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Come usare gli Hashtag nei Social Aziendali
14 febbraio 2017|Web Marketing

Come usare gli Hashtag nei Social Aziendali

Come usare gli Hashtag nei Social Aziendali

Uno dei più grandi punti di forza dei Social Network è senza dubbio la loro capacità di raggiungere un’audience potenzialmente enorme a costo zero… o quasi.

E tale caratteristica può essere a sua volta potenziata attraverso l’utilizzo misurato della funzione Hashtag, che se usata con accortezza è in grado di dare una spinta alle tue comunicazioni facendo leva sui trend del momento e diffondendo così il tuo brand in modo più efficace.

 

Cominciamo dalle basi: che cos’è un Hashtag?

L’hashtag (#) è un simbolo tipico dei Social Media usato dagli utenti in concomitanza di determinate parole chiave, in modo da “etichettare” e identificare argomenti e discussioni specifiche.

Si tratta di una funzione nata ai tempi di Internet Relay Chat verso la fine degli anni ’80, che deve però la sua propria popolarità all’uso massivo che ne è stato fatto su Twitter poco meno di 20 anni più tardi.

Mentre l’hashtag è il nome del semplice simbolo “#”, il termine che come lo conosciamo si riferisce all’argomento che contiene. Alcuni sono singoli vocaboli (#business), altri sono composti da parole multiple (#workhard): l’indicatore chiave è la notazione “#” che le precede.

 

La funzione di questi tag è molto simile a quella dell’indice di un libro: se sfogliando un ricettario volessi sapere come si cucinano i carciofi, dovrei controllare l’indice sotto la voce “carciofi”. Allo stesso modo, se volessi usare Twitter per individuare i topic che trattano di business, dovrei digitare #business nella relativa search page.

I termini “hashtaggati” vengono inseriti all’interno dei Tweet degli utenti, tipicamente alla fine (anche se possono essere immessi in qualunque punto del post). Cliccandoli, vengono automaticamente visualizzate tutte le discussioni riguardanti quello specifico argomento.

Quando un tag diventa sufficientemente popolare, può trasformarsi in un vero e proprio trend. Grossi avvenimenti mediatici riguardanti notizie recenti, eventi sportivi o di intrattenimento tendono a generare rapidamente alti livelli di attività da parte degli utenti, con una conseguente diffusione a macchia d’olio dei relativi messaggi e hashtag.

Per conoscere le tendenze del momento, è sufficiente aprire l’Homepage di Twitter da un computer e leggere la colonna dei trend posizionata sulla parte sinistra della pagina.

 

#why

PERCHE’ AGGIUNGERE DEGLI HASHTAG AI PROPRI POST?

Oltre ad essere utili dal punto di vista SEO per migliorare l’indicizzazione, la funzione principale degli hashtag è rappresentata dall’aiuto che danno ai lettori a trovare il tuo messaggio anche se non stanno seguendo direttamente la tua pagina.

Certo, questo ha senso solo all’interno delle piattaforme social che li supportano, come ad esempio Facebook, Google+, Pinterest, Twitter, Instagram… e così via.

Dato che però ogni giorno ne vengono adoperati (e generati) quantità incredibilmente elevate, saper riconoscere quali sono i più adatti da usare è la chiave del successo.

Ricercare e selezionare quotidianamente i termini di ricerca più efficaci può diventare un compito impegnativo, e per questo motivo non è inconsueto imbattersi nei tipici “muri di tag” creati da utenti disposti a compromettere la leggibilità dei propri post pur di provare a diffonderli il più possibile (cosa da evitare assolutamente).

Come fare in modo di facilitarne la scelta? Secondo l’articolo sull’argomento pubblicato su Business Tutsplus da D.Swanson, le vie più rapidi ed efficienti sono tre:

  • Hashtag ufficiali: se stai pubblicando un post riguardante un grosso evento mediatico, conviene prima dare un’occhiata alla sua homepage. Normalmente i suoi organizzatori avranno predisposto una serie di hashtag ufficiali per coloro che vogliono parlarne.
  • Test diretti: In assenza di tag ufficiali, è comunque possibile individuare quelli più popolari testandoli direttamente. Ricercandoli attraverso l’apposita funzione di Twitter verranno visualizzati tutti i post che li utilizzano: più lunga è la lista, più popolare sarà l’hashtag ricercato.
  • Raccolta dati: Un altro metodo di ricerca consiste nel ricorrere a strumenti appositi, come ad esempio Hashtags.org. Ciò permette di visualizzare i dati analitici di specifici tag delle ultime 24 ore, oltre a contenere informazioni riguardanti i loro utilizzatori più attivi o i post più popolari.

 

#how

COME CREARE I PROPRI HASHTAG

Innanzitutto niente paura: chiunque può forgiare di sana pianta un nuovo hashtag e cominciare a utilizzarlo, e si tratta senza dubbio di un ottimo modo di promuovere il nome del proprio business (#Apple), brand (#Themeforest) o nuovo prodotto (#GooglePlus). Il vero problema è fare in modo che prenda piede.

Come tutte le altre attività marketing infatti, il successo della sua effettiva propagazione dipende dalla strategia utilizzata e può implicare un impegno costante. E’ vero che alcuni hashtag sono riusciti ad arrivare ad una diffusione virale in tempi estremamente brevi, ma la maggior parte delle volte raggiungere questo traguardo richiede impegno e pianificazione.

Occorre quindi condividere i post che lo contengono, usarlo ogniqualvolta risulti rilevante, includerlo nel sito web della propria azienda e nei relativi materiali promozionali, e così via. Così facendo, nel tempo comincerà a essere riconosciuto e a diffondersi.

 

SUGGERIMENTO PER L’UTILIZZO DEGLI HASHTAG

Stando alle istruzioni per l’uso di Hashtags.org, se si vuole cominciare ad usare un nuovo tag conviene usare un termine che sia “accattivante, breve, coinciso, chiaro e accessibile”.
Chiaro, no? Ecco comunque qualche consiglio aggiuntivo:

  • Sii specifico: se vuoi attirare gli amanti dei Beagle, usa un tag specifico del tipo #BeagleOwners piuttosto che un generico #DogOwners.
  • Diffida dagli acronimi: a parte quelli maggiormente diffusi e conosciuti (es. #CGIL), la maggior parte degli acronimi possono lasciare i lettori confusi e perplessi.
  • Non strafare: attenzione ai “muri di hashtag” di cui si parlava all’inizio, Twitter raccomanda di non usare più di un paio di tag per messaggio per questioni di leggibilità.
  • Sii coerente: inserisci solo i tag che hanno senso per il tuo messaggio, ed evita quelli superflui.

 

Gli hashtag sono insomma utili per categorizzare i contenuti pubblicati, facilitare la  ricerca da parte degli utenti e per favorire l’indicizzazione delle proprie comunicazioni, quindi se la tua azienda è presente su più canali e piattaforme è molto importante uniformare messaggi e tag pubblicati attuando una strategia uniforme e trasversale.

Così facendo, potrai mettere in atto una campagna Social dai costi contenuti in grado di aiutarti a diffondere il tuo messaggio ad un’audience più ampia.

Ti è stato utile? Per maggiori spunti su come usare i social per potenziare l’immagine della tua impresa su internet, dai un’occhiata all’infografica “Social Media: il Galateo della Rete“. E se ti occorrono dei consigli personalizzati, contatta Gianni Vacca!

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Ciao! Il mio nome è Gianni. Sono un progettista di Marketing e questo è il mio blog.
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