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L’era degli influencer sta finendo?
19 giugno 2020|Marketing Trend

L’era degli influencer sta finendo?

L’era degli influencer sta finendo?

Oggi sul blog di Playmarketing parliamo di influencer. Popolari sui social e sul web, coi loro seguiti sono capaci di generare milioni di acquisti, di influenzare tantissime persone. Questi personaggi hanno un peso non indifferente nelle strategie di marketing dei brand. Ma come sta cambiando il loro ruolo? E, soprattutto, la loro “superpotenza” sta conoscendo una battuta di arresto? Cerchiamo di scoprirlo grazie al supporto di un articolo letto sul sito marketingtechnews.net.

Il ruolo e lo spazio degli influencer, specie su Instagram, sta subendo un forte cambio di rotta – specialmente da quando sul social più famoso per le fotografie e i video è stata inserita la possibilità di acquistare direttamente sui post. Secondo un sondaggio pubblicato su Vamp è emerso che gli esperti di marketing che collaborano con gli influencer hanno nuove priorità e che ciò che è cambiato di più negli ultimi tempi non è la scomparsa del numero di like per post o la lotta ai bot e ai finti follower. Ora i brand puntano tutto sulla qualità e sull’interazione, più che sui grandi numeri.

Proprio così: piuttosto che puntare su personalità da milioni di follower (e quindi un potenziale bacino di utenti e acquisti molto consistente), i brand stanno rivalutando la qualità dei post e la creatività dei content creator dei social. Gli esperti di marketing e i brand cercano (e pagano) gli influencer che più interagiscono coi loro follower per un motivo molto semplice: i seguaci si fidano dei loro beniamini e dei consigli che essi forniscono. La fiducia genera coinvolgimento e, spesso, questo trend positivo si tramuta con l’acquisto di un prodotto o un servizio: è come se lo consigliasse un amico.

Gli esperti di marketing e i brand che decidono di affidarsi agli influencer hanno capito una lezione fondamentale: non è importante raggiungere milioni di persone, ma un target di pubblico interessato al prodotto o al servizio erogato.

C’è anche da dire che l’algoritmo di Instagram premia i contenuti più creativi e coinvolgenti, penalizzando quelli ritenuti più “deboli” e lenti ad ingranare in fatto di like e visualizzazioni. Risulta sempre più difficile anche per gli ads acquistare visibilità e, di conseguenza, monetizzare. C’è bisogno quindi di qualità, creatività, estro e genuinità: è ciò che gli utenti di Instagram desiderano – e le qualità che i brand cercano.

In questa fetta di creator del web si inseriscono i micro influencer: personaggi con un pubblico di nicchia, esperti o influenzatori di un determinato settore che sono in grado di generare ottimi risultati in termini di vendita per le aziende ad un prezzo di ingaggio più contenuto rispetto ai grossi nomi del web.

Cosa ne pensi del mondo degli influencer e, nello specifico, del loro ruolo nel marketing odierno? Facci sapere la tua opinione contattando il team Playmarketing.

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Ciao! Il mio nome è Gianni. Sono un progettista di Marketing e questo è il mio blog.
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