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FaceApp: cosa c’è da sapere!
27 agosto 2019|Augmented RealityMarketing Trend

FaceApp: cosa c’è da sapere!

FaceApp: cosa c’è da sapere!

Oggi, sul blog di Playmarketing, parliamo dell’app che, negli ultimi mesi, ha divertito gli utenti del mondo intero… ma a che prezzo?

Stiamo parlando di FaceApp, popolarissima applicazione per iOS e Android che, grazie a dei filtri e all’intelligenza artificiale, è in grado di prevedere come saremo da anziani (ma non solo: è anche in grado di ringiovanirci o di visualizzarci con barba/baffi, capelli lunghi/corti, eccetera). Sviluppata in Russia dalla Wireless Lab, nel giro di poche settimane ha collezionato qualcosa come 80 milioni di download, diventando un vero e proprio fenomeno viraleviralità alimentata anche dalle celebrità e dagli influencer che, grazie alla creazione degli hashtag #faceapp e #faceappchallenge, hanno dato il via ad un trend social che pare inarrestabile.

Nonostante il divertimento nel vedere una proiezione del proprio viso invecchiato, molti utenti (quasi tutti, diciamocelo pure) non hanno considerato i rischi che l’app (come tante altre, del resto) comporta. Uno su tutti: dove vanno a finire le foto caricate sull’app? I termini e le condizioni sono molto generici e non proprio chiarissimi. Negli USA è già partita una mega inchiesta dell’ FBI che indaga proprio su questo aspetto.

Nella sezione dedicata alla privacy c’è scritto che la società sviluppatrice dell’app potrebbe cedere la nostra immagine a società in collaborazione con essa: ma a quale scopo? Come verranno utilizzate queste immagini e da chi, soprattutto? Queste informazioni fondamentali non sono espresse in maniera trasparente e, secondo molti giuristi esperti in tecnologia, privacy e GDPR, la cosa è grave e alquanto preoccupante.


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Me doing a demo on #MasterChef Season 50….

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When you take a trip to the Year 3000. Un post condiviso da Jonas Brothers (@jonasbrothers) in data:

 

 

 

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Best caption wins ovo tickets   Un post condiviso da champagnepapi (@champagnepapi) in data:

La società russa sviluppatrice dell’app, trovatasi nella bufera, si è difesa dicendo che i dati degli utenti vengono conservati per poche ore. Rimane comunque il fatto che alcuni punti della privacy policy potrebbero essere resi più chiari e di facile comprensione, dato il gran numero di utenti che accedono all’app e la utilizzano giocosamente.

 

Scandali come quello di Cambridge Analytica hanno innalzato enormemente la soglia dell’attenzione degli utenti connessi al web che inviano (praticamente) in maniera costante i loro dati a società per accedere a qualsiasi tipo di servizio esistente al giorno d’oggi. C’è da fare attenzione sempre – e prendersi la briga di leggere le privacy policy di ogni sito a cui ci apprestiamo a registrarci o tramite il quale accediamo ad un servizio: meglio essere sicuri che pentirsi, in seguito, senza potervi porre più rimedio.

 

Come qualsiasi fenomeno virale, il boom di FaceApp ha già subito una battuta d’arresto: tanto rumore per nulla? Staremo a vedere: non ti resta che continuare a seguire il blog di Playmarketing per nuovi aggiornamenti!

Cosa ne pensi di FaceApp? Sei tra i tanti utenti che si è lasciato tentare dalla curiosità e l’ha scaricata? Per rimanere aggiornato sulle novità di marketing, iscriviti alla nostra Newsletter!

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Ciao! Il mio nome è Gianni. Sono un progettista di Marketing e questo è il mio blog.
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