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FUNride, storia di un teletrasporto – Prologo
25 agosto 2016|Marketing TrendMarketing Video

FUNride, storia di un teletrasporto – Prologo

FUNride, storia di un teletrasporto – Prologo

Ti riferisci ai vecchi libri?”

“Le storie scritte prima dei viaggi spaziali, ma che raccontavano i viaggi spaziali.”

“Come potevano esserci storie sui viaggi spaziali prima che…”

“Gli scrittori” disse Pris, “li hanno fatti accadere.”

Philip K. Dick – “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?”

 

È curioso scrivere di fantascienza e marketing, sono due argomenti – per me – profondamente legati tra loro. Per questo motivo, inizio questo diario su di un nuovo esperimento di teletrasporto con una citazione di Dick: non è un caso. In fondo, non ho mai creduto al caso.

Tutto è iniziato oltre un anno fa, assieme ad una fantastica producer, Elisa Valt. Quel nostro incontro aveva in agenda altri progetti in corso; un video reportage su un evento e quell’azione di guerrilla marketing da raccontare. Se non fosse per il  fatto che ero con Elisa, sembrerebbero quasi attività di routine.

Poi, quasi sbadatamente, abbiamo parlato di Virtual Reality. Di come la tecnologia delle riprese in 360° non siano più solo un “gioco da nerd”. Erano sempre più avvicinabili, raccontabile e da lì a poco sarebbe aumentata la spinta di due colossi come Facebook e Samsung (oltre alla rincorsa di Apple).

Da quel giorno, tra le mille attività, tra nuovi arrivi e viaggi in giro per il mondo, quel confronto ha preso forma sempre più distintamente in un progetto che mi ha portato a scrivere questo prologo. Si trattava di dare all’umanità il teletrasporto, come nelle intenzioni dei progettisti dei sistemi di Virtual Reality. Potevo rimanerne fuori?

teletrasportoNon il teletrasporto di Star Trek – non per ora – ma il trasferimento delle emozioni di un luogo che non vive “solo” su immagini fotografiche statiche e nemmeno “solo” in un video le cui inquadrature le decide a priori il regista che crea la storia. E nemmeno “solo” in alcune righe di testo, come lo è adesso insieme a te sul mio blog.

La scorciatoia tecnica, in effetti, è un Samsung Gear VR, un Oculus Rift di Facebook o un cartoncino da montare… poco importa, noiosi dettagli tecnici per quello che volevo scriverti oggi. Il risultato è che ti ritrovi immerso nel luogo che vuoi visitare. Guardi dove vuoi tu, scegli tu le immagini e le inquadrature; quindi la storia si crea in base al tuo perderti nella direzione che preferisci. Tutto questo, per un progettista di marketing, è già di per sé emozionante.

 

Tuttavia mancava ancora qualcosa. C’era un marketing designer, c’era una producer, tuttavia, con chi avremo realizzato – anche tecnicamente – questo esperimento di teletrasporto? Non era un dettaglio trascurabile, troppo spesso nelle innovazioni tecnologiche si pensa che basti possedere quel determinato apparecchio per essere pronti a creare una vera storia emozionante e coinvolgente. Ovviamente non è mai stato così!

Se ci pensi, avere uno smartphone che scatta e registra in 4k non ti rende un fotografo o un videomaker; avere a disposizione un drone o una GoPro, allo stesso modo, non ti rende automaticamente abile nel raccontare delle storie e, quindi, non ti permette di teletrasportare nessuno! La mente e l’occhio dietro il device tecnico crea la vera differenza!gearvrheadset

Prima di partire, quindi, serviva proprio quel “chi”. La risposta è stata la strepitosa agenzia Urban Fx, che opera con successo tra Milano e Amsterdam. Una perfetta coniugazione con chi, come pLAYmARKETING e osm1816, si trova tra Milano, Livigno e Shanghai. Il team di Urban Fx, guidato da Donald e Paola, è proprio quello che mancava per aggiungere dei veri professionisti con cui iniziare questo viaggio.

 

video marketing

Viaggio? Sì, perché i bagagli li stiamo preparando per una destinazione a 1816 metri, il soggetto sarà l’emozionante Bike Park di Mottolino a Livigno.

Sei curioso di come si realizza questo esperimento di teletrasporto? Rimani collegato, da lunedì troverai il diario giorno per giorno del “dietro le quinte”. Il progetto FUNride park inizia proprio qui…

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CHI VUOLE INIZIARE UNA STARTUP?
2 agosto 2016|Marketing TrendNon solo Marketing

CHI VUOLE INIZIARE UNA STARTUP?

CHI VUOLE INIZIARE UNA STARTUP?

Giusto l’altro giorno parlavamo insieme a Paul di pLAYmARKETING di startup dopo che una giovane imprenditrice ci aveva coinvolto proprio in questo tipo di progetto. In pratica startup è creare un’azienda da zero. Non una sfida da poco insomma.

Guarda caso, era spuntato il primo ostacolo per chi vuole iniziare una startup: il capitale da investire; tuttavia, i soldi non sono l’unico problema che avrai di fronte se sei un’imprenditore con voglia di creare una nuova azienda.

Quali consigli condividere? Voglio condividere questa utilissima infografica, dedicata proprio a 7 punti essenziali per una startup:

playmarketing INFOGRAFICA startup

Se dopo questa infografica hai ancora la forza necessaria per iniziare la tua startup, se non ti abbiamo scoraggiato… direi che sei pronto! Non mollare, siamo con te!

E se volessi una mano con la spinta iniziale, contattami ai link di  Gianni Vacca

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SEO: COME OTTIMIZZARE IL TUO SITO WEB
25 luglio 2016|Marketing BasicMarketing TrendNon solo MarketingWeb Marketing

SEO: COME OTTIMIZZARE IL TUO SITO WEB

SEO: COME OTTIMIZZARE IL TUO SITO WEB

Oggi leggevo un articolo interessante su http://blog.hubspot.com di Lindsay Kolowich, che parlava di come ottimizzare le parti più critiche di un  sito web e ho deciso di tradurlo per avvicinarlo al pubblico italiano.

Per i non addetti ai lavori, il SEO a volte può apparire estremamente criptico. Per i professionisti del marketing è però fondamentale comprenderne le dinamiche al fine di far apparire il nome della propria impresa nella prima pagina di Google. E per farlo, la soluzione è una soltanto:

Ottimizzare il proprio sito con parole chiave pertinenti.

Solo facendo questo potrai iniziare a vedere risultati quali il miglioramento della qualità dei visitatori, tassi di conversione più elevati e, di conseguenza, più clienti.

Come? Per cominciare, occorre imparare ciò che è on-page SEO, dove aggiungere tali parole chiave al tuo sito web e come evitare le sanzioni di ricerca.

Qual è SEO On-Page? Il SEO, o l’ottimizzazione dei motori di ricerca, comprende la creazione dei contenuti, la loro ottimizzazione, e la loro promozione. Quando si parla di SEO, spesso si fa riferimento a “SEO on-page” e “off-page SEO”.

Qual è la differenza?

On-Page SEO è quello che il tuo sito “dice di sé ad un motore di ricerca”, e implica ottimizzare non solo il contenuto delle sue singole pagine, ma anche il loro codice sorgente HTML.

Il SEO Off-Page riguarda invece quello che gli “altri siti esterni dicono” del proprio sito.

Migliorare il tuo SEO on-page influisci direttamente sul cosiddetto inbound marketing, che aiuta ad attirare gli utenti direttamente sul proprio sito web, e questo grazie all’ottimizzazione delle pagine in modo che i motori di ricerca possano capire chi sei, quello che fai, e quello che stai scrivendo.

Anche in questo caso, migliorare il tuo SEO on-page, contribuirà ad aumentare l’efficacia e la pertinenza del posizionamento organico del tuo sito web nei vai motori di ricerca (SERP).

Consigli “On-Page SEO” per aiutarti a migliorare il webpage rank nella ricerca.

 

  1. REVISIONA IL SEO

Ogni volta che si aggiungono nuovi contenuti sul sito, conviene inserire anche delle parole chiave specifiche degli argomenti trattati sotto forma di TAG. E se si dispone già di un buon numero di pagine ed articoli nel proprio sito, conviene anche far fare loro una piccola revisione SEO seguendo la stessa logica.

Una revisione di questo tipo ti darà un’idea di quando il sito della tua azienda sia effettivamente “SEO Friendly”. In questo modo, è possibile aggiornare e ottimizzare i contenuti per la ricerca corrente, cominciando delle pagine web di traffico più alto. La revisione ti aiuterà anche a risolvere altri problemi che puoi avere, come i contenuti duplicati, in modo da poterli affrontare immediatamente e iniziare ad aver un miglior posizionamento in ricerca.

Dovrai controllare anche se il tuo sito è stato bloccato o penalizzato dai motori di ricerca, assicurarti che la SITE MAP XML stia lavorando come si deve, monitorare e migliorare le prestazioni generali del sito e verificarne la popolarità e l’affidabilità.

Ecco come:

  1. Esporta tutte le pagine del sito su un foglio di calcolo Excel.
  2. Ordinale in base alle visite.
  3. Decidi quale parola chiave assegnare ad ognuna, e aggiungi quella categoria in una colonna accanto al nome della pagina.
  4. Aggiungere un’altra colonna nel foglio di calcolo per tenere nota delle parole chiave più specifiche che desideri aggiungere ad ogni pagina.

 

Una volta completato questo processo per tutte le pagine (o perlomeno per quelle più importanti), allora si può passare ad aggiungerle direttamente al tuo sito. Qui ci sono alcune altre risorse utili per l’esecuzione del controllo del SEO:

  1. AGGIUNGI PAROLE CHIAVE NEI PUNTI STRATEGICI DEL SITO

Al fine di ottimizzare le pagine per parole chiave, occorre prima di tutto aggiungerle al tuo sito. Occorre però farlo seguendo delle regole specifiche, in quanto ci sono alcuni posti sul tuo sito web che sono più ottimali di altri per SEO on-page.

Ecco un elenco delle zone più importanti:

  • Titoli
  • Descrizioni
  • Titoli e contenuti
  • Immagini Titoli & Alt Text
  • URL

Se non hai ancora ottimizzato questi punti strategici, hai un po’ di lavoro da fare. E’ un po’ scomodo, ma vedrai si tratta di un compito up-front che si ripagherà alla grande nel lungo periodo. Per ottenere il maggior successo, inizia con le pagine che ottengono la maggior parte del traffico.
Titoli  I titoli sono l’elemento HTML usato per descrivere il tema di un sito web. Li troverai nel titolo di una pagina di risultati dei motori di ricerca e nella barra in alto di un browser.
I titoli hanno un impatto diretto su entrambe le percentuali di clic (di ricerca e di posizionamento). Per rendere il vostro titolo ricerca -friendly e click -friendly, è necessario mantenerlo al di sotto dei 65 caratteri (in modo da non essere tagliati nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca). Una nota tecnica: in realtà Google non misura tanto il numero di caratteri, quanto la larghezza del titolo in pixel.

Includi una delle parole chiave o frasi di destinazione metti queste parole chiave nella parte anteriore del titolo per ridurre il rischio di essere sempre tagliate sul SERP.

 

Descrizioni

Le descrizioni vengono visualizzate nei risultati di ricerca sotto titolo e URL, come nell’esempio:

 

Le descrizioni possono contribuire ad aumentare il CTR, ma dal punto di vista pratico non hanno un impatto diretto sulla classifica. Sono lì per gli esseri umani, non per i “crawler” dei motori di ricerca, e il loro scopo è invogliare l’utente a cliccare. Per utilizzarle al meglio, conviene inserire al loro interno non solo delle parole chiave strategiche per la pagina, ma anche dei loro sinonimi.  Titoli e contenuti E’ molto importante utilizzare le parole chiave nei tuoi titoli e contenuti: i visitatori sono infatti molto più propensi a rimanere su una pagina se ad un primo sguardo riescono a vedere subito i termini che avevano effettivamente ricercato. Inoltre, l’utilizzo di parole chiave nel sito web è usato da Google come un fattore di ranking, così puoi contribuire in modo sostanziale a migliorare il posizionamento SERP. Ogni volta che crei il contenuto, concentrati sulla sua leggibilità senza comprometterla con una densità eccessiva di parole chiave “strategiche”, anche perché nel secondo caso l’algoritmo di Google potrebbe far addirittura retrocedere le tue pagine web nei risultati di ricerca (e questo perché il motore di ricerca punta a fornire contenuti di qualità per gli utenti).

Immagine Alt Text & Titoli

 

Si possono includere anche le parole chiave in modo naturale nei vostri “testo alt e titoli”, che sono attributi che possono essere aggiunti a un tag di immagine in formato HTML. Ecco a cosa potrebbe assomigliare un TAG di un’immagine completa:

 

<img class=”alignCenter shadow” src=”image.jpg” alt=”image-description” title=”image tooltip”/>

L’ALT TEXT di un’immagine aiuta la sua individuazione in fase di ricerca. Non solo infatti rimane visibile all’interno del “contenitore” dell’immagine quando questa non viene caricata o trovata, ma ne migliora anche l’accessibilità per le persone che si affidano ad uno screen reader per leggere i contenuti web.

 

Un TAG TITLE dell’immagine appare quando un utente passa il mouse sopra l’elemento – come una sorta di pop-up, e non viene mostrato all’utente quando un’immagine non può essere visualizzata.

 

L’aggiunta di parole chiave per questi attributi di immagine può sembrare minore, ed effettivamente non incide sui risultati di ricerca quanto altri fattori, ma fidati: vale assolutamente la pena spendere quel minuto in più necessario per cambiarne il nome da “IMG23940” a qualcosa di più descrittivo.

 

Ad esempio, se si dovesse scrivere il testo alternativo per l’immagine qui sotto:

 

  • Assolutamente no: alt = “”
  • Evitare: alt=”cucciolo-cane-bambino-cane-cucciolo-cuccioli-cani-retriever-labrador-wolfhound-setter-pointer-container-erba-verde-nature”
  • Già meglio: alt = “cuccioli”
  • Meglio ancora: alt = “golden-retriever-cuccioli “

imatra1

 

 

 

 

L’URL

 

E’ una buona idea includere parole chiave nel tuo URL se sono in grado di descrivere con precisione il contenuto della pagina. Ciò è particolarmente importante per le aziende che puntano sul blogging per potenziare il proprio content marketing.

 

Ma attenzione: I motori di ricerca penalizzano i domini saturati di parole chiave. Quindi, se per caso stavi pensando di pensando di aprire una pagina arizonerealestaterealtorsinarizona.com … ripensaci! Sarebbe meglio usare “businessname.com/topic-topic”.

 

Come sempre, quando si crea un’URL fallo sempre con un’ottica user-friendly. Gli URL devono avere un senso per le persone, e si dovrebbero separare le parole con trattini e rimuovere tutti gli articoli extra (il-a-un-ecc.).

 

 

 

3) EVITA LE SANZIONI DI RICERCA

 

Ci sono un paio di cose che si dovrebbero anche evitare quando ottimizzi il tuo sito con le parole chiave:

 

  1. Non nascondere le parole chiave.
    Evita mezzucci per riempire la pagina di parole chiave nascoste, come l’utilizzo dello stesso colore di sfondo per il testo, il suo posizionamento tattico dietro le immagini o il suo “camuffamento laterale” tramite CSS: i motori di ricerca lo vedono, e provvedono (negativamente)…

 

  1. Evita il keyword stuffing
    Ovvero la ripetizione massiccia delle parole chiave nel testo, nei titoli, nelle descrizioni… si tratta del vecchio trucco SEO da manuale, ma al giorno d’oggi i motori di ricerca lo beccano al volo, e rispondono sanzionando il sito.

 

  1. Non forzare le parole chiave
    Se fatichi a trovare un posto per una parola chiave all’interno di un testo, probabilmente significa che il contenuto non è ben allineato con quello che hai da raccontare. Ricorda che il SEO non è sinonimo di inserimento spasmodico di parole chiave, ma implica raccogliere argomenti e contenuti rilevanti per i lettori.

 

  1. Promuovi una buona user experience
    La cosa più importante da considerare è l’esperienza del visitatore: l’obiettivo dei motori di ricerca è riuscire a fornire la migliore esperienza possibile ai propri utenti. La regola d’oro è quindi: prima gli utenti, poi i motori di ricerca.

 

Sappiamo che come imprenditore o esperto marketing avrai sicuramente un sacco di pensieri e problematiche impellenti da risolvere, ma è importante che il SEO del tuo sito rappresenta la voce della tua attività su internet… e se smetterai di parlare ai tuoi potenziali clienti, probabilmente ci sarà qualcun altro che comincerà a farlo al posto tuo!

 

E quindi… felice ottimizzazione SEO!
Per maggiori informazioni sull’argomento,visita giannivacca.it

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SUCCESSO: NON SOLO ZEITGEIST*
29 giugno 2016|Marketing BasicMarketing TrendNon solo Marketing

SUCCESSO: NON SOLO ZEITGEIST*

SUCCESSO: NON SOLO ZEITGEIST*

Oggi leggevo un articolo interessante di Sunstain, parlava del successo partendo da… Guerre Stellari! Questa serie di film è diventata una delle saghe più importanti del nostro tempo. Giusto per capirci quanto non sia solo materia da cinefili, ha guadagnato più di 30 miliardi di dollari. Nessuno aveva previsto un successo così grande. Anzi, la maggior parte delle persone pensava che il primo film delle Guerre Stellari sarebbe stato un fallimento.

Twentieth Century Fox aveva avuto poca fiducia nel progetto. George Lucas, il suo scrittore e regista, aveva detto “nessuno pensava che sarebbe stato un grande successo”. Quando il film “Una nuova speranza è stato lanciato, la maggior parte degli addetti ai lavori aveva previsto un disastro.

l’obiettivo dell’articolo che ho letto è interessante: rifiutare le spiegazioni comuni su Guerre Stellari,  quindi esplorare le vere ragioni del successo e  e di aziende, prodotti e idee in generale.

La spiegazione è che ciò che conta è il rapporto tra cultura e prodotto al momento in cui viene lanciato. Alcuni prodotti, artisti e film sono favolosi, ma la cultura non è pronta per loro o il loro tempo è passato. Quello che serve – in definitiva – è la risonanza culturale.

Il problema è che di solito non ci sono prove immediate per questo tipo di spiegazione, ci sfuggono per un tipo di ragionamento che i nostri cervelli – non affidabili – fanno continuamente.

E’ facile capire il perché la“risonanza culturale” ha funzionato con Guerre Stellari, l’ iPhone e molte altre cose.

In questa prospettiva, il film di Lucas ha centrato il bersaglio. La prima versione di Guerre Stellari non è stata chiamata “Una Nuova Speranza” (era semplicemente “Guerre Stellari”), tuttavia tutti lo hanno inteso esattamente in questo modo e questo perché si trattava esattamente di quello. Dopo i tumulti del 1960 – gli assassinii dei due Kennedy, Martin Luther King e Malcolm X – una nuova speranza era quello che la gente voleva, Lucas gliel’ha fornita in una nave spaziale.

Per alcuni, ha contribuito il fatto che l’Impero –  il principale antagonista di “Una nuova speranza”, era possibile assimilarlo agli Stati Uniti, o almeno all’amministrazione Nixon (come lo stesso Lucas aveva suggerito).

Per altri, ha aiutato anche il fatto che il film sia uscito nel periodo finale della guerra fredda, cioè l’Impero potrebbe facilmente essere letto come l’Unione Sovietica (è stata una coincidenza che nel 1983 Ronald Reagan abbia chiamato l’Unione Sovietica “l’impero del male”)?

Nello stesso modo, non è un caso che Harry Potter e “The Hunger Games” abbiano avuto successo nella prima e seconda decade del ventunesimo secolo.

Dopo l’11 settembre le persone erano alla ricerca di intrattenimento attorno al diffuso senso di ansia in merito al diavolo (Voldemort come Osama Bin Laden?) o che suscitasse i sogni di eroici combattenti per la libertà. Quindi Una nuova speranza, i film di Harry Potter e The Hunger Games hanno una cosa in comune: si adattano al Zeitgeist*.

Harry Potter spiega che con un po’ di magia, i buoni possono trionfare. The Hunger Games combina fantascienza e avventura (cose convenzionali da ragazzi), con un forte senso di romanticismo (cose convenzionali da ragazze) e le indirizza sulle nostre ansie legate a tecnologia e di controllo.

Dunque si tratta di storie di successo – con tanti prodotti associati – che potevano andare alla grande o fallire, quello che ha veramente fatto la differenza è come hanno risuonato.

Qui c’è qualcosa di sbagliato in queste spiegazioni: è troppo semplice creare storie su fatti che sono già accaduti. in realtà quanto scritto è decisamente speculativo.

Per esempio, dire che che il mondo era pronto per “Guerre Stellari” dopo 1960, che Harry Potter è stato il perfetto come “post 11 Settembre”, che L’amore bugiardo (Gone Girl) è stato destinato a diventare un best seller dopo la crisi finanziaria o che Mad Max doveva essere un remake di successo… troppo facile.

È vero, questi ultimi due non hanno alcun senso, tuttavia questo è esattamente il punto che volevo condividere. Possiamo trovare sempre qualche motivo per cui tutto quello che è successo doveva succedere; ma come fai a sapere se sei nel giusto?

Per aiutarti a vedere il problema, prova a riempire lo spazio vuoto alla fine di questa frase:

Alla luce della situazione unica negli Stati Uniti nel maggio del 1977, “Una nuova speranza” era destinato ad avere successo perché… [inserisci qui il tuo motivo].

Si potrebbe puntare all’economia (il mercato azionario, il tasso di inflazione, il tasso di disoccupazione). Si potrebbe puntare alla situazione internazionale (la guerra fredda, l’Unione Sovietica, Cina, Cuba). Si potrebbe puntare al Watergate e le sue conseguenze. Si potrebbe puntare al movimento per i diritti civili. Si potrebbe puntare a qualcosa sulla tecnologia e come – allo stesso tempo – susciti entusiasmo o i timori.

Una Nuova Speranza era destinato al successo perché parlava di tutti questi temi insieme, in un’unica storia.

Infatti, nessuna di queste spiegazioni si può dimostrare come sbagliata. E nessuna si può dimostrare come corretta. Per capire perché, prova lo stesso test cambiando la data a dicembre 2015 e cambia il film per “Il Risveglio della Forza(l’ultimo film di Guerre Stellari fatto da Disney).

Sarebbe facile per riempire il vuoto nella frase con le conseguenze della grande recessione, l’aumento di ISIS, nuove preoccupazioni circa la tecnologia, o polarizzazione politica. La gente ha bisogno di una scorciatoia. E “Il Risveglio della Forza ne ha fornita una.

Ma è questa la giusta spiegazione o solo una favola?

Per capire il problema, supponiamo che “Una Nuova Speranza” fosse stato rilasciato nel 1957, 1967, 1987, 1997, 2007, 2017, o 2027. Sarebbe stato un successo o un vero disastro? Sarebbe stato un successo!

le persone intelligenti avrebbero completato lo stesso il test anche con questi spazi vuoti: Alla luce della situazione unica negli Stati membri nel maggio [inserisci qui l’anno], “Una Nuova Speranza” era destinata ad avere successo perché [inserisci qui il tuo motivo].

Qualunque sia il zeeitgeist, anche per una sola ragione, Una Nuova Speranza potrebbe avere facilmente un successo favoloso in un anno.

Ogni volta che diciamo che un prodotto ha successo perché uscito “nel momento giusto“, potremmo avere ragione, ma potremmo non aver spiegato nulla.

Il rischio del “perfect timing” è accentuata per i libri, la musica e i film, per i quali non abbiamo studi prima del lancio. E quindi – dopo – attribuire il successo è stato a causa di una recessione economica, o un ripresa economica, o una protesta per i diritti civili, o un attacco terroristico. E’ facile, ma è anche corretto? Probabilmente no.

Certo, il timing spesso conta, ed a volte è davvero cruciale. Ma la migliore spiegazione per il successo economico di solito ha a che fare con l’interazione tra due fattori:

  1. Influenze sociali (chi ama cosa, e quanto lo fa sentire agli altri).
  2. Merito intrinseco (se il prodotto in realtà è buono).

A piena difesa di questa conclusione – e una spiegazione del suo rapporto con la questione di timing – richiederebbe molto più spazio, quindi finirò con un motivo.

Ogni volta che senti di qualcosa che ha successo perché è in risonanza con la cultura e l’umore dei tempi, attenzione: probabilmente si tratta di una favola.

Hai un dubbio in più adesso? Se sei appassionato di marketing, infatti, avrai trovato degli spunti su come si costruisce un brand e il suo “immaginario” o – per rimanere nell’articolo – scorciatoia per arrivare alle persone. E in definitiva avere una successo sul mercato.

Vuoi approfondirlo per il brand della tua azienda? Contatta direttamente qui Gianni Vacca

*ZEITGEIST il complesso credenze, idee, e lo spirito di un tempo e di luogo

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Come generare idee per le tue e-mail
30 maggio 2016|Marketing BasicWeb Marketing

Come generare idee per le tue e-mail

Come generare idee per le tue e-mail

Chiunque si sia trovato a dover ideare nuovi contenuti come parte del proprio lavoro, sia che si tratti di mail per i clienti, copywriting per sito aziendale o di report per i propri affiliati, ad un certo punto si sarà inevitabilmente trovato a fissare dubbiosamente lo schermo chiedendosi “…e ora, di cosa dovrei scrivere?”.

Nelle giornate migliori, questa domanda creerà una sorta reazione a catena che darà luce a tutta una serie di idee brillanti in grado di aiutarti a creare contenuti memorabili… o quantomeno efficaci!

Nei momenti peggiori invece, a questo interrogativo seguirà il temuto blocco dello scrittore e rischierai di rimanere seduto di fronte al computer per ore senza riuscire a concludere nulla di soddisfacente.

Considerando poi come l’efficacia dell’e-mail marketing sia direttamente proporzionale al numero dei messaggi inviati (senza però esagerare!!), si capisce come sia fondamentale individuare una strategia per tenere a bada il blocco dello scrittore e riuscire a mantenere un flusso costante idee.

E qui entra in gioco questo tutorial, che trae ispirazione da una guida pubblicata da D.Masters su business.tutplus.com

Una piccola precisazione prima di iniziare: il processo creativo volto a generare nuove idee è per sua natura caotico non si presta a seguire criteri rigidi e predefiniti, quindi non serve seguire questi consigli alla lettera… non ti fare problemi a personalizzare il tutto in base al tuo metodo personale.

 

FASE 1: DECIDI IL TIPO DI E-MAIL

 

Colorful address directory

Per prima cosa, occorre stabilire la tipologia di email che si vorrà inviare:

– Promozioni e Offerte
– Newsletter e Digest
– Comunicazioni importanti
– Mail Relazionale

E’ strano a dirsi, ma la creatività funziona meglio se vincolata.
Come spiegato dallo specialista di neuroscienza Jonah Leher nel suo libro “Imagine: How Creativity Works”:

I vincoli scatenano l’immaginazione. Uno dei metodi per uscire dagli schemi è porsi volontariamente dei limiti.

In questo contesto, i limiti sono rappresentati dalla categoria di mail da scrivere, la cui scelta “obbligata” aumenterà la tua potenzialità creativa. Scegliere una specifica categoria ti obbliga ad adottare un modello organizzativo, che agirà da fondamenta per la tua struttura creativa.

Un altro modo di stabilire dei vincoli è limitare le e-mail ad un unico argomento, il che funziona molto bene per tutte le email con le ovvie eccezioni delle newsletter o dei digest. Adottare questo metodo ti permetterà di aumentare il focus, aumentando la probabilità di ottenere una risposta migliore dai tuoi lettori.

 

 

FASE 2: RENDI UTILI I TUOI CONTENUTI

Father's Day Gift for the DIY Dad

Una volta che hai deciso in che direzione andare, il passo successivo è chiederti: come posso essere d’aiuto?

Ecco le tre caratteristiche di un’e-mail utile:

  • Aiuta a risolvere un problema specifico, o a raggiungere un obiettivo specifico
  • Sono scritte con un linguaggio semplice e chiaro
  • Crea interesse e curiosità

Non sei sicuro di cosa i tuoi lettori potrebbero trovare utile?
Chiediglielo: in questo caso, il modo migliore è inviare loro un sondaggio online.

E se ancora devi preparare un database dei destinatari per i tuoi messaggi, approfittane per fare una piccola indagine di mercato e approfondirne gli interessi.

 

FASE 3: CERCA ISPIRAZIONE

ispirazione

Sapevi che la maggior parte delle storie nelle opere di Shakespeare erano già state raccontate? Lui le ha “prese in prestito” e fatte sue.

Anche tu puoi fare lo stesso con le e-mail. Iscriviti a tutte le newsletter che ritieni possano essere utili: aggiornamenti di blogger, autori, negozi online, locali della tua zona… più sono, meglio è.

Per evitare di intasare la tua casella di posta, puoi settare qualche filtro Gmail, creare un account dedicato o attivarne uno usa e getta come Mailinator.

Una volta che cominci a ricevere montagne di e-mail (utili), cercane qualcuna in grado di provocare una reazione. Potresti trovare qualcosa che ti incuriosisca, o che ti faccia indignare. Magari che ti faccia sorridere. Qualunque tipo di reazione va bene.

Tutte le volte che noti qualcosa di valido, salvane i contenuti all’interno di uno swipe file. Ne puoi creare uno in MS Word, all’interno di un notebook di Evernote o semplicemente usare una cartella contenente dei semplici file di testo.

Lo scopo è realizzare una collezione di e-mail e di materiali utili da scorrere ogniqualvolta tu abbia bisogno di ispirazione.
Per citare un vero esperto in materia, lo scrittore Austin Kleon:

Comincia trascrivendo tutto ciò che ti colpisce. Copia, copia, copia, copia. E al termine di tutto questo, troverai qualcosa di tuo.

Nota bene: non copiare direttamente le e-mail dal tuo swipe file.

Invece, usale invece come ispirazione per:

 

Struttura
Il potere alla base di ogni lavoro di scrittura sta spesso nella struttura. Quando un’e-mail attira il tuo interesse, puoi imitarne la struttura e modificarne il contenuto.

Tono
Può essere serio, professionale, impertinente, impulsivo, e così via. Individua la voce più adatta per i tuoi messaggi sperimentando con quelle di altre persone.

Argomento
Ti servono degli spunti per le tue idee? Nei troverai a tonnellate nel tuo swipe file.

 

Sempre parlando di argomento, quando stai decidendo le newsletter a cui iscriverti, fai in modo di individuarne quante più possibili che siano coerenti con il tuo business.

Così facendo, ti assicurerai una costante fonte di idee da condividere. E cosa più importante, potrai notare i punti deboli degli altri nel tuo campo. Quando vedrai qualcosa che stanno tralasciando, potrai coprire la distanza integrando il tutto con le tue e-mail.

E’ importante notare anche che molto spesso le e-mail più coinvolgenti raccontano una storia. Questo è particolarmente vero se stai scrivendo qualcosa volto a costruire una relazione con il tuo target.

Con la stessa logica dello swipe file, conviene realizzare anche una raccolta di storie tratte dalla tua vita quotidiana. Anche semplici note, come un meme che hai notato nel tuo feed Twitter, può essere sufficiente a far scattare la scintilla che porta alla creazione di un’intera e-mail.

 

FASE 4: OSSERVA CIO’ CHE FUNZIONA, E MIGLIORALO

Uno dei punti di forza più importanti dell’e-mail marketing è la monitorazione:  puoi tenere traccia di chi apre le tue e-mail, quanti sono, quali link hanno cliccato e così via.

Tracciando le aperture e i click puoi scoprire quali sono le tipologie di e-mail più efficaci, e usare questa conoscenza per generarne di simili.

Se un particolare argomento sta generando molte aperture, puoi focalizzare il tuo impegno creativo su quella particolare caratteristica. E se hai un blog, puoi utilizzarne le statistiche per capire quali sono gli argomenti di maggiore interesse, e rielaborarli sotto forma di e-mail.

 

FASE 5: STRATEGIE PER GENERARE IDEE

idea strategy

I guru del business, alla pari degli scrittori, hanno sviluppato tutta una serie di strategie eccellenti per produrre un flusso costante di idee. Eccone quindi qualcuna che potresti trovare molto utile per scrivere le tue e-mail:

 

a) La tecnica della libreria

Blocco dello scrittore? Ecco un modo molto veloce per superarlo. Fai un salto alla tua libreria, e dai un’occhiata ai tuoi libri. Di cosa parlano?

Se si tratta di qualcosa di tuo interesse, è molto probabile che tu abbia già molto da raccontare sull’argomento… e nel caso avessi bisogno di un po’ di ispirazione aggiuntiva, puoi sempre provare ad aprirne uno.

Questa tecnica è stata ideata dal formatore Chris Payne, che spiega:

Spesso, dimentichiamo cosa sappiamo e cosa ci interessa. Ma non appena guardiamo la nostra libreria, ce ne ricordiamo. Scorrendone i titoli, si cominceranno a notare dei punti in comune: quali sono gli argomenti ricorrenti? Usali come base per creare nuovi contenuti. I libri ti ricordano di eventi particolari che hai vissuto personalmente e di cui puoi scrivere. Esistono già molte storie a cui puoi fare riferimento, e citazioni da riportare.

E una volta che avrai generato un’idea in questo modo, essa stessa potrà dare vita a nuovi spunti.

Puoi utilizzare questa tecnica anche con il tuo stesso lettore RSS: guarda quali sono i siti da cui ricevi aggiornamenti, e ti ricorderai dei tuoi interessi. E potrai citare e rielaborare gli argomenti trattati nei blog a cui ti sei iscritto.

 

b) Usa generatori automatici

La tecnica della libreria non è stata sufficiente ad avviare il tuo motore creativo? Prova allora a cambiare completamente argomento con un’idea del tutto casuale: online puoi trovare una grande quantità di tool creati per questo scopo, come ad esempio questo.

Giustamente, potresti chiederti “come possono degli argomenti scelti a caso aiutare i miei subscriber?”. La risposta, è che probabilmente non possono.

Al contrario però, ciò scriverai tu non sarà causale: lo collegherai alla tua esperienza, conoscenza e saggezza… e anzi, usando un’idea random come punto di partenza avrai modo di adottare un nuovo punto di vista e di trasferirlo ai tuoi lettori.

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c) Stabilisci una quota

Questa tecnica consiste nel auto-costringerti a creare 100 nuove idee per delle e-mail. Non fermarti fino a quando non sarai arrivato a 100, e scriviti tutte quelle che ti vengono in mente, non importa quanto possano essere terribili.

Perché dovrebbe funzionare? Perché facendoti strada attraverso l’ovvio potrai individuare ciò che è straordinario. Obbligherai te stesso a forzare ed estendere la tua immaginazione.

Come spiegato dall’esperto di creatività Michael Michalko:

Un buon terzo di idee che genererai con questo metodo saranno abbastanza banali e molto simili a ciò con cui te ne usciresti normalmente. Si tratta infatti di risposte familiari e sicure che si trovano più vicine alla tua consapevolezza, e che per questo motivo vengono a galla per prime. Un altro terzo sarà più interessante, mentre l’ultimo terzo sarà quello con un maggior grado di intuizione, curiosità e complessità proprio perché in quel caso starai sforzando al massimo la tua immaginazione.

Avere e rispettare una quota di permette di generare molte più alternative fantasiose di quante non potresti fare normalmente.

 

d) Scrittura libera

Quando stai cercando di farti venire delle idee, scoprirai che starai applicando una sorta di autocensura istintiva. Dici a te stesso: “Non posso usare quest’idea, non è abbastanza buona”.

Il formatore Mark Levy spiega come questo accada a causa del nostro “editore interno”, ovvero:

L’editore interno è una metafora che uso per descrivere quella vocina interiore che migliora e raffina ciò che noi diciamo e scriviamo in modo che gli altri ci vedano intelligenti e coerenti. L’editore interno è importante. Aiuta a far funzionare la società, ma ti ostacola quando stai cercando di creare qualcosa di nuovo.

Perché accade questo? Il motivo è che si tratta di una funzione fin troppo potente.
L’editore interno tende a bloccare tutte le idee, non solo quelle pessime.

A meno che non imparerai a controllarlo, troncherà il tuo pensiero per aiutarti ad essere “più coerente”. Per farcela, usa questa tecnica: analizza un problema e scrivi per sette minuti al massimo della tua velocità. Nessun altro potrà vedere ciò che stai scrivendo. Butta giù quello che vuoi: discorda con te stesso, ignora la punteggiatura, scrivi della situazione in cui ti trovavi quando per la prima volta hai incontrato quel problema, gli ostacoli con cui hai avuto a che fare… qualunque cosa! Scrivendo rapidamente limiterai la tue inibizioni, migliorando così il processo creativo.

 

d) Raccogli citazioni

Una buona citazione è un ottimo modo per iniziare un’e-mail, e il web ne rappresenta una fonte inesauribile. Ad esempio, Goodreads le classifica in base alla loro popolarità, in modo da riuscire a trovare le migliori più rapidamente, mentre The Quote Garden le organizza per categoria.

Attenzione però, assicurati che le citazioni che usi siano autentiche!
Come usava spesso affermare Abramo Lincoln, infatti:

Il vero problema con le citazioni online è che non sempre sono autentiche

lincoln selfie

 

E’ tutto, ora non ti resta altro da fare che provare ad applicare le tecniche contenute in questo tutorial e… andare a scrivere un po’ di e-mail.

E se desideri maggiori informazioni su come usare l’e-mail marketing per potenziare il tuo business, contatta Gianni Vacca!

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