CARICAMENTO

Seguimi

SUCCESSO: NON SOLO ZEITGEIST*
29 giugno 2016|Marketing BasicMarketing TrendNon solo Marketing

SUCCESSO: NON SOLO ZEITGEIST*

SUCCESSO: NON SOLO ZEITGEIST*

Oggi leggevo un articolo interessante di Sunstain, parlava del successo partendo da… Guerre Stellari! Questa serie di film è diventata una delle saghe più importanti del nostro tempo. Giusto per capirci quanto non sia solo materia da cinefili, ha guadagnato più di 30 miliardi di dollari. Nessuno aveva previsto un successo così grande. Anzi, la maggior parte delle persone pensava che il primo film delle Guerre Stellari sarebbe stato un fallimento.

Twentieth Century Fox aveva avuto poca fiducia nel progetto. George Lucas, il suo scrittore e regista, aveva detto “nessuno pensava che sarebbe stato un grande successo”. Quando il film “Una nuova speranza è stato lanciato, la maggior parte degli addetti ai lavori aveva previsto un disastro.

l’obiettivo dell’articolo che ho letto è interessante: rifiutare le spiegazioni comuni su Guerre Stellari,  quindi esplorare le vere ragioni del successo e  e di aziende, prodotti e idee in generale.

La spiegazione è che ciò che conta è il rapporto tra cultura e prodotto al momento in cui viene lanciato. Alcuni prodotti, artisti e film sono favolosi, ma la cultura non è pronta per loro o il loro tempo è passato. Quello che serve – in definitiva – è la risonanza culturale.

Il problema è che di solito non ci sono prove immediate per questo tipo di spiegazione, ci sfuggono per un tipo di ragionamento che i nostri cervelli – non affidabili – fanno continuamente.

E’ facile capire il perché la“risonanza culturale” ha funzionato con Guerre Stellari, l’ iPhone e molte altre cose.

In questa prospettiva, il film di Lucas ha centrato il bersaglio. La prima versione di Guerre Stellari non è stata chiamata “Una Nuova Speranza” (era semplicemente “Guerre Stellari”), tuttavia tutti lo hanno inteso esattamente in questo modo e questo perché si trattava esattamente di quello. Dopo i tumulti del 1960 – gli assassinii dei due Kennedy, Martin Luther King e Malcolm X – una nuova speranza era quello che la gente voleva, Lucas gliel’ha fornita in una nave spaziale.

Per alcuni, ha contribuito il fatto che l’Impero –  il principale antagonista di “Una nuova speranza”, era possibile assimilarlo agli Stati Uniti, o almeno all’amministrazione Nixon (come lo stesso Lucas aveva suggerito).

Per altri, ha aiutato anche il fatto che il film sia uscito nel periodo finale della guerra fredda, cioè l’Impero potrebbe facilmente essere letto come l’Unione Sovietica (è stata una coincidenza che nel 1983 Ronald Reagan abbia chiamato l’Unione Sovietica “l’impero del male”)?

Nello stesso modo, non è un caso che Harry Potter e “The Hunger Games” abbiano avuto successo nella prima e seconda decade del ventunesimo secolo.

Dopo l’11 settembre le persone erano alla ricerca di intrattenimento attorno al diffuso senso di ansia in merito al diavolo (Voldemort come Osama Bin Laden?) o che suscitasse i sogni di eroici combattenti per la libertà. Quindi Una nuova speranza, i film di Harry Potter e The Hunger Games hanno una cosa in comune: si adattano al Zeitgeist*.

Harry Potter spiega che con un po’ di magia, i buoni possono trionfare. The Hunger Games combina fantascienza e avventura (cose convenzionali da ragazzi), con un forte senso di romanticismo (cose convenzionali da ragazze) e le indirizza sulle nostre ansie legate a tecnologia e di controllo.

Dunque si tratta di storie di successo – con tanti prodotti associati – che potevano andare alla grande o fallire, quello che ha veramente fatto la differenza è come hanno risuonato.

Qui c’è qualcosa di sbagliato in queste spiegazioni: è troppo semplice creare storie su fatti che sono già accaduti. in realtà quanto scritto è decisamente speculativo.

Per esempio, dire che che il mondo era pronto per “Guerre Stellari” dopo 1960, che Harry Potter è stato il perfetto come “post 11 Settembre”, che L’amore bugiardo (Gone Girl) è stato destinato a diventare un best seller dopo la crisi finanziaria o che Mad Max doveva essere un remake di successo… troppo facile.

È vero, questi ultimi due non hanno alcun senso, tuttavia questo è esattamente il punto che volevo condividere. Possiamo trovare sempre qualche motivo per cui tutto quello che è successo doveva succedere; ma come fai a sapere se sei nel giusto?

Per aiutarti a vedere il problema, prova a riempire lo spazio vuoto alla fine di questa frase:

Alla luce della situazione unica negli Stati Uniti nel maggio del 1977, “Una nuova speranza” era destinato ad avere successo perché… [inserisci qui il tuo motivo].

Si potrebbe puntare all’economia (il mercato azionario, il tasso di inflazione, il tasso di disoccupazione). Si potrebbe puntare alla situazione internazionale (la guerra fredda, l’Unione Sovietica, Cina, Cuba). Si potrebbe puntare al Watergate e le sue conseguenze. Si potrebbe puntare al movimento per i diritti civili. Si potrebbe puntare a qualcosa sulla tecnologia e come – allo stesso tempo – susciti entusiasmo o i timori.

Una Nuova Speranza era destinato al successo perché parlava di tutti questi temi insieme, in un’unica storia.

Infatti, nessuna di queste spiegazioni si può dimostrare come sbagliata. E nessuna si può dimostrare come corretta. Per capire perché, prova lo stesso test cambiando la data a dicembre 2015 e cambia il film per “Il Risveglio della Forza(l’ultimo film di Guerre Stellari fatto da Disney).

Sarebbe facile per riempire il vuoto nella frase con le conseguenze della grande recessione, l’aumento di ISIS, nuove preoccupazioni circa la tecnologia, o polarizzazione politica. La gente ha bisogno di una scorciatoia. E “Il Risveglio della Forza ne ha fornita una.

Ma è questa la giusta spiegazione o solo una favola?

Per capire il problema, supponiamo che “Una Nuova Speranza” fosse stato rilasciato nel 1957, 1967, 1987, 1997, 2007, 2017, o 2027. Sarebbe stato un successo o un vero disastro? Sarebbe stato un successo!

le persone intelligenti avrebbero completato lo stesso il test anche con questi spazi vuoti: Alla luce della situazione unica negli Stati membri nel maggio [inserisci qui l’anno], “Una Nuova Speranza” era destinata ad avere successo perché [inserisci qui il tuo motivo].

Qualunque sia il zeeitgeist, anche per una sola ragione, Una Nuova Speranza potrebbe avere facilmente un successo favoloso in un anno.

Ogni volta che diciamo che un prodotto ha successo perché uscito “nel momento giusto“, potremmo avere ragione, ma potremmo non aver spiegato nulla.

Il rischio del “perfect timing” è accentuata per i libri, la musica e i film, per i quali non abbiamo studi prima del lancio. E quindi – dopo – attribuire il successo è stato a causa di una recessione economica, o un ripresa economica, o una protesta per i diritti civili, o un attacco terroristico. E’ facile, ma è anche corretto? Probabilmente no.

Certo, il timing spesso conta, ed a volte è davvero cruciale. Ma la migliore spiegazione per il successo economico di solito ha a che fare con l’interazione tra due fattori:

  1. Influenze sociali (chi ama cosa, e quanto lo fa sentire agli altri).
  2. Merito intrinseco (se il prodotto in realtà è buono).

A piena difesa di questa conclusione – e una spiegazione del suo rapporto con la questione di timing – richiederebbe molto più spazio, quindi finirò con un motivo.

Ogni volta che senti di qualcosa che ha successo perché è in risonanza con la cultura e l’umore dei tempi, attenzione: probabilmente si tratta di una favola.

Hai un dubbio in più adesso? Se sei appassionato di marketing, infatti, avrai trovato degli spunti su come si costruisce un brand e il suo “immaginario” o – per rimanere nell’articolo – scorciatoia per arrivare alle persone. E in definitiva avere una successo sul mercato.

Vuoi approfondirlo per il brand della tua azienda? Contatta direttamente qui Gianni Vacca

*ZEITGEIST il complesso credenze, idee, e lo spirito di un tempo e di luogo

Nessun commento
Come generare idee per le tue e-mail
30 maggio 2016|Marketing BasicWeb Marketing

Come generare idee per le tue e-mail

Come generare idee per le tue e-mail

Chiunque si sia trovato a dover ideare nuovi contenuti come parte del proprio lavoro, sia che si tratti di mail per i clienti, copywriting per sito aziendale o di report per i propri affiliati, ad un certo punto si sarà inevitabilmente trovato a fissare dubbiosamente lo schermo chiedendosi “…e ora, di cosa dovrei scrivere?”.

Nelle giornate migliori, questa domanda creerà una sorta reazione a catena che darà luce a tutta una serie di idee brillanti in grado di aiutarti a creare contenuti memorabili… o quantomeno efficaci!

Nei momenti peggiori invece, a questo interrogativo seguirà il temuto blocco dello scrittore e rischierai di rimanere seduto di fronte al computer per ore senza riuscire a concludere nulla di soddisfacente.

Considerando poi come l’efficacia dell’e-mail marketing sia direttamente proporzionale al numero dei messaggi inviati (senza però esagerare!!), si capisce come sia fondamentale individuare una strategia per tenere a bada il blocco dello scrittore e riuscire a mantenere un flusso costante idee.

E qui entra in gioco questo tutorial, che trae ispirazione da una guida pubblicata da D.Masters su business.tutplus.com

Una piccola precisazione prima di iniziare: il processo creativo volto a generare nuove idee è per sua natura caotico non si presta a seguire criteri rigidi e predefiniti, quindi non serve seguire questi consigli alla lettera… non ti fare problemi a personalizzare il tutto in base al tuo metodo personale.

 

FASE 1: DECIDI IL TIPO DI E-MAIL

 

Colorful address directory

Per prima cosa, occorre stabilire la tipologia di email che si vorrà inviare:

– Promozioni e Offerte
– Newsletter e Digest
– Comunicazioni importanti
– Mail Relazionale

E’ strano a dirsi, ma la creatività funziona meglio se vincolata.
Come spiegato dallo specialista di neuroscienza Jonah Leher nel suo libro “Imagine: How Creativity Works”:

I vincoli scatenano l’immaginazione. Uno dei metodi per uscire dagli schemi è porsi volontariamente dei limiti.

In questo contesto, i limiti sono rappresentati dalla categoria di mail da scrivere, la cui scelta “obbligata” aumenterà la tua potenzialità creativa. Scegliere una specifica categoria ti obbliga ad adottare un modello organizzativo, che agirà da fondamenta per la tua struttura creativa.

Un altro modo di stabilire dei vincoli è limitare le e-mail ad un unico argomento, il che funziona molto bene per tutte le email con le ovvie eccezioni delle newsletter o dei digest. Adottare questo metodo ti permetterà di aumentare il focus, aumentando la probabilità di ottenere una risposta migliore dai tuoi lettori.

 

 

FASE 2: RENDI UTILI I TUOI CONTENUTI

Father's Day Gift for the DIY Dad

Una volta che hai deciso in che direzione andare, il passo successivo è chiederti: come posso essere d’aiuto?

Ecco le tre caratteristiche di un’e-mail utile:

  • Aiuta a risolvere un problema specifico, o a raggiungere un obiettivo specifico
  • Sono scritte con un linguaggio semplice e chiaro
  • Crea interesse e curiosità

Non sei sicuro di cosa i tuoi lettori potrebbero trovare utile?
Chiediglielo: in questo caso, il modo migliore è inviare loro un sondaggio online.

E se ancora devi preparare un database dei destinatari per i tuoi messaggi, approfittane per fare una piccola indagine di mercato e approfondirne gli interessi.

 

FASE 3: CERCA ISPIRAZIONE

ispirazione

Sapevi che la maggior parte delle storie nelle opere di Shakespeare erano già state raccontate? Lui le ha “prese in prestito” e fatte sue.

Anche tu puoi fare lo stesso con le e-mail. Iscriviti a tutte le newsletter che ritieni possano essere utili: aggiornamenti di blogger, autori, negozi online, locali della tua zona… più sono, meglio è.

Per evitare di intasare la tua casella di posta, puoi settare qualche filtro Gmail, creare un account dedicato o attivarne uno usa e getta come Mailinator.

Una volta che cominci a ricevere montagne di e-mail (utili), cercane qualcuna in grado di provocare una reazione. Potresti trovare qualcosa che ti incuriosisca, o che ti faccia indignare. Magari che ti faccia sorridere. Qualunque tipo di reazione va bene.

Tutte le volte che noti qualcosa di valido, salvane i contenuti all’interno di uno swipe file. Ne puoi creare uno in MS Word, all’interno di un notebook di Evernote o semplicemente usare una cartella contenente dei semplici file di testo.

Lo scopo è realizzare una collezione di e-mail e di materiali utili da scorrere ogniqualvolta tu abbia bisogno di ispirazione.
Per citare un vero esperto in materia, lo scrittore Austin Kleon:

Comincia trascrivendo tutto ciò che ti colpisce. Copia, copia, copia, copia. E al termine di tutto questo, troverai qualcosa di tuo.

Nota bene: non copiare direttamente le e-mail dal tuo swipe file.

Invece, usale invece come ispirazione per:

 

Struttura
Il potere alla base di ogni lavoro di scrittura sta spesso nella struttura. Quando un’e-mail attira il tuo interesse, puoi imitarne la struttura e modificarne il contenuto.

Tono
Può essere serio, professionale, impertinente, impulsivo, e così via. Individua la voce più adatta per i tuoi messaggi sperimentando con quelle di altre persone.

Argomento
Ti servono degli spunti per le tue idee? Nei troverai a tonnellate nel tuo swipe file.

 

Sempre parlando di argomento, quando stai decidendo le newsletter a cui iscriverti, fai in modo di individuarne quante più possibili che siano coerenti con il tuo business.

Così facendo, ti assicurerai una costante fonte di idee da condividere. E cosa più importante, potrai notare i punti deboli degli altri nel tuo campo. Quando vedrai qualcosa che stanno tralasciando, potrai coprire la distanza integrando il tutto con le tue e-mail.

E’ importante notare anche che molto spesso le e-mail più coinvolgenti raccontano una storia. Questo è particolarmente vero se stai scrivendo qualcosa volto a costruire una relazione con il tuo target.

Con la stessa logica dello swipe file, conviene realizzare anche una raccolta di storie tratte dalla tua vita quotidiana. Anche semplici note, come un meme che hai notato nel tuo feed Twitter, può essere sufficiente a far scattare la scintilla che porta alla creazione di un’intera e-mail.

 

FASE 4: OSSERVA CIO’ CHE FUNZIONA, E MIGLIORALO

Uno dei punti di forza più importanti dell’e-mail marketing è la monitorazione:  puoi tenere traccia di chi apre le tue e-mail, quanti sono, quali link hanno cliccato e così via.

Tracciando le aperture e i click puoi scoprire quali sono le tipologie di e-mail più efficaci, e usare questa conoscenza per generarne di simili.

Se un particolare argomento sta generando molte aperture, puoi focalizzare il tuo impegno creativo su quella particolare caratteristica. E se hai un blog, puoi utilizzarne le statistiche per capire quali sono gli argomenti di maggiore interesse, e rielaborarli sotto forma di e-mail.

 

FASE 5: STRATEGIE PER GENERARE IDEE

idea strategy

I guru del business, alla pari degli scrittori, hanno sviluppato tutta una serie di strategie eccellenti per produrre un flusso costante di idee. Eccone quindi qualcuna che potresti trovare molto utile per scrivere le tue e-mail:

 

a) La tecnica della libreria

Blocco dello scrittore? Ecco un modo molto veloce per superarlo. Fai un salto alla tua libreria, e dai un’occhiata ai tuoi libri. Di cosa parlano?

Se si tratta di qualcosa di tuo interesse, è molto probabile che tu abbia già molto da raccontare sull’argomento… e nel caso avessi bisogno di un po’ di ispirazione aggiuntiva, puoi sempre provare ad aprirne uno.

Questa tecnica è stata ideata dal formatore Chris Payne, che spiega:

Spesso, dimentichiamo cosa sappiamo e cosa ci interessa. Ma non appena guardiamo la nostra libreria, ce ne ricordiamo. Scorrendone i titoli, si cominceranno a notare dei punti in comune: quali sono gli argomenti ricorrenti? Usali come base per creare nuovi contenuti. I libri ti ricordano di eventi particolari che hai vissuto personalmente e di cui puoi scrivere. Esistono già molte storie a cui puoi fare riferimento, e citazioni da riportare.

E una volta che avrai generato un’idea in questo modo, essa stessa potrà dare vita a nuovi spunti.

Puoi utilizzare questa tecnica anche con il tuo stesso lettore RSS: guarda quali sono i siti da cui ricevi aggiornamenti, e ti ricorderai dei tuoi interessi. E potrai citare e rielaborare gli argomenti trattati nei blog a cui ti sei iscritto.

 

b) Usa generatori automatici

La tecnica della libreria non è stata sufficiente ad avviare il tuo motore creativo? Prova allora a cambiare completamente argomento con un’idea del tutto casuale: online puoi trovare una grande quantità di tool creati per questo scopo, come ad esempio questo.

Giustamente, potresti chiederti “come possono degli argomenti scelti a caso aiutare i miei subscriber?”. La risposta, è che probabilmente non possono.

Al contrario però, ciò scriverai tu non sarà causale: lo collegherai alla tua esperienza, conoscenza e saggezza… e anzi, usando un’idea random come punto di partenza avrai modo di adottare un nuovo punto di vista e di trasferirlo ai tuoi lettori.

Bingo Machine Side On

c) Stabilisci una quota

Questa tecnica consiste nel auto-costringerti a creare 100 nuove idee per delle e-mail. Non fermarti fino a quando non sarai arrivato a 100, e scriviti tutte quelle che ti vengono in mente, non importa quanto possano essere terribili.

Perché dovrebbe funzionare? Perché facendoti strada attraverso l’ovvio potrai individuare ciò che è straordinario. Obbligherai te stesso a forzare ed estendere la tua immaginazione.

Come spiegato dall’esperto di creatività Michael Michalko:

Un buon terzo di idee che genererai con questo metodo saranno abbastanza banali e molto simili a ciò con cui te ne usciresti normalmente. Si tratta infatti di risposte familiari e sicure che si trovano più vicine alla tua consapevolezza, e che per questo motivo vengono a galla per prime. Un altro terzo sarà più interessante, mentre l’ultimo terzo sarà quello con un maggior grado di intuizione, curiosità e complessità proprio perché in quel caso starai sforzando al massimo la tua immaginazione.

Avere e rispettare una quota di permette di generare molte più alternative fantasiose di quante non potresti fare normalmente.

 

d) Scrittura libera

Quando stai cercando di farti venire delle idee, scoprirai che starai applicando una sorta di autocensura istintiva. Dici a te stesso: “Non posso usare quest’idea, non è abbastanza buona”.

Il formatore Mark Levy spiega come questo accada a causa del nostro “editore interno”, ovvero:

L’editore interno è una metafora che uso per descrivere quella vocina interiore che migliora e raffina ciò che noi diciamo e scriviamo in modo che gli altri ci vedano intelligenti e coerenti. L’editore interno è importante. Aiuta a far funzionare la società, ma ti ostacola quando stai cercando di creare qualcosa di nuovo.

Perché accade questo? Il motivo è che si tratta di una funzione fin troppo potente.
L’editore interno tende a bloccare tutte le idee, non solo quelle pessime.

A meno che non imparerai a controllarlo, troncherà il tuo pensiero per aiutarti ad essere “più coerente”. Per farcela, usa questa tecnica: analizza un problema e scrivi per sette minuti al massimo della tua velocità. Nessun altro potrà vedere ciò che stai scrivendo. Butta giù quello che vuoi: discorda con te stesso, ignora la punteggiatura, scrivi della situazione in cui ti trovavi quando per la prima volta hai incontrato quel problema, gli ostacoli con cui hai avuto a che fare… qualunque cosa! Scrivendo rapidamente limiterai la tue inibizioni, migliorando così il processo creativo.

 

d) Raccogli citazioni

Una buona citazione è un ottimo modo per iniziare un’e-mail, e il web ne rappresenta una fonte inesauribile. Ad esempio, Goodreads le classifica in base alla loro popolarità, in modo da riuscire a trovare le migliori più rapidamente, mentre The Quote Garden le organizza per categoria.

Attenzione però, assicurati che le citazioni che usi siano autentiche!
Come usava spesso affermare Abramo Lincoln, infatti:

Il vero problema con le citazioni online è che non sempre sono autentiche

lincoln selfie

 

E’ tutto, ora non ti resta altro da fare che provare ad applicare le tecniche contenute in questo tutorial e… andare a scrivere un po’ di e-mail.

E se desideri maggiori informazioni su come usare l’e-mail marketing per potenziare il tuo business, contatta Gianni Vacca!

Nessun commento
A CHE SERVONO I GIORNALI – High Business
4 maggio 2016|Marketing BasicMarketing VideoMedia OfficeNon solo MarketingWeb Marketing

A CHE SERVONO I GIORNALI – High Business

A CHE SERVONO I GIORNALI – High Business

Come far sì che le testate giornalistiche siano interessate a dedicare spazio nelle proprie pagine alle notizie delle piccole realtà locali?

E’ qui che entra in scena il Media Office, o Ufficio Stampa: indipendentemente dalle dimensioni della struttura aziendale, ciò che conta è la sostanza di ciò che viene comunicato e la capacità di svilupparlo e di renderlo… notiziabile per i lettori dei giornali, attraverso l’individuazione del giusto taglio con cui presentarlo.

Scopri come fare con questa nuova puntata di High Business, il Marketing prende quota di pLAYmaRKETING by osm1816, trasmessa da Telemonteneve Livigno e dedicata agli imprenditori!

Con:
– Antonella Fossati (Marketing & Communication Specialist e responsabile del progetto pRESSpLAY)
– Simona Lodolo (Marketing & Communication Manager pLAYmaRKETING)

Vuoi saperne di più?
Visita il sito www.pressplay-media.it o contatta direttamente press@pressplay-media.it !

Nessun commento
Emozioni e marketing: come decidiamo di chi fidarci
4 marzo 2016|Marketing BasicNon solo MarketingWeb Marketing

Emozioni e marketing: come decidiamo di chi fidarci

Emozioni e marketing: come decidiamo di chi fidarci

Ogni giorno abbiamo l’impressione di sperimentare centinaia di diverse emozioni, ognuna ben calibrata e specifica del momento in cui viene vissuta. Stando però a quanto affermano gli ultimi studi a riguardo, la situazione reale non è poi così complessa.

Un articolo pubblicato da C.Seiter su blog.bufferapp.com afferma come in realtà noi tutti siamo in grado di sperimentare solo quattro emozioni primarie:

  1. Felicità
  2. Tristezza
  3. Preoccupazione/sorpresa
  4. Rabbia/disgusto.

Ed è proprio la fusione di queste quattro emozioni base che permette di creare tutte le altre, come illustrato nella celebre “ruota delle emozioni” di Robert Plutchik:

ruota plutchik

Link alla versione “non ufficiale”!

Diamo però un’occhiata più da vicino ad ognuna di queste quattro emozioni base, a cosa le guida e ai modi in cui ci spingono a compiere determinate azioni.

 

LA FELICITA’ SPINGE A CONDIVIDERE

Lo psicoanalista Donald Winnicott ha scoperto che la prima azione emotiva che compiamo nella vita è rispondere a nostra volta al sorriso di propria madre con un altro sorriso. Insomma, sin dai primi momenti della nostra esistenza gioia e felicità sono già ben radicate in tutti noi.

Gioia

La corteccia prefrontale sinistra dei nostri cervelli è il punto in cui risiedono tratti tipici della felicità, come l’ottimismoA questo proposito, uno studio di neuroscienza ha osservato come nei monaci buddisti il lobo prefrontale dei loro cervelli si accende non appena entrano nel loro celebre stato meditativo. 

Oltre a renderci felici, la felicità può essere motivo di azione, proprio come nel caso del sorriso del neonato alla propria madre, che a sua volta aumenta il livello di felicità stessa.

Non si tratta certo di una novità, anzi, la sensazione di benessere che si prova nel condividere i propri momenti gioiosi è il motore stesso che muove i social network: tutte le emozioni che derivano direttamente dalla felicità sono tra i principali conduttori dei fenomeni virali nel web.

Anche stando a quanto analizzato da Fractl, da questo punto di vista le 10 più importanti emozioni sono tutte positive:

  1. Divertimento
  2. Interesse
  3. Sorpresa
  4. Felicità
  5. Compiacimento
  6. Piacere
  7. Gioia
  8. Speranza
  9. Affetto
  10. Eccitazione

Jonah Berger, professore di marketing all’Università della Pennsylvania Wharton School e autore di “Contagious: Why Things Catch On”, ha studiato quasi 7.000 articoli del New York Times per determinare quale fosse il fattore che rendeva così popolari quelli maggiormente letti e condivisi.

Il risultato?

Berger ha rilevato che la possibilità di diventare virale per un articolo è direttamente proporzionale alla sua carica di positività (con riferimento alla forza delle emozioni positive che contiene).

Abigail Posner, responsabile della pianificazione strategica di Google, descrive questa sorta di necessità di condivisione come “scambio di energia”:

“Quando vediamo o creiamo un’immagine che ci accende, la inviamo ai nostri conoscenti per condividere con loro un po’ di energia e vitalità. Ogni dono o pensiero contiene una porzione dello spirito del mittente. Inoltre, ognuno di questi gesti ricorda agli altri che siamo vivi, felici e pieni di energia (anche se alle volte non ci sentiamo tali).

 E quando commentiamo o mettiamo un ‘mi piace’ ad un’immagine/video che ci è stata inviata, stiamo a nostra volta ricambiando il mittente con un regalo da parte nostra. Lo stiamo aiutando ad affermarsi. 

E, cosa forse più importante, il ‘regalo’ di questo tipo di condivisione contribuisce ad uno scambio di energia che amplifica il nostro stesso piacere, e non a caso è un meccanismo per cui noi tutti siamo calibrati”. 

 

LA TRISTEZZA PROMUOVE CONNESSIONE ED EMPATIA

Anche le emozioni negative come tristezza e pena accendono molte delle stesse regioni del cervello collegate a quelle positive. Quando però il cervello esperisce tristezza, rilascia anche particolari sostanze chimiche.

Nello specifico, Paul Zak ne ha analizzate due molto interessanti: il cortisolo, conosciuto come “ormone dello stress” e l’ossitocina, un ormone che aiuta ad esperire connessione ed empatia.

Tristezza

Per farlo, Zak ha sottoposto i partecipanti al proprio studio ad un breve e triste video riguardante un ragazzo malato di cancro.

Assistendo alla sua vicenda, i cervelli dei partecipanti producevano sia cortisolo che ossitocina, e in seguito coloro che avevano prodotto la maggior quantità di questo secondo ormone che regola spinge a provare empatia erano anche quelli più portati ad effettuare donazioni.

In seguito, Paul Zak ha dimostrato come la capacità dell’ossitocina di aiutarci a creare legami empatici ci rende anche maggiormente generosi e fiduciosi verso gli altri.

Non a caso, il motivo per cui neonati e cuccioli vengono inseriti così spesso nelle pubblicità di carta igienica è proprio quello di stimolare i nostri cervelli a rilasciare ossitocina al fine di costruire fiducia in determinati prodotti e marchi, aumentando di conseguenza le vendite.

 

PAURA E SORPRESA FANNO CERCARE SUPPORTO

Anche se in genere coloro che sono portati ad ansia, paura e depressione manifestano un alto grado di attività nella corteccia prefrontale destra, la paura è perlopiù controllata da una piccola parte del cervello a forma di mandorla chiamata amigdala.

Paura

L’amigdala ci aiuta a determinare il significato di ogni evento spaventoso e ne decide la risposta (combattere o fuggire). La paura causa però anche un altro tipo di risposta molto interessante per coloro che si occupano di marketing.

Uno studio pubblicato nel ‘Journal of Consumer Research’ ha dimostrato che i consumatori che provano paura mentre guardano un film esperiscono anche una maggiore affiliazione con un brand presente nella storia stessa rispetto a coloro che hanno guardato film che contenevano altre emozioni, come felicità, tristezza o eccitazione.

In pratica, quando siamo spaventati sentiamo la necessità di condividere la nostra esperienza con altri, e in assenza di altre persone intorno la nostra scelta ricade su un brand “non umano”. La paura può così stimolare la gente a sviluppare un maggiore attaccamento ad un marchio.

Lea Dunn, autrice dello studio sul legame paura/brand:

“Le persone fanno fronte alla paura creando legami con gli altri.

Quando ad esempio si assiste ad un film dell’orrore con un amico, e nelle scene di massima tensione ci si rivolge l’un l’altro esclamando ‘Oddio!’, il proprio legame con l’altra persona si rafforza.

E in assenza di altre persone con cui condividere questa propria esperienza, il nostro studio ha dimostrato che i consumatori arrivano a creare un legame simile con un marchio che in quel momento si trova nelle vicinanze”

 

RABBIA E DISGUSTO RENDONO TESTARDI

Nel nostro cervello, l’ipotalamo è responsabile per la rabbia, oltre che per molti altri bisogni di base come la fame, la sete, le reazioni al dolore e la soddisfazione sessuale.

Rabbia Disgusto

E anche se la rabbia può spesso spingere all’aggressività, può anche creare una particolare forma di “testardaggine”, come è stato scoperto da uno studio svolto nel 2013 dall’Università del Wisconsin.

Ai partecipanti veniva chiesto di leggere un articolo di un blog che contenente una discussione equilibrata ed oggettiva riguardante rischi e benefici della nanotecnologia.

Il contenuto dell’articolo era lo stesso per tutti, ciò che cambiava erano i commenti alla fine: ad un gruppo furono aggiunti dei commenti positivi e costruttivi, all’altro invece vennero inflitti dei commenti negativi e particolarmente maleducati.

I commenti negativi spinsero i partecipanti a trincerarsi nelle proprie posizioni: coloro che pensavano già dall’inizio che la nanotecnologia fosse un’opportunità a basso rischio si sentivano ancora più sicuri delle proprie idee, e anche quelli che al contrario la vedevano come una potenziale minaccia vedevano le proprie convinzioni rafforzarsi.

Quelli che però non avevano alcuna opinione particolare sull’argomento, una volta esposti ai commenti negativi finirono con l’adottare una visione particolarmente critica sui rischi connessi alla tecnologia.

Ovvero: il solo atto di includere una violenta sequenza di attacchi all’argomento nei commenti dei lettori era stato sufficiente per far credere ai partecipanti dello studio che il gioco non valesse la candela.

La negatività ha quindi un effetto reale e duraturo, oltre che avere una forte “carica virale” dal punto di vista della condivisione online, come d’altra parte viene riportato anche nella ricerca del New York Times citata all’inizio.

 

PERCHE’ LE EMOZIONI SONO IMPORTANTI NEL MARKETING

Dal punto di vista pratico, cosa può insegnare (…o confermare) tutto questo agli imprenditori?

Che le emozioni svolgono un fattore critico per molte attività marketing.

Stando ad un’analisi svolta dalla IPA dataBANK, che ha raccolto oltre 1.400 casi di studio di attività pubblicitarie di successo, le campagne dal contenuto puramente emozionale hanno avuto un’efficacia quasi doppia (31% contro 16%) rispetto a quelle dal contenuto principalmente razionale… oltre a aver funzionato meglio di quelle che contenevano un mix di elementi sia emozionali sia razionali.

E basandosi su ciò che la scienza conosce del cervello umano fino ad oggi tutto questo ha perfettamente senso, ovvero che come prima cosa “sentiamo”, e solo in seguito “pensiamo”: il cervello emozionale riesce a processare le informazioni in un quinto del tempo che il cervello razionale impiega a processare lo stesso input.

E dal momento che le emozioni rimangono legate al sistema evolutivo base che ha assicurato la sopravvivenza alla nostra specie sin dagli albori, come la capacità di riconoscere rabbia o paura, sono così radicate nel nostro “sistema operativo” che per forza di cose siamo portati a prestare loro attenzione (… a volte anche troppa!).

Come in questo caso: nel corso di un’indagine sui consumatori, la Generac, produttrice di generatori ausiliari di corrente, ha chiesto ad alcuni dei propri clienti di disegnare la loro esperienza con i loro prodotti.

Da hbr.org:

“Hanno i clienti disegnare i propri generatori come supereroi nell’atto di proteggere le loro famiglie. Questo fatto ha portato la Generac a modificare la propria comunicazione marketing da puramente tecnica a basa su testimonianze e storie dei clienti di come i loro prodotti avessero salvato le loro abitazioni.

Ciò ha aiutato il loro business a raddoppiare negli ultimi 2 anni fino a oltre un miliardo di dollari.”

In definitiva, è stata un’emozione a portare i clienti all’azione (la sensazione di avere la meglio sulla paura).

E questo è il motivo per cui anche Abigail Posner di Google afferma che non possiamo assolutamente sottostimare l’importanza di comprendere la scienza delle emozioni nel marketing:

“E’ necessario capire appieno l’attrattiva delle emozioni e i fattori chiave che stanno dietro alla scoperta, creazione, fruizione e condivisione di video e immagini online… nel linguaggio visivo del web, quando condividiamo un video o un’immagine non stiamo semplicemente condividendo un file, ma la risposta emozionale è in grado di creare.”

 

Desideri maggiori informazioni sul come utilizzare il potenziale emozionale per spingere le tue attività marketing? Contatta Gianni Vacca!

Nessun commento
Un metodo sicuro per realizzare i tuoi progetti
16 febbraio 2016|Marketing Basic

Un metodo sicuro per realizzare i tuoi progetti

Un metodo sicuro per realizzare i tuoi progetti

Breaking-news: è stato finalmente identificato uno dei più infami killer di redditività, progetti e carriere che negli ultimi 10 anni ha imperversato nel mondo del business,  complicando la vita agli imprenditori di tutto il globo.

Si tratta dell’infame tecnica dello “sparare, puntare, mirare” molto spesso utilizzata nella gestione di progetti sul Web, che di solito inizia con la tipica dichiarazione del tipo

Dobbiamo assolutamente mettere qualcosa online entro il 31 Agosto” oppure “Questo va lanciato prima del prossimo trimestre

Detto questo… sia chiaro che stabilire delle deadline per i progetti da realizzare nella tua impresa va benissimo.

Il problema vero e proprio risiede nell’impuntarsi a decidere delle date particolarmente ambiziose per iniziative importanti e complesse senza definire prima gli obiettivi e i requisiti del progetto, e soprattutto senza un piano che giustifichi la sequenza dei vari passi da compiere.

Un approccio disciplinato alla pianificazione e all’esecuzione dei vari progetti è ciò che distingue i campioni.

Non averlo, è come dire ad un architetto che venga costruito un nuovo grattacielo nel centro di Manhattan entro la fine dell’anno, senza però averne chiaro lo scopo, il numero di piani, i materiali da usare e chi lo dovrà costruire.

Questa potrebbe essere la spiegazione del perché un numero che va dal 50% (Gartner) al 70% (InfoWorld) delle iniziative aziendali legate al mondo della tecnologia falliscono miseramente.

E’ un errore che vediamo ripetersi molto spesso anche in imprese che sotto ogni altro aspetto sono estremamente attente e di successo. E che quasi sempre è dovuto ad un’apparente necessità di urgenza.

 

IL MITO RICORRENTE DELLA “VELOCITA’ DEL WEB”

Il valore solitamente collegato alla cosiddetta “velocità del Web” (ovvero il “vantaggio della prima mossa”) è una delle più grandi illusioni dell’era di Internet. E, tra risorse sprecate e opportunità perdute, sta costando alle imprese milioni ogni anno.

La velocità può portare un vantaggio, questo è sicuro, ma non a discapito della qualità, del controllo e di altre occasioni di business. Ha però un valore estremamente limitato quando pur di ottenerla ti ritrovi ad aver lanciato un prodotto mediocre e allontanato i tuoi clienti.

E questo duro da mandar giù, anche perché a quel punto avrai fornito alla concorrenza una sorta di trampolino, e per giunta ben posizionato su un piatto d’argento.

La storia delle imprese è piena di aneddoti in cui concorrenti giunti sul mercato apparentemente in ritardo hanno scalzato i leader grazie al lancio di un prodotto più valido.

Basti pensare a come un migliore motore di ricerca ha permesso a Google di superare Yahoo!, o a come l’iPhone della Apple ha schiacciato Palm e, più recentemente, a come Hulu ha saltato Joost nell’ambito dei video online.

 

UN MONITO

Ecco un caso reale che illustra questo tipo di situazione, tratto da un articolo di modusagency.com.

Un’importante società di tecnologia aveva deciso di rinnovare la rete intranet aziendale, aggiungendo tutta una serie di complesse funzionalità aggiuntive, stabilendo che l’intero processo doveva essere completato entro 6 mesi.

Gli obiettivi e l’ambito del lavoro furono approssimativamente definiti, i rischi e la timeline dei singoli compiti non furono identificate, mentre il piano per giustificare la deadline non venne preso in considerazione neppure lontanamente.

In altre parole, nessuno sapeva cosa si stava cercando di realizzare, né come. Si sapeva solo che doveva essere fatto entro sei mesi. Vista la timeline a dir poco tirata, il team del progetto balzò direttamente all’implementazione.

E così, senza aver concordato su obiettivi e requisiti, il progetto si trasformò in una sorta di tiro alla fune tra i vari soggetti interessati. E man mano che veniva realizzato, diventava sempre più chiaro che non poteva essere completato nei 6 mesi previsti.

A quel punto, il team responsabile del progetto era costantemente sulla difensiva, resettando in continuazione le aspettative parti interessate e sforzandosi invano per cercare di rispettare i tempi previsti.

E alla fine, il progetto venne realizzato con oltre sei mesi di ritardo, completamente fuori dal budget e senza riuscire a soddisfare le aspettative.

Se hai esperienza con i progetti online, tutto ciò dovrebbe risultarti amaramente familiare. Per fortuna, però, si tratta di un epilogo del tutto evitabile.

 

LA SOLUZIONE ESISTE GIA’

Al giorno d’oggi, ciò che i concorrenti online di maggior successo hanno in comune è un approccio disciplinato e sequenziale al project planning il cui schema può essere così riassunto.

approccio project planning

Molto spesso i manager sentono di non potersi permette il lusso della pianificazione a causa del tempo che richiederebbe, e così decidono di buttarsi nei progetti di punto in bianco.

Nel caso anche tu fossi sottoposto a questo tipo di pressione, fai un respiro profondo e prova con questi provvedimenti:

  1. La strategia prima di tutto.
    Anche la migliore delle esecuzioni non è in grado di rimediare ad una strategia fallimentare, quindi comincia a pianificare ogni mossa sin dall’inizio per far sì che le tue idee siano solide e realizzabili prima di continuare.
  1. Procedi per singoli passi.
    Non devi far tutto in una volta. Con la giusta strategia dalla tua parte, puoi identificare e priorizzare le caratteristiche più importanti del tuo lavoro secondo fasi sequenziali. Ciò ti permetterà di raggiungere più rapidamente tutte le funzioni più importanti, per poi migliorare il tutto poco a poco.
  1. Resisti al richiamo della minimizzazione.
    La maggior parte dei progetti online iniziano sottostimando il lavoro da compiere. In questo modo, il tutto assume un aspetto meno intimidatorio… e mantiene budget e durata del progetto entro limiti molto rassicuranti. Tuttavia, in questo modo non si fa altro che spingere rischi e problemi a valle, dove poi ti attenderanno in massa…
  1. Insisti nel realizzare un piano.
    Se fornisci una deadline alla tua squadra, chiedi loro di convalidarla con un piano ancora prima che la inizino. Nel caso sia tu a subire la deadline, crea un piano per convalidarla. In assenza di un piano, non può esistere una reale data di lancio su cui fare affidamento.

 

LA TUA OPPORTUNITA’

Nell’era digitale, quasi qualunque cosa faccia potrà essere replicabile. L’unico modo per essere certo di poter ottenere costantemente successo è essere il migliore, non il primo.

Molti dei tuoi concorrenti stanno giocando secondo le regole dello “Sparare, puntare, mirare”.

E ciò può rappresentare per te un’opportunità enorme: dovrai solo aver il coraggio di afferrarla.

 

Hai bisogno di aiuto per realizzare un progetto per la tua impresa, o per potenziarne di esistenti con delle pratiche tecniche di Project Management? Fai un salto alla relativa sezione dedicata sul sito di osm1816, oppure contatta direttamente Gianni Vacca!

Nessun commento
5 / 250
1 2 3 4 50