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3 lezioni da ricordare per il proprio brand post Covid-19
26 giugno 2020|Marketing Trend

3 lezioni da ricordare per il proprio brand post Covid-19

3 lezioni da ricordare per il proprio brand post Covid-19

Ecco tre lezioni di cui fare tesoro alla luce di ciò che tutto il mondo ha vissuto e che, siamo sicuri, troverai interessanti per il tuo brand o per il tuo business.

Quanto è cambiata la nostra quotidianità dalla diffusione del Coronavirus?

Tantissimo: lo stile di vita, le relazioni sociali, il rapporto con il lavoro sono totalmente diversi da soli pochi mesi fa. Una delle cose che questa pandemia ci ha insegnato è rivedere le nostre abitudini, ricalcolare le nostre priorità e fare valutazioni diverse.

Ecco 3 lezioni da ricordare, tratte da un articolo pubblicato su smartcompany.com.au.

 

  • La tua online persona e i tuoi profili social sono importanti

Immaginarsi un mondo dove si comunica sono online non è poi così impossibile. Se fino a poco più di un decennio fa questa frase ci sembrava assurda, adesso è la realtà. O meglio: in questi mesi di lockdown l’online è stato l’unico modo che ci ha permesso di comunicare, mantenere relazioni sia personali che lavorative.

Linkedin, il famoso social dei professionisti, ha registrato dei picchi di engagement davvero impressionanti durante la quarantena. Di conseguenza, anche il tuo profilo – che magari avevi abbandonato o non aggiorni da un pezzo – è probabilmente tornato visibile. Ciò è esplicativo del fatto che è necessario curare e mantenere sempre aggiornati i profili personali.

 

  • La personalità è più importante del posizionamento nel mercato

Il Covid ha capovolto la situazione di tante aziende e, purtroppo, ha messo in ginocchio tanti imprenditori. Chi pensava di star bene e si godeva i frutti del proprio lavoro si è trovato d’improvviso costretto a trovare modi per far sopravvivere la propria azienda e dare una speranza ai propri dipendenti.

La pandemia ci ha insegnato che le posizioni di potere, i ruoli possono cambiare da un momento all’altro ma la personalità, quello in cui crediamo, come vogliamo cambiare il mondo è ciò che conta davvero e su cui vale la pena lavorare. A questo proposito, l’articolo fonte cita una bella frase dello scrittore Simon Sinek: “Ci sono leader e c’è chi guida. I leader hanno una posizione di potere o influenza. Coloro che guidano ci ispirano. ”

 

  • La connessione è legata all’intenzione, non alla posizione

Se ci riflettiamo, il Covid è stato il mezzo che ci ha fatto comprendere quanto l’umanità intera sia uguale, si sia trovata nelle stesse difficoltà e nella medesima situazione di emergenza, nonostante le differenze tra paesi, culture e società.

Tutti – e nello stesso modo – abbiamo sfruttato la tecnologia per lavorare, per parlare e vedere i nostri cari, tutti abbiamo applaudito i lavoratori della sanità, tutti abbiamo pianto per le vittime: mai ci siamo sentiti così vicini. Questi comportamenti ci devono far capire che la nostra necessità di connetterci, di intrecciare relazioni non dipende da quanto vicino (o lontano) ci troviamo, ma dall’intento che ci spinge a essere dipendenti l’uno dall’altro.

Da qui, impegniamoci con intelligenza e cerchiamo di imparare a sfruttare le meraviglie della tecnologia nel miglior modo possibile.

 

Cosa ne pensi di questo articolo e di questi tre consigli? Il team di Playmarketing è curioso di conoscere la tua opinione: contattaci!
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Ciao! Il mio nome è Gianni. Sono un progettista di Marketing e questo è il mio blog.
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