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GDPR e marketing: cosa cambia adesso?
18 maggio 2018|Non solo MarketingWeb Marketing

GDPR e marketing: cosa cambia adesso?

GDPR e marketing: cosa cambia adesso?

Nuovo appuntamento con le news di Playmarketing! Bentornati, amici lettori.

Una delle deadline più attese e temute è infine (quasi) arrivata: 25 maggio 2018, accoppiato a GDPR o regolamento generale sulla protezione dati vi dice qualcosa?

Ebbene sì: a breve, la nuova normativa europea sul trattamento dei dati personali entrerà in vigore. Tanti cambiamenti ed accorgimenti da prendere sono in arrivo: come comportarsi?

Come adeguare la propria azienda senza fare passi falsi?

Con questo articolo cercheremo di fare un po’ di chiarezza e comprendere meglio questo tema, tanto complesso quanto fondamentale per la sicurezza della privacy.

Ma andiamo per ordine: cos’è, innanzitutto, il GDPR?

GDPR

 

Acronimo di General Data Protection Regulation, è un regolamento che la Commissione Europea ha deciso di introdurre per rafforzare la protezione dei dati personali dei cittadini e dei residenti dell’Unione Europea – sia all’interno che all’esterno dei confini di essa. Il testo del regolamento, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Europea il 4 maggio 2016 ed entrato in vigore il 25 maggio dello stesso anno, inizierà ad avere efficacia dal 25 maggio 2018.

Quali sono i cambiamenti più vistosi? Ecco i più importanti:

  1. Ambito: il nuovo regolamento GDPR verrà applicato a qualsiasi ente/azienda/organizzazione che raccolga dati relativi a persone dell’UE anche se il suddetto ente/azienda/organizzazione abbia sede fisica o legale al di fuori dell’ UE. Chiunque, quindi, raccolga dati dei cittadini e dei residenti europei è responsabile delle informazioni personali identificabili (PII l’acronimo inglese), vale a dire tutte le informazioni che, una volta analizzate, consentono l’identificazione di un soggetto. La definizione stessa di PII è stata ampliata e oggi abbraccia anche cookies, indirizzo IP, locazione fisica e altri elementi: la tutela dell’utente, come si può evincere, è al primo posto.

 

  1. Consenso: ad oggi, buona parte di siti web e aziende di marketing utilizzano la compilazione di form di registrazione per ottenere i dati dei clienti. Capita spesso che, al termine della compilazione, ci sia già un implicito avviso di consenso riguardante la raccolta dei dati personali: ne consegue ambiguità e confusione nell’utente, che non sa cosa sarà davvero di quei dati. Con l’entrata in vigore delle nuove normative europee, questo modus operandi non sarà più possibile: dal 25 maggio in poi, la raccolta dei dati sensibili sarà possibile solo se gli utenti diranno esplicitamente di volerli comunicare.

 

  1. Visualizzazione dei dati rilasciati: secondo il nuovo regolamento GDPR, tutti gli utenti hanno il diritto di poter prendere visione, in qualsiasi momento lo desiderino, dei dati rilasciati e del tipo di consenso espresso all’atto della condivisione di essi. Per queste motivazioni, è necessario che le aziende aggiornino i loro sistemi e adeguino i siti web alle nuove normative: una modifica non da poco, che prevede una pianificazione oculata e svolta in tempi opportuni in vista dell’imminente entrata in vigore del regolamento UE.

 

  1. Cancellazione dei dati e diritto all’oblìo: il diritto all’ oblìo è uno dei temi più scottanti e discussi da diversi anni a questa parte. La nuova regolamentazione UE semplifica la sua dicitura in diritto alla cancellazione. Di cosa si tratta? Ogni utente europeo ha diritto a richiedere la cancellazione totale dei dati che lo riguardano dai database di qualsivoglia impresa: ciò vuol dire non solo eliminare tutte le informazioni da un semplice database di nicchia come quello che può appartenere a una piccola realtà aziendale, ma anche azzerare tutte le informazioni raccolte sulle piattaforme di Marketing Automation – ovvero la raccolta di dati cui attingono terze parti, ad esempio i collaboratori esterni di qualche azienda. Operazione non facile e non di immediata applicabilità, possiamo immaginare ma che, dal 25 maggio in poi sarà obbligatoria: pena sanzioni… salatissime!

 

  1. Violazione dei dati e sanzioni: una eventuale fuga di dati ha l’obbligo di essere denunciata dal titolare di essi alle autorità competenti entro e non oltre 72 ore dalla sua scoperta. Le sanzioni sono serie e non vanno prese sottogamba: da una semplice ammonizione scritta agli accertamenti a scadenza regolare in sede fino ad una sanzione pecuniaria che, nei casi più gravi, può raggiungere la cifra di 20 milioni di euro! Rischiare di perdere una cifra anche lontanamente vicina a quest’ultima è fuori discussione per qualsiasi azienda, anche una tra le più ricche al mondo.

 

Alla luce di quanto detto finora, risulta più che necessario adeguarsi (e in fretta!) alle nuove normative e servirsi di una buona consulenza legale e tecnica per non incappare in errori e incomprensioni riguardanti le linee guida.

Quindi, per continuare i rapporti con la clientela piuttosto che continuare a svolgere campagne di marketing correttamente, è necessario fare tutto per bene e osservare scrupolosamente la legge.

Qui il link diretto al testo integrale della normativa europea.

Vuoi saperne di più? Contatta il team di Playmarketing e per rimanere aggiornato segui il nostro blog!

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Ciao! Il mio nome è Gianni. Sono un progettista di Marketing e questo è il mio blog.
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