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SEO: COME OTTIMIZZARE IL TUO SITO WEB
25 luglio 2016|Marketing BasicMarketing TrendNon solo MarketingWeb Marketing

SEO: COME OTTIMIZZARE IL TUO SITO WEB

SEO: COME OTTIMIZZARE IL TUO SITO WEB

Oggi leggevo un articolo interessante su http://blog.hubspot.com di Lindsay Kolowich, che parlava di come ottimizzare le parti più critiche di un  sito web e ho deciso di tradurlo per avvicinarlo al pubblico italiano.

Per i non addetti ai lavori, il SEO a volte può apparire estremamente criptico. Per i professionisti del marketing è però fondamentale comprenderne le dinamiche al fine di far apparire il nome della propria impresa nella prima pagina di Google. E per farlo, la soluzione è una soltanto:

Ottimizzare il proprio sito con parole chiave pertinenti.

Solo facendo questo potrai iniziare a vedere risultati quali il miglioramento della qualità dei visitatori, tassi di conversione più elevati e, di conseguenza, più clienti.

Come? Per cominciare, occorre imparare ciò che è on-page SEO, dove aggiungere tali parole chiave al tuo sito web e come evitare le sanzioni di ricerca.

Qual è SEO On-Page? Il SEO, o l’ottimizzazione dei motori di ricerca, comprende la creazione dei contenuti, la loro ottimizzazione, e la loro promozione. Quando si parla di SEO, spesso si fa riferimento a “SEO on-page” e “off-page SEO”.

Qual è la differenza?

On-Page SEO è quello che il tuo sito “dice di sé ad un motore di ricerca”, e implica ottimizzare non solo il contenuto delle sue singole pagine, ma anche il loro codice sorgente HTML.

Il SEO Off-Page riguarda invece quello che gli “altri siti esterni dicono” del proprio sito.

Migliorare il tuo SEO on-page influisci direttamente sul cosiddetto inbound marketing, che aiuta ad attirare gli utenti direttamente sul proprio sito web, e questo grazie all’ottimizzazione delle pagine in modo che i motori di ricerca possano capire chi sei, quello che fai, e quello che stai scrivendo.

Anche in questo caso, migliorare il tuo SEO on-page, contribuirà ad aumentare l’efficacia e la pertinenza del posizionamento organico del tuo sito web nei vai motori di ricerca (SERP).

Consigli “On-Page SEO” per aiutarti a migliorare il webpage rank nella ricerca.

 

  1. REVISIONA IL SEO

Ogni volta che si aggiungono nuovi contenuti sul sito, conviene inserire anche delle parole chiave specifiche degli argomenti trattati sotto forma di TAG. E se si dispone già di un buon numero di pagine ed articoli nel proprio sito, conviene anche far fare loro una piccola revisione SEO seguendo la stessa logica.

Una revisione di questo tipo ti darà un’idea di quando il sito della tua azienda sia effettivamente “SEO Friendly”. In questo modo, è possibile aggiornare e ottimizzare i contenuti per la ricerca corrente, cominciando delle pagine web di traffico più alto. La revisione ti aiuterà anche a risolvere altri problemi che puoi avere, come i contenuti duplicati, in modo da poterli affrontare immediatamente e iniziare ad aver un miglior posizionamento in ricerca.

Dovrai controllare anche se il tuo sito è stato bloccato o penalizzato dai motori di ricerca, assicurarti che la SITE MAP XML stia lavorando come si deve, monitorare e migliorare le prestazioni generali del sito e verificarne la popolarità e l’affidabilità.

Ecco come:

  1. Esporta tutte le pagine del sito su un foglio di calcolo Excel.
  2. Ordinale in base alle visite.
  3. Decidi quale parola chiave assegnare ad ognuna, e aggiungi quella categoria in una colonna accanto al nome della pagina.
  4. Aggiungere un’altra colonna nel foglio di calcolo per tenere nota delle parole chiave più specifiche che desideri aggiungere ad ogni pagina.

 

Una volta completato questo processo per tutte le pagine (o perlomeno per quelle più importanti), allora si può passare ad aggiungerle direttamente al tuo sito. Qui ci sono alcune altre risorse utili per l’esecuzione del controllo del SEO:

  1. AGGIUNGI PAROLE CHIAVE NEI PUNTI STRATEGICI DEL SITO

Al fine di ottimizzare le pagine per parole chiave, occorre prima di tutto aggiungerle al tuo sito. Occorre però farlo seguendo delle regole specifiche, in quanto ci sono alcuni posti sul tuo sito web che sono più ottimali di altri per SEO on-page.

Ecco un elenco delle zone più importanti:

  • Titoli
  • Descrizioni
  • Titoli e contenuti
  • Immagini Titoli & Alt Text
  • URL

Se non hai ancora ottimizzato questi punti strategici, hai un po’ di lavoro da fare. E’ un po’ scomodo, ma vedrai si tratta di un compito up-front che si ripagherà alla grande nel lungo periodo. Per ottenere il maggior successo, inizia con le pagine che ottengono la maggior parte del traffico.
Titoli  I titoli sono l’elemento HTML usato per descrivere il tema di un sito web. Li troverai nel titolo di una pagina di risultati dei motori di ricerca e nella barra in alto di un browser.
I titoli hanno un impatto diretto su entrambe le percentuali di clic (di ricerca e di posizionamento). Per rendere il vostro titolo ricerca -friendly e click -friendly, è necessario mantenerlo al di sotto dei 65 caratteri (in modo da non essere tagliati nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca). Una nota tecnica: in realtà Google non misura tanto il numero di caratteri, quanto la larghezza del titolo in pixel.

Includi una delle parole chiave o frasi di destinazione metti queste parole chiave nella parte anteriore del titolo per ridurre il rischio di essere sempre tagliate sul SERP.

 

Descrizioni

Le descrizioni vengono visualizzate nei risultati di ricerca sotto titolo e URL, come nell’esempio:

 

Le descrizioni possono contribuire ad aumentare il CTR, ma dal punto di vista pratico non hanno un impatto diretto sulla classifica. Sono lì per gli esseri umani, non per i “crawler” dei motori di ricerca, e il loro scopo è invogliare l’utente a cliccare. Per utilizzarle al meglio, conviene inserire al loro interno non solo delle parole chiave strategiche per la pagina, ma anche dei loro sinonimi.  Titoli e contenuti E’ molto importante utilizzare le parole chiave nei tuoi titoli e contenuti: i visitatori sono infatti molto più propensi a rimanere su una pagina se ad un primo sguardo riescono a vedere subito i termini che avevano effettivamente ricercato. Inoltre, l’utilizzo di parole chiave nel sito web è usato da Google come un fattore di ranking, così puoi contribuire in modo sostanziale a migliorare il posizionamento SERP. Ogni volta che crei il contenuto, concentrati sulla sua leggibilità senza comprometterla con una densità eccessiva di parole chiave “strategiche”, anche perché nel secondo caso l’algoritmo di Google potrebbe far addirittura retrocedere le tue pagine web nei risultati di ricerca (e questo perché il motore di ricerca punta a fornire contenuti di qualità per gli utenti).

Immagine Alt Text & Titoli

 

Si possono includere anche le parole chiave in modo naturale nei vostri “testo alt e titoli”, che sono attributi che possono essere aggiunti a un tag di immagine in formato HTML. Ecco a cosa potrebbe assomigliare un TAG di un’immagine completa:

 

<img class=”alignCenter shadow” src=”image.jpg” alt=”image-description” title=”image tooltip”/>

L’ALT TEXT di un’immagine aiuta la sua individuazione in fase di ricerca. Non solo infatti rimane visibile all’interno del “contenitore” dell’immagine quando questa non viene caricata o trovata, ma ne migliora anche l’accessibilità per le persone che si affidano ad uno screen reader per leggere i contenuti web.

 

Un TAG TITLE dell’immagine appare quando un utente passa il mouse sopra l’elemento – come una sorta di pop-up, e non viene mostrato all’utente quando un’immagine non può essere visualizzata.

 

L’aggiunta di parole chiave per questi attributi di immagine può sembrare minore, ed effettivamente non incide sui risultati di ricerca quanto altri fattori, ma fidati: vale assolutamente la pena spendere quel minuto in più necessario per cambiarne il nome da “IMG23940” a qualcosa di più descrittivo.

 

Ad esempio, se si dovesse scrivere il testo alternativo per l’immagine qui sotto:

 

  • Assolutamente no: alt = “”
  • Evitare: alt=”cucciolo-cane-bambino-cane-cucciolo-cuccioli-cani-retriever-labrador-wolfhound-setter-pointer-container-erba-verde-nature”
  • Già meglio: alt = “cuccioli”
  • Meglio ancora: alt = “golden-retriever-cuccioli “

imatra1

 

 

 

 

L’URL

 

E’ una buona idea includere parole chiave nel tuo URL se sono in grado di descrivere con precisione il contenuto della pagina. Ciò è particolarmente importante per le aziende che puntano sul blogging per potenziare il proprio content marketing.

 

Ma attenzione: I motori di ricerca penalizzano i domini saturati di parole chiave. Quindi, se per caso stavi pensando di pensando di aprire una pagina arizonerealestaterealtorsinarizona.com … ripensaci! Sarebbe meglio usare “businessname.com/topic-topic”.

 

Come sempre, quando si crea un’URL fallo sempre con un’ottica user-friendly. Gli URL devono avere un senso per le persone, e si dovrebbero separare le parole con trattini e rimuovere tutti gli articoli extra (il-a-un-ecc.).

 

 

 

3) EVITA LE SANZIONI DI RICERCA

 

Ci sono un paio di cose che si dovrebbero anche evitare quando ottimizzi il tuo sito con le parole chiave:

 

  1. Non nascondere le parole chiave.
    Evita mezzucci per riempire la pagina di parole chiave nascoste, come l’utilizzo dello stesso colore di sfondo per il testo, il suo posizionamento tattico dietro le immagini o il suo “camuffamento laterale” tramite CSS: i motori di ricerca lo vedono, e provvedono (negativamente)…

 

  1. Evita il keyword stuffing
    Ovvero la ripetizione massiccia delle parole chiave nel testo, nei titoli, nelle descrizioni… si tratta del vecchio trucco SEO da manuale, ma al giorno d’oggi i motori di ricerca lo beccano al volo, e rispondono sanzionando il sito.

 

  1. Non forzare le parole chiave
    Se fatichi a trovare un posto per una parola chiave all’interno di un testo, probabilmente significa che il contenuto non è ben allineato con quello che hai da raccontare. Ricorda che il SEO non è sinonimo di inserimento spasmodico di parole chiave, ma implica raccogliere argomenti e contenuti rilevanti per i lettori.

 

  1. Promuovi una buona user experience
    La cosa più importante da considerare è l’esperienza del visitatore: l’obiettivo dei motori di ricerca è riuscire a fornire la migliore esperienza possibile ai propri utenti. La regola d’oro è quindi: prima gli utenti, poi i motori di ricerca.

 

Sappiamo che come imprenditore o esperto marketing avrai sicuramente un sacco di pensieri e problematiche impellenti da risolvere, ma è importante che il SEO del tuo sito rappresenta la voce della tua attività su internet… e se smetterai di parlare ai tuoi potenziali clienti, probabilmente ci sarà qualcun altro che comincerà a farlo al posto tuo!

 

E quindi… felice ottimizzazione SEO!
Per maggiori informazioni sull’argomento,visita giannivacca.it

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SUCCESSO: NON SOLO ZEITGEIST*
29 giugno 2016|Marketing BasicMarketing TrendNon solo Marketing

SUCCESSO: NON SOLO ZEITGEIST*

SUCCESSO: NON SOLO ZEITGEIST*

Oggi leggevo un articolo interessante di Sunstain, parlava del successo partendo da… Guerre Stellari! Questa serie di film è diventata una delle saghe più importanti del nostro tempo. Giusto per capirci quanto non sia solo materia da cinefili, ha guadagnato più di 30 miliardi di dollari. Nessuno aveva previsto un successo così grande. Anzi, la maggior parte delle persone pensava che il primo film delle Guerre Stellari sarebbe stato un fallimento.

Twentieth Century Fox aveva avuto poca fiducia nel progetto. George Lucas, il suo scrittore e regista, aveva detto “nessuno pensava che sarebbe stato un grande successo”. Quando il film “Una nuova speranza è stato lanciato, la maggior parte degli addetti ai lavori aveva previsto un disastro.

l’obiettivo dell’articolo che ho letto è interessante: rifiutare le spiegazioni comuni su Guerre Stellari,  quindi esplorare le vere ragioni del successo e  e di aziende, prodotti e idee in generale.

La spiegazione è che ciò che conta è il rapporto tra cultura e prodotto al momento in cui viene lanciato. Alcuni prodotti, artisti e film sono favolosi, ma la cultura non è pronta per loro o il loro tempo è passato. Quello che serve – in definitiva – è la risonanza culturale.

Il problema è che di solito non ci sono prove immediate per questo tipo di spiegazione, ci sfuggono per un tipo di ragionamento che i nostri cervelli – non affidabili – fanno continuamente.

E’ facile capire il perché la“risonanza culturale” ha funzionato con Guerre Stellari, l’ iPhone e molte altre cose.

In questa prospettiva, il film di Lucas ha centrato il bersaglio. La prima versione di Guerre Stellari non è stata chiamata “Una Nuova Speranza” (era semplicemente “Guerre Stellari”), tuttavia tutti lo hanno inteso esattamente in questo modo e questo perché si trattava esattamente di quello. Dopo i tumulti del 1960 – gli assassinii dei due Kennedy, Martin Luther King e Malcolm X – una nuova speranza era quello che la gente voleva, Lucas gliel’ha fornita in una nave spaziale.

Per alcuni, ha contribuito il fatto che l’Impero –  il principale antagonista di “Una nuova speranza”, era possibile assimilarlo agli Stati Uniti, o almeno all’amministrazione Nixon (come lo stesso Lucas aveva suggerito).

Per altri, ha aiutato anche il fatto che il film sia uscito nel periodo finale della guerra fredda, cioè l’Impero potrebbe facilmente essere letto come l’Unione Sovietica (è stata una coincidenza che nel 1983 Ronald Reagan abbia chiamato l’Unione Sovietica “l’impero del male”)?

Nello stesso modo, non è un caso che Harry Potter e “The Hunger Games” abbiano avuto successo nella prima e seconda decade del ventunesimo secolo.

Dopo l’11 settembre le persone erano alla ricerca di intrattenimento attorno al diffuso senso di ansia in merito al diavolo (Voldemort come Osama Bin Laden?) o che suscitasse i sogni di eroici combattenti per la libertà. Quindi Una nuova speranza, i film di Harry Potter e The Hunger Games hanno una cosa in comune: si adattano al Zeitgeist*.

Harry Potter spiega che con un po’ di magia, i buoni possono trionfare. The Hunger Games combina fantascienza e avventura (cose convenzionali da ragazzi), con un forte senso di romanticismo (cose convenzionali da ragazze) e le indirizza sulle nostre ansie legate a tecnologia e di controllo.

Dunque si tratta di storie di successo – con tanti prodotti associati – che potevano andare alla grande o fallire, quello che ha veramente fatto la differenza è come hanno risuonato.

Qui c’è qualcosa di sbagliato in queste spiegazioni: è troppo semplice creare storie su fatti che sono già accaduti. in realtà quanto scritto è decisamente speculativo.

Per esempio, dire che che il mondo era pronto per “Guerre Stellari” dopo 1960, che Harry Potter è stato il perfetto come “post 11 Settembre”, che L’amore bugiardo (Gone Girl) è stato destinato a diventare un best seller dopo la crisi finanziaria o che Mad Max doveva essere un remake di successo… troppo facile.

È vero, questi ultimi due non hanno alcun senso, tuttavia questo è esattamente il punto che volevo condividere. Possiamo trovare sempre qualche motivo per cui tutto quello che è successo doveva succedere; ma come fai a sapere se sei nel giusto?

Per aiutarti a vedere il problema, prova a riempire lo spazio vuoto alla fine di questa frase:

Alla luce della situazione unica negli Stati Uniti nel maggio del 1977, “Una nuova speranza” era destinato ad avere successo perché… [inserisci qui il tuo motivo].

Si potrebbe puntare all’economia (il mercato azionario, il tasso di inflazione, il tasso di disoccupazione). Si potrebbe puntare alla situazione internazionale (la guerra fredda, l’Unione Sovietica, Cina, Cuba). Si potrebbe puntare al Watergate e le sue conseguenze. Si potrebbe puntare al movimento per i diritti civili. Si potrebbe puntare a qualcosa sulla tecnologia e come – allo stesso tempo – susciti entusiasmo o i timori.

Una Nuova Speranza era destinato al successo perché parlava di tutti questi temi insieme, in un’unica storia.

Infatti, nessuna di queste spiegazioni si può dimostrare come sbagliata. E nessuna si può dimostrare come corretta. Per capire perché, prova lo stesso test cambiando la data a dicembre 2015 e cambia il film per “Il Risveglio della Forza(l’ultimo film di Guerre Stellari fatto da Disney).

Sarebbe facile per riempire il vuoto nella frase con le conseguenze della grande recessione, l’aumento di ISIS, nuove preoccupazioni circa la tecnologia, o polarizzazione politica. La gente ha bisogno di una scorciatoia. E “Il Risveglio della Forza ne ha fornita una.

Ma è questa la giusta spiegazione o solo una favola?

Per capire il problema, supponiamo che “Una Nuova Speranza” fosse stato rilasciato nel 1957, 1967, 1987, 1997, 2007, 2017, o 2027. Sarebbe stato un successo o un vero disastro? Sarebbe stato un successo!

le persone intelligenti avrebbero completato lo stesso il test anche con questi spazi vuoti: Alla luce della situazione unica negli Stati membri nel maggio [inserisci qui l’anno], “Una Nuova Speranza” era destinata ad avere successo perché [inserisci qui il tuo motivo].

Qualunque sia il zeeitgeist, anche per una sola ragione, Una Nuova Speranza potrebbe avere facilmente un successo favoloso in un anno.

Ogni volta che diciamo che un prodotto ha successo perché uscito “nel momento giusto“, potremmo avere ragione, ma potremmo non aver spiegato nulla.

Il rischio del “perfect timing” è accentuata per i libri, la musica e i film, per i quali non abbiamo studi prima del lancio. E quindi – dopo – attribuire il successo è stato a causa di una recessione economica, o un ripresa economica, o una protesta per i diritti civili, o un attacco terroristico. E’ facile, ma è anche corretto? Probabilmente no.

Certo, il timing spesso conta, ed a volte è davvero cruciale. Ma la migliore spiegazione per il successo economico di solito ha a che fare con l’interazione tra due fattori:

  1. Influenze sociali (chi ama cosa, e quanto lo fa sentire agli altri).
  2. Merito intrinseco (se il prodotto in realtà è buono).

A piena difesa di questa conclusione – e una spiegazione del suo rapporto con la questione di timing – richiederebbe molto più spazio, quindi finirò con un motivo.

Ogni volta che senti di qualcosa che ha successo perché è in risonanza con la cultura e l’umore dei tempi, attenzione: probabilmente si tratta di una favola.

Hai un dubbio in più adesso? Se sei appassionato di marketing, infatti, avrai trovato degli spunti su come si costruisce un brand e il suo “immaginario” o – per rimanere nell’articolo – scorciatoia per arrivare alle persone. E in definitiva avere una successo sul mercato.

Vuoi approfondirlo per il brand della tua azienda? Contatta direttamente qui Gianni Vacca

*ZEITGEIST il complesso credenze, idee, e lo spirito di un tempo e di luogo

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Come generare idee per le tue e-mail
30 maggio 2016|Marketing BasicWeb Marketing

Come generare idee per le tue e-mail

Come generare idee per le tue e-mail

Chiunque si sia trovato a dover ideare nuovi contenuti come parte del proprio lavoro, sia che si tratti di mail per i clienti, copywriting per sito aziendale o di report per i propri affiliati, ad un certo punto si sarà inevitabilmente trovato a fissare dubbiosamente lo schermo chiedendosi “…e ora, di cosa dovrei scrivere?”.

Nelle giornate migliori, questa domanda creerà una sorta reazione a catena che darà luce a tutta una serie di idee brillanti in grado di aiutarti a creare contenuti memorabili… o quantomeno efficaci!

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A CHE SERVONO I GIORNALI – High Business
4 maggio 2016|Marketing BasicMarketing VideoMedia OfficeNon solo MarketingWeb Marketing

A CHE SERVONO I GIORNALI – High Business

A CHE SERVONO I GIORNALI – High Business

Come far sì che le testate giornalistiche siano interessate a dedicare spazio nelle proprie pagine alle notizie delle piccole realtà locali?

E’ qui che entra in scena il Media Office, o Ufficio Stampa: indipendentemente dalle dimensioni della struttura aziendale, ciò che conta è la sostanza di ciò che viene comunicato e la capacità di svilupparlo e di renderlo… notiziabile per i lettori dei giornali, attraverso l’individuazione del giusto taglio con cui presentarlo.

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Emozioni e marketing: come decidiamo di chi fidarci
4 marzo 2016|Marketing BasicNon solo MarketingWeb Marketing

Emozioni e marketing: come decidiamo di chi fidarci

Emozioni e marketing: come decidiamo di chi fidarci

Ogni giorno abbiamo l’impressione di sperimentare centinaia di diverse emozioni, ognuna ben calibrata e specifica del momento in cui viene vissuta. Stando però a quanto affermano gli ultimi studi a riguardo, la situazione reale non è poi così complessa.

Un articolo pubblicato da C.Seiter su blog.bufferapp.com afferma come in realtà noi tutti siamo in grado di sperimentare solo quattro emozioni primarie:

  1. Felicità
  2. Tristezza
  3. Preoccupazione/sorpresa
  4. Rabbia/disgusto.

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