CARICAMENTO

Seguimi

Condividere il brand: parliamo di Experiential Marketing
20 dicembre 2018|Marketing Trend

Condividere il brand: parliamo di Experiential Marketing

Condividere il brand: parliamo di Experiential Marketing

Oggi su pLAYmARKETING parliamo di un aspetto del marketing molto importante e sempre più esplorato, l’experiential marketing, con il supporto di un articolo pubblicato su entrepreneur.com.

Dalle strategie di guerrilla marketing all’ importanza del mondo degli influencers, può essere difficile emergere dalla massa dei competitor, al giorno d’oggi.

Le aziende devono trovare strategie di marketing uniche per far sì che il loro nome sia conosciuto da più persone possibili; uno dei metodi più popolari ultimamente è quello dell’experiential marketing.

L’experiential marketing consiste nel far vivere l’esperienza del brand ai consumatori: in questo modo, l’azienda coinvolge i clienti nella crescita del business, costruendo relazioni personali con ognuno di loro. Grazie a questa tecnica, i clienti condividono emozioni ed esperienze grazie ai social media (o altri canali), facendo conoscere ad amici e contatti social la positività e la qualità del brand in questione.

Come si fa, allora, a “costruire” una tattica di experiential marketing che sia di successo? Seguite l’esempio di Adam McArthur, imprenditore dietro al progetto The Booth & Bus Co, un’azienda di cabine fotografiche inserite all’interno di bus vintage che è possibile noleggiare per eventi privati di qualsiasi genere. Qual è stata l’esperienza di McArthur? Scopriamolo insieme leggendo una breve intervista sottopostagli.

 

Intervistatore: In che modo l’experiential marketing ha aiutato il tuo business?

McArthur: In tanti modi, devo dire. Ci ha permesso di diventare più specifici come brand, il che permette ai nostri clienti di sapere già cosa aspettarsi da noi e cercarci – operazioni che permettono la crescita di prenotazioni e alimentano il ciclo di vendite. Quando si pensa e si crea un’esperienza memorabile per i clienti che ti scelgono in maniera genuina e disinteressata, si può dire che l’operazione di marketing è andata a buon fine – così come le vendite e il brand. È stato essenziale per il nostro successo.

Experiential Marketing pLAYmARKETING

I: Per chi vorrebbe attuare una campagna di experiential marketing ed è alle prime armi, cosa consiglieresti? Cosa credi potrebbe aver successo?

McA: Prima di tutto, è fondamentale sapere chi si è come brand e il nostro obiettivo come azienda. Io, personalmente, mi sono sempre chiesto, quando creo qualcosa, “Cosa mi piacerebbe?”. Il mio consiglio per chi sta iniziando ora è: fate attenzione ai trend che ci sono in circolazione, cosa fanno gli altri, quanto potete rischiare di fare per distinguervi dalla massa. Non copiate nessuno. Siate originali e create esperienze complete. Dal modo in cui parlate ai clienti fino all’esperienza visuale che gli offrite, per arrivare al sentimento che provano quando se ne vanno: ogni dettaglio è importante e va curato.

 

I: L’experiential marketing va a braccetto coi sensi percepiti dall’essere umano – vista, udito, tatto. Perché pensi che i brand stiano usando questo approccio?

McA: Viviamo in un momento storico in cui siamo costantemente bombardati da informazioni di ogni tipo. Ci sono tantissime piattaforme di social media, app per email, messaggistica, appuntamenti al buio, nuovi trend, eccetera. È diventata la norma e, con essa, siamo diventati tutti un po’ più “addormentati” e influenzabili. Le aziende, quindi, devono impegnarsi sempre più per diventare appetibili e catturare, grazie alle esperienze create per i clienti, l’attenzione di quante più persone possibile. Servirsi dei sensi dell’essere umano nel modo giusto può davvero fare la differenza in una campagna di marketing ben strutturata.

 

I: Dopo aver sperimentato in prima persona questo tipo di campagna marketing, cosa si deve fare per non essere “dimenticati” dai clienti e coltivare con loro una relazione duratura?

McA: Se avete fatto bene il vostro lavoro, parlerà lui per voi. Per quanto riguarda la mia azienda, posso dire che le persone, quando escono, vanno via con un magnete da mettere sul frigo o sulla scrivania. Ma, più di questo, è importante l’unicità e l’attenzione al dettaglio di cui i nostri clienti parlano quando ci descrivono agli altri. Quando guardano la loro foto, ricordano l’emozione dell’esperienza vintage del bus, delle sue decorazioni saggiamente scelte e posizionate. Nulla è lasciato al caso. Lavorare sui dettagli, su ciò che rende speciale e unica un’esperienza, farà chiacchierare tanto – e a lungo – i vostri clienti.

Cosa ne pensate di questa strategia di marketing? L’avete mai provata? Raccontateci la vostra opinione a riguardo contattando il team Playmarketing!

Nessun commento
Condividi
Chi Sono
Ciao! Il mio nome è Gianni. Sono un progettista di Marketing e questo è il mio blog.
Iscriviti alla Newsletter


Consenso Privacy

Unable to display Facebook posts.
Show error

Error: Error validating application. Application has been deleted.
Type: OAuthException
Code: 190
Please refer to our Error Message Reference.