che volevo condividere con te. In fondo anche tu, come noi, potresti avere il progetto (quindi il problema) di un viaggio nel (very) far east

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Premessa di Business, firmata Dispotech
14 aprile 2015|Marketing Trend

Premessa di Business, firmata Dispotech

Oggi ci tengo a lasciare spazio a due ospiti d’eccezione che hanno firmato la prefazione del mio ultimo libro di marketing scritto (appunto) da Gianni Vacca a Simona Lodolo: Business CSI. Loro sono Massimo ed Emanuele Mortarotti, due impenditori che gestiscono Dispotech, un’azienda a forte tasso di innovazione che opera nel settore medicale.

Bene, a loro la tastiera!

“Massimo Mortarotti è il fondatore, Emanuele il figlio. Imprenditore di successo il primo e manager in costante crescita il secondo. Insieme guidano Dispotech, azienda d’eccellenza dei prodotti monouso a livello mondiale.

Oggi l’impresa di Gordona, in provincia di Sondrio, conta oltre 50 dipendenti ed è riconosciuta, in Italia come all’estero, per la produzione di monouso destinati a diversi settori: medicale, dentale, sportivo, promozionale e Grande Distribuzione Organizzata. L’azienda è assolutamente famigliare. Nonostante le dimensioni e la reputazione internazionale, infatti, accanto a Massimo lavora anche Monica, sorella di Emanuele, quale Responsabile di tutta l’area amministrativa.

“Difficile suggerire una ricetta per crescere come imprenditori! Per noi è una scoperta continua, un cambiamento costante. Tuttavia questo libro ci offre la possibilità di condividere la nostra esperienza e dare, per quanto ci è possibile, un contributo alle tante piccole e medie imprese italiane come la nostra, che si trovano a competere a livello mondiale e hanno a disposizione solo le proprie capacità.

In vent’anni, ciò che ha fatto crescere l’azienda sono stati fondamentalmente tre aspetti:

  1. Ricerca & sviluppo continui;
  2. Approccio cliente-centrico, in ogni fase del rapporto;
  3. La grande correttezza personale, prima ancora che professionale.

(Massimo) Quando, dopo dieci anni di lavoro come dipendente, ho fondato l’azienda, avevo chiaro che la mia idea del ghiaccio istantaneo era vincente, ma dovevo mantenermi sempre un passo avanti agli altri. Dal primo momento, risultò evidente che l’idea non bastava: dovevamo puntare sulla ricerca dell’unicità e investire su nuove applicazioni e tecnologie innovative. I competitor crescevano e non solo come numero, diventavano sempre più internazionali, bravi e capaci, ma noi anticipavamo le loro mosse, facevamo da apripista e, come ci ripetono sempre Simona e Gianni, arrivare per primi – soprattutto nel marketing – fa una grandissima differenza.

Tuttavia la fantasia, da sola, non fa andare molto lontano.  Quindi abbiamo affiancato a questo lato creativo e attento sviluppo del prodotto, anche un approccio interamente incentrato sul cliente. In Dispotech vige la regola: “mai dire di no ad un cliente”. Se non abbiamo un prodotto, ce lo inventiamo. Andiamo sempre fino in fondo nelle richieste, anche le più complesse.

(Emanuele) L’atteggiamento di papà è molto difficile da duplicare e da condividere con tutto lo staff. Per lui “il cliente ha sempre ragione” è proprio un must. Noi questo assunto lo traduciamo in un rapporto di partnership con chiunque ordina: ascoltiamo il cliente senza porci limiti, aspettandoci anche le richieste più strane e originali, lo assecondiamo e cerchiamo di fare di tutto per creare qualcosa che arriva o supera addirittura le sue aspettative. Le sue richieste diventano nostre sfide. Non a caso, negli ultimi anni, la personalizzazione e i Private Label hanno assunto un ruolo decisivo nel nostro business.

Certo, ci vuole coraggio per costruire un rapporto così aperto e “servizievole”. Probabilmente la ragione per la quale ci riesce così bene è che io e papà facciamo le cose in prima persona, ci mettiamo la faccia e siamo sempre presenti: non perdiamo mai una fiera o un viaggio da un cliente. Sarebbe un’opportunità mancata. Stare seduti ad attendere non è un’alternativa che prendiamo in considerazione: incontrare i clienti (vecchi, nuovi, potenziali, ecc.) è invece il miglior investimento che possiamo fare per il nostro futuro.

Il fatto di metterci la faccia è chiaramente rischioso. Esporsi in prima persona è necessario ed è diventata la nostra strategia, ma possiamo farlo perché abbiamo lavorato molto su di noi, sul nostro atteggiamento, sulle nostre capacità relazionali. Se non cresci come persona, difficilmente crescerai come imprenditore.

L’etica, la correttezza personale prima ancora che commerciale, guidano ogni azione non solo nostra, anche di tutti i ragazzi che lavorano con noi: addirittura Dispotech rinuncia alla presenza ad eventi e fiere importanti per il timore di togliere visibilità ai suoi distributori. Alla base della nostra crescita c’è il network che abbiamo costruito e la fiducia con ognuna delle persone che ne fanno parte: dipendenti, collaboratori, fornitori, distributori, clienti.

Queste, in fondo, sono le tre attività sulle quali abbiamo lavorato sodo, tutti insieme. Anche con l’aiuto di consulenti come Gianni, Simona e la loro squadra, che hanno affiancato Dispotech in questi ultimi anni.

Per concludere, visto che in questo breve e divertente libro si parla di diversi aspetti aziendali da curare con attenzione per garantire un futuro alle proprie idee, soprattutto se in fase di start up, vorremmo condividere con i lettori/imprenditori un argomento vitale per le imprese che sono nella fase cruciale del cambio generazionale. In Dispotech abbiamo superato questo momento critico grazie a due semplici accordi:

  1. La divisione chiara dei compiti: ognuno di noi aveva responsabilità e attività ben precisi e non sovrapponibili a quelle dell’altro; in questo modo, è più semplice confrontarsi e condividere tanto i successi quanto gli insuccessi, per replicare gli uni e correggere gli altri;

Gestire i malintesi, anche i più piccoli, il prima possibile (meglio se sul nascere): nessuno di noi ha mai imposto nulla all’altro, ma ci siamo sempre ascoltati molto, con sincerità e comprensione reciproca; papà aveva tutta l’esperienza per dirmi “si fa così” (questo è accaduto a tanti miei colleghi) e io avrei potuto imporre le mie idee in quanto futuro dell’impresa; non l’abbiamo mai fatto, perché sarebbe stata una sconfitta per entrambi; storicità e innovazione funzionano solo nel momento in cui si incontrano e non si scontrano. Di certo, non è facile, ma non c’è altra via!

Buon viaggio agli imprenditori di oggi e a quelli di domani. E buona lettura a entrambi, perché poche, interessanti pagine come queste possono davvero essere di grandissimo aiuto, confronto e stimolo per il futuro”.

Vuoi conoscere il seguito del libro? Contatta Gianni Vacca

 

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